Alimentazione: in crisi fast food con boom dei farmers market
2 Settembre 2010
La crisi del fast food con la messa in vendita del colosso statunitense Burger King è la conferma di un cambiamento in atto nelle abitudini alimentari anche negli Usa dove negli ultimi dieci anni sono piu’ che raddoppiati i mercati degli agricoltori dove comprare prodotti locali di grande qualità alternativi ai menù globalizzati. E’ quanto afferma la Coldiretti che, nel commentare le difficoltà che sta incontrando la catena di Fast Food, sottolinea che negli Stati uniti sono aperti 6132 mercati degli agricoltori in aumento del 16 per cento rispetto allo scorso anno.
Una tendenza sostenuta dalla stessa amministrazione Obama che ha avviato numerose iniziative contro il cibo spazzatura e a favore di stili di vita sani che vanno dall’obbligo ad indicare il conto delle calorie nei menu’ offerti da oltre 200mila catene di fast food, ristoranti e take away previsto dalla riforma sanitaria alla coltivazione di un orto alla Casa Bianca nelle cui prossimità è stato aperto anche un farmers market per favorire l’offerta di cibi freschi e genuini provenienti dalla campagna.
Anche in Italia si registra il successo di esperienze di vendita di prodotti locali rispetto ai quello delle multinazionali come McDonald's con il 54 per cento degli italiani preferisce acquistare prodotti alimentari locali e artigianali che battono nettamente le grandi marche, che si fermano al 12 per cento, secondo una indagine Coldiretti/Swg. Secondo l'indagine per il 29 per cento degli italiani la scelta tra le due tipologie di prodotto dipende dalla qualità, mentre per il 5 per cento dal prezzo. Si tratta di una opinione confermata da un vero boom degli acquisti diretti dai produttori dove compra regolarmente l'11 per cento degli italiani e ben il 47 per cento ha dichiarato di farlo almeno qualche volta durante l’anno.
La spesa in cantine, malghe o frantoi per acquistare direttamente dai produttori vini, ortofrutta, olio, formaggi, e altre specialità supererà nel 2010 i 3 miliardi di euro secondo e coinvolge 63mila imprese agricole attraverso spacci aziendali, chioschi, bancarelle, sagre e oltre 500 mercati degli agricoltori di Campagna Amica. L'acquisto di un alimento direttamente dal produttore è una opportunità per conoscere non solo il prodotto ma anche la storia, la cultura e le tradizione che racchiude dalle parole di chi a contribuito a conservare un patrimonio che spesso non ha nulla da invidiare alle bellezze artistiche e naturali del territorio nazionale. Si tratta di un fenomeno in controtendenza rispetto alla crisi generale perché concilia la necessità di risparmiare con quella di garantirsi la sicurezza del cibo.
L'uomo come essere naturale é mortale. E' un'illusione pensare che sia costituito da un'individualità immortale. L'individualità, l'assetto anima-corpo, é certamente soggetta al principium individuationis ovvero alle limitazioni dell'esistenza determinata e relativa. E' vano credere alla ricostituzione di un'immortalità fisica che sarebbe esistita in età mitiche, antecedenti ad una fantomatica colpa di un altrettanto fantomatico primo uomo. Non esiste materia eterna e l'individuo é certamente limitato anche nel tempo senza contare che la generazione include anche la corruzione. Ed é vano credere ad un'autocoscienza senza soluzione di continuità. Se l'uomo fosse immortale sarebbe un dio, uno dei numi olimpici. E'conseguenza di questo credere a ragion veduta e senza tema di smentita che non può esistere un inferno senza termine, una illogica dannazione eterna. E non lo può parimenti una beatitudine eterna.
Se gli Déi sono rappresentati come recanti con sé il sacro Ankh questo é per rimarcare che l'immortalità é degli Déi e gli uomini ne sono rigorosamente esclusi. Ora il divo Platone ci rivela che nei misteri di Orfeo gli iniziati diventano compagni degli Déi e la morte veniva sconfitta. E sappiamo che le essenze intelligibili, come dice Proclo, permangono e procedono, ogni esistenza umbratile é immagine, manifestazione, riflesso dell'archetipo del mondo originale. Ovvero realizzano ciò che, in senso assoluto, sono. Noi abbiamo il nostro archetipo iperuranico dal quale procediamo e per il quale viviamo la nostra esistenza illusoria come specchi della luce ideale. E' questa misteriosa entità, se così possiamo esprimerci, che sola può vincere la morte che é la condizione connaturata all'uomo. Non é qualcosa che deve essere formato mediante pensieri e pratiche psichiche, non é un veicolo sottile.
