di Ben BouxCari lettori, di seguito vi presento due esperimenti che ho fatto in passato, attraverso i quali ho potuto ridefinire la struttura ed il comportamento dell'atomo. Naturalmente con l'aiuto degli scritti di W.Russel e dei Phoenix Journals. Valutare questi due esperimenti richiede un minimo di conoscenza dell'elettronica, non da scienziati, quelli sono presi dalla loro caccia alla conoscenza mediante giganteschi ed estremamente costosi apparati, ma da semplici studenti al primo anno della scuola di elettrotecnica o elettronica. Gli esperimenti da me fatti sono molto semplici, è sufficiente un piccolo banco di lavoro e qualche strumento da laboratorio, sono riproducibili, la loro presentazione non richiede nessuna equazione matematica. E, sopra tutto, la dimostrazione non richiede né formule né conoscenze superiori a quelle necessarie per osservare e comprendere dei semplici diagrammi. Alla fine potrete verificare come sia possibile ricavare energia direttamente dall'atomo, senza passare attraverso la combustione chimica o atomica e con dei procedimenti che sono sotto gli occhi di tutti, dai tecnici in su. Salvo che per i grandi scienziati perché sono resi ciechi dalla loro presunta superiorità e dalla loro appartenenza alla casta della scienza.
Si tratta di cosa succede usando dapprima n.1 condensatore e poi n.1 induttanza.
E, "en passant" si svela anche il mistero della anomalia di Lorentz. Anzi è da lì che ho cominciato e formulato il secondo esperimento.
Cominciamo a descrivere gli esperimenti, prima quello col condensatore, poi quello con l'induttanza.
Esperimento con il condensatore
Esaminando la figura 1, che rappresenta un semplicissimo esperimento che usa un condensatore, vediamo i seguenti componenti:DC: un generatore di corrente continua a media tensione di 200 volt.
R1: una resistenza di alto valore tipo 100.000 ohm.
R2: una resistenza di basso valore non induttiva di 1 ohm.
C1: un piccolo condensatore di 1 nano farad.
S: un interruttore, costruito con un F.E.T. pilotato da un oscillatore ad impulsi.
I: un misuratore di corrente.
V: un misuratore di tensione.
In realtà è sufficiente misurare la tensione, perché, conoscendo la resistenza, mediante la legge di Ohm, si avrà la corrente e la potenza. La misura è facile da ottenere applicando sul capo caldo di R2 la sonda di un oscilloscopio sincronizzato con gli impulsi che pilotano S.
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