La sfera sottile é intermedia o animica. Per gli antichi il termine "psichico" non aveva a che fare con la medicina o la psicologia e significava "anima". Ma l'anima era vista come un principio intermedio e pur sempre ben segregato e contenuto entro il recinto del regno della necessità e della limitazione naturale, era un rivestimento, esteriore, in sé inerte, mortale. L'anima non era concepita come propriamente soprannaturale e spirituale. Era, usando concetti moderni, "paranormale" e non soprannaturale. Apparteneva più a qualcosa di vagamente simile al "campo psichico" della parapsicologia che alla mera trascendenza. Dicevamo non é un "corpo sottile" o psichico o ancor meno eterico, il che lo confinerebbe addirittura nel mondo grossolanamente fisico. Si tratta del Sé immortale e questo deve essere risvegliato, deve essere isolato e fatto emergere dalla guaina incosciente delle tenebre dell'individualità, dal fango della materia e dal giogo dei demoni che la governano sprofondandola nella meccanicità del sonno ontologico-metafisico.
Il "corpo di luce" non va inteso come un corpo akasico, eterico, astrale. Quest'ultimo poi non é un principio distinto dal corpo ma é semplicemente una sua irradiazione che muore succedendogli di poco salvo casi assai particolari. Evapora laddove il corpo degli elementi inferiori s'imputridisce. L'Akh egizio significava "spirito luminoso", "veste di luce" o spirituale o "veste di resurrezione" ed era detto anche Sahu o "spirito stabile" ovvero immutabile e concepibile solo negativamente. E' l'Agatodemone socratico e il Nous plotiniano. Usciti dalla stretta dei demoni con la putrefazione o prurificazione, l'anima emerge dall'Ade per ricostituire la comunicazione con questo centro eterno col'illuminazione, vera teofania. Esso diventa autonomo e capace di manifestarsi all'iniziato. Infine nell'unione l'anima viene riassorbita in esso e vi si identifica. La concezione di esso come un "corpo eterico" é un suo svilimento materialistico.
C'è un'altra questione, in Iraq, oltre alla situazione turbolenza degli ultimi anni. Non si tratta di soldati o civili uccisi, di condizioni di vita ai limiti, di contraddizioni e problemi di una guerra sempre più difficile da digerire. Si tratta della fuga di materiale archeologico e artistico. L'Iraq è infatti collocato in una regione che è stata definita "la culla della civiltà": le civiltà più antiche del mondo sono nate nella Mezzaluna Fertile, ed hanno prodotto una quantità di artefatti, di edifici e di documenti che hanno pochi eguali nella storia.
Da quando è iniziata la guerra, si assiste ad una costante fuga di artefatti, il cui valore artistico è inestimabile, e il cui valore economico è solo lontanamente immaginabile. Nel solo 2003, si stima che siano stati sottratti al Museo Nazionale Iracheno circa 15.000 artefatti, dei quali solo un terzo sono stati ritrovati e restituiti. Fino ad ora, sarebbero centinaia di migliaia i reperti di estremo interesse storico e artistico sottratti all' Iraq, un Paese che vantava i primi posti nella classifica delle nazioni con più importanza archeologica del mondo.
"Questi numeri sono approssimativi, semplicemente non sappiamo quanti siano. I saccheggiatori arrivano sul posto e scavano. Non documentano ciò che fanno" spiega John Russell, consulente culturale del Dipartimento di Stato americano. "La prima volta che ci si accorge del furto di questi artefatti è quando vengono sequestrati dalla polizia, o vengono rivenduti". In uno dei sequestri si sono recuperate dozzine di tavolette con incisioni cuneiformi, che fino a poco tempo prima nessun sapeva nemmeno esistessero. Nei soli Stati Uniti, sono stati scoperti 1054 reperti provenienti dall'Iraq e ottenuti illegalmente. Tra questi, una coppia di orecchini d'oro assiri, vecchi di 2800 anni e parte del cosidetto Tesoro di Nimrud. Ad aggiungersi al conto degli artefatti depredati e restituiti ci sono poi i più di 2.500 reperti ritrovati in Giordania nel 2009, i più di 760 scoperti in Siria, i quasi 20 trovati in Italia.
"E' un problema Iracheno. Gli Iracheni ed il goveno dovrebbero fare il primo passo, ed iniziare a proteggere il loro patrimonio culturale" afferma Donny George Youkhanna, ex direttore dell' Iraqi National Museum, fuggito dal Paese nel 2005 e ora insegnante della Stony Brook University di New York. I saccheggiatori non operano solo nei musei, ma anche nei centinaia di siti archeologici a cielo aperto, scavando senza alcun criterio e danneggiando i ritrovamenti per ottenere oro, preziosi e reperti di incredibile valore artistico. Senza contare che siti di importanza mondiale, come quello di Babilonia, sono stati danneggiati dalle truppe americane, nonostante parte di esse siano state impiegate proprio a protezione di siti di importanza culturale. Alcuni pezzi d'arte moderni inoltre vengono distrutti di proposito per rimuovere ogni simbolo di Saddam Hussein dal Paese.
"E' stata la prima mossa del processo anti-Baath...poi ci fu saccheggio e distruzione, e ci furono alcune cose che offesero la sensibilità religiosa. C'era sempre una ragione per distruggere" sostiene Nada Shabout, insegnante della University of North Texas. "Alcuni dei monumenti pubblici moderni erano di cattivo gusto e brutti, e non mi si spezzerebbe il cuore il loro abbattimento. Ma erano parte della storia del Paese".
Cari lettori, sono Alessio De Angelis, un giovane scrittore tiburtino di 16 anni. Affinché possiate valutare la devastante portata delle nostre ricerche, ho deciso di pubblicare su Altrogiornale.org un capitolo del mio terzo libro "Oltre la mente di Dio, quando l'uomo creò Dio senza sapere di esserlo" acquistabile online in e-book sul nostro sito da Settembre 2010.
Il capitolo ricostruisce, tramite numerosissime prove e ricostruzioni storiche, la vera storia del popolo ebraico, dimostrando come in realtà questo popolo altro non fosse che la popolazione Hyksos che invase con il suo esercito il Basso Egitto nel 1750 a.C. assoggettandolo per quasi quattrocento anni. Gli abitanti di questo popolo erano adoratori del dio YHWH, figlio di Ba’al, che in seguito, con l’avvento del culto monoteistico del faraone eretico Akhenaton, trasformarono nell’unico dioSole Aton.
Dimostriamo anche come il faraone ebreo Akhenaton fosse in realtà la vera identità nascosta del Mosè dell’Antico Testamento e come l’esilio di Akhenaton e degli Hyksos di Tell el-Amarna sia invece l’esodo biblico di Mosè. Ma nel capitolo in oggetto andiamo oltre facendo chiarezza su come la maledizione della tomba del faraone Tutankhamon sia stata solo una leggenda montata ad arte per coprire i numerosi omicidi legati al ritrovamento di papiri nella scatola 101 che raccontavano la vera storia dell’Esodo e degli Ebrei-Hyksos che avrebbe fatto saltare l’accordo politico con cui gli inglesi tradirono gli arabi palestinesi per dare la terra ad un popolo di invasori, e non di vittime sacrificali ingiustamente espulsi dalla loro terra natia come ci hanno fatto sin qui credere.
Entriamo inoltre nel merito della seconda Guerra Mondiale dando prova di come furono i banchieri ebrei a dichiarare guerra alla Germania (in quel momento in grossa crisi economica), quando Hitler ancora non era asceso al potere. Vi invito pertanto a diffondere a tutti i vostri conoscenti questo capitolo di un libro straordinario che ricostruirà l'intera storia dell'umanità dalla Genesi e dal diluvio universale fino ai nostri tempi. Vi invitiamo inoltre a visitare il nostro canale "fanfra" su youtube ed il nostro sito "www.ilritornodigesu.it" per chi fosse intenzionato a comprare i nostri libri in offerta sia in cartaceo che in e-book.
Esplorando gli incontri con Alieni in Africa ed altri ancora
Io e John Mack eravamo alla Scuola Ariel, una piccola scuola elementare fuori da Harare, la capitale dello Zimbabwe, ascoltando Elsa (non è il vero nome) che descriveva il suo incontro del 16 settembre 1994 con una creatura "aliena". Tutti i 60 bambini, con età tra i 6 e i 12 anni, riportarono di aver visto una grande nave spaziale assieme ad altre più piccole, atterrare vicino al loro cortile.
I dodici bambini che intervistammo nel corso di due giorni, descrissero lo stesso evento con grande dettaglio. Oltre alle navi spaziali, i bimbi videro due "strane creature", una seduta in una delle navi e l'altra correre avanti e indietro, "saltava come se fosse stato sulla luna, ma non esattamente." Le creature vennero descritte come nere con grandi teste, "occhi grandi come palle da rugby", con sottili braccia e gambe. L'evento accadde durante il mattino, mentre le maestre erano in riunione. Molti dei bimbi piu' piccoli erano molto spaventati e piangevano. "Prima pensai che fosse un giardiniere", ci disse un bimbo di quarta classe. "Quindi realizzai che era un alieno".
L'evento duro' circa 15 minuti, disse il bimbo, prima che le navi spaziali sparissero dalla vista. Persino nel loro stato di paura, molti dei bimbi erano curiosi e affascinati dalle strane creature che videro, avevano occhi che attiravano molta attenzione. Elsa ci disse che penso' che le creature volessero dire loro qualcosa sul futuro, su come "il mondo stia per finire, forse perchè non avevamo cura del pianeta o dell'aria." Disse che sentì una brutta sensazione interiore quando torno' a casa. "Come se tutti gli alberi dovessero cadere e tutta l'aria dovesse sparire in futuro. La gente morirebbe. Questi pensieri venivano dall'uomo - dagli occhi dell'uomo."
Isabelle, una composta ragazzina di dieci anni, ebbe le stesse sensazioni di Elsa. "Era spaventato. Cercavamo di non guardarlo perchè era spaventato. I miei occhi e le mie sensazioni andarono con lui." Cio' che entro' nella sua "coscienza" nel guardare la creatura fu, "Stiamo facendo del male alla Terra."
L'avvistamento della Scuola Ariel è uno dei piu' significanti nella storia UFO recente. E' la prima volta che un tale gruppo di persone riporta la simultanea apparizione di navi spaziali e alieni. Dopo aver ricevuto una chiamata a Settembre dalla BBC, un reporter ci disse che per due notti vennero riportati avvistamenti di strani oggetti sopra lo Zimbabwe prima del 16 settembre, in cui il tutto è culminato con il drammatico avvistamento alla Scuola Ariel e quindi decidemmo di investigare di persona.
Per due anni (1993/1994) il Programma per la Ricerca sulle Esperienze Straordinarie (PEER), ha fatto ricerche su rapporti UFO multi-culturali e internazionali e sulle abductions. Una delle domande centrali della ricerca in merito alle abductions è se il fenomeno accade in un simile modo all'estero; se è così, quali aspetti dell'esperienza rimangono uniformi e immutabili tra diverse culture, e quale parte dell'esperienza, o sua interpretazione, è influenzata da fattori culturali. Membri del progetto viaggiano dal Brasile all'Africa, fino a contattare i Nativi Americani negli Stati Uniti e nel Canada e inoltre il progetto ha sponsorizzato la ricerca in Giappone, in Scandinavia e in Cile ed è in contatto con "esperienzanti" in Europa, Iran, Cina, Australia, Messico e Porto Rico. Abbiamo confrontato esperienze di abduction nel mondo sciamanico e delle possessioni. Abbiamo esplorato miti relativi ad esseri del cielo e di altre dimensioni e mondi. Cio' che ne è emerso ci ha spesso sorpreso.