Bonnie Bassler sulla comunicazione fra i batteri



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da Richard mer 10 mar 2010, 20:06 stampa friendly crea pdf di questa news



 Carlo Dorofatti: Esoterismo, Scienza e Coscienza



La definitiva realizzazione va cercata nel profondo di sé stessi: i riferimenti e i valori più autentici vanno trovati e maturati individualmente, nella riscoperta del proprio sentire e della propria identità reale.

Il lavoro su di sé attraverso logiche rinnovate, coerenti scelte di vita e una prospettiva di crescita finalmente autonoma, indipendente ed autodeterminata, sono la chiave di accesso a questa potenziale Nuova Era di emancipazione e consapevolezza.
(da Carlo Dorofatti - )


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da Richard mar 09 mar 2010, 22:58 stampa friendly crea pdf di questa news



 La creazione della realtà

Il Giornale Onlinedi Momi Zanda

La creazione della realtà da parte della nostra coscienza avviene grazie all'esistenza di un campo che unisce tutti i fenomeni dell' universo. Interagendo consapevolmente con il campo creiamo consapevolmente la realtà...

Sono sempre più numerosi gli studiosi, non solo filosofi e psicologi ma anche scienziati, che sostengono che la realtà è una nostra creazione, e che la creazione della realtà avviene prima di tutto nell’interiorità dell’individuo, in uno stato di coscienza più profondo di quello di cui siamo ordinariamente consapevoli. Gli eventi esterni della nostra vita sono solo il riflesso dello stato interiore della nostra coscienza. Se vogliamo modificare gli eventi o crearne di nuovi dobbiamo quindi prima di tutto lavorare all’interno di noi stessi. Questa affermazione potrebbe sembrare arbitraria o addirittura “anti-scientifica”, ma in realtà non lo è.

Gli studi più avanzati di fisica quantistica convergono infatti verso questa ipotesi, e sono stati fatti ormai molti esperimenti di laboratorio che supportano la tesi che la coscienza sia in grado di influenzare senza intermediari le altre coscienze e addirittura la materia. Una volta accettato che è la nostra coscienza a creare la nostra realtà, per poterla creare in maniera attiva e consapevole è utile esaminare prima di tutto alcuni presupposti fondamentali del processo. Il primo presupposto della creazione della realtà è l’esistenza di un campo che unisce tutti i fenomeni dell’ universo, materiali e spirituali, un campo di cui noi facciamo parte integrante e che ci collega ad ogni altro essere e fenomeno dell’ universo, dal più piccolo al più grande.

Questo campo in ambito scientifico, psicologico e filosofico è stato definito in molti modi: mondo platonico (definizione questa non di un filosofo ma di uno scienziato, Penrose, uno dei fisici quantistici più accreditati e più all’avanguardia), campo di forma, campo morfico, campo morfogenetico, inconscio collettivo, ordine implicato, matrice o matrix, matrix divina, campo quantico, campo del punto zero o più semplicemente “campo”. L’esistenza di questo campo è ormai accettata da molti scienziati ai massimi livelli ed è stata dimostrata da alcuni esperimenti. Le relazioni all’interno di questo campo non sono lineari o causali, ma sincroniche. Il che significa che una modifica in un punto del campo influenza istantaneamente il resto del campo, senza che intervengano intermediari materiali o meccanismi lineari di causa ed effetto.

Che ce ne rendiamo conto o no, è attraverso questo campo che noi creiamo la nostra realtà. In ogni istante della nostra vita noi interagiamo con il campo. Se impariamo ad interagire consapevolmente, impadronendoci dei meccanismi di funzionamento del campo, possiamo diventare i creatori consapevoli della nostra realtà. Il secondo presupposto è che il linguaggio che il campo comprende e a cui risponde è il linguaggio del cuore, cioè i sentimenti. Naturalmente anche il pensiero è importante, ma se i nostri sentimenti sono in contrasto con i nostri pensieri, sono i primi a prevalere. Il campo recepisce le informazioni che vengono dal cuore e risponde ad esse istantaneamente. Questo principio è chiamato comunemente “legge della risonanza” o “legge dell’attrazione”. Si attira solo ed esclusivamente ciò che è in risonanza col nostro cuore.

Se non ci piace quello che attiriamo, non abbiamo altra scelta che cambiare le nostre vibrazioni, le frequenze del cuore. Se le frequenze del cuore sono basse, come quelle generate da sentimenti come la paura, o l’odio, o il dolore, attireremo persone ed eventi che vibrano alla stessa frequenza e la nostra vita diventerà sempre più dominata dalla paura, dall’odio o dal dolore. Per inciso, è stato sperimentalmente dimostrato che il nostro cuore genera un campo elettromagnetico la cui ampiezza è normalmente di 2 o 3 metri e che può quindi influenzare gli altri campi elettromagnetici presenti nell’ambiente, compresi quelli delle altre persone.

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da Richard mar 09 mar 2010, 11:56 stampa friendly crea pdf di questa news


coscienza   


 La ricerca sul paranormale: testimonianza della prof.ssa Maria Immacolata Macioti su Metropolis (Radio Sapienza)



da Richard mar 09 mar 2010, 00:08 stampa friendly crea pdf di questa news



 Gravità o non gravità, questo è il dilemma

Il Giornale Onlinedi Riccardo Tristano Tuis

Il dilemma della gravità continua ad investire il mainstream scientifico portando molti scienziati a formulare teorie diverse tra loro. Da qualche secolo oramai la gravità viene associata alla storiella della mela che cadde in testa a Newton. Questa storiella fu inventata da Stuckeley, antiquario e membro della Royal Society, 25 anni dopo la morte di Newton per avvalorare la tesi che la celebre legge di gravità, apparsa nel Principia Mathematica di Newton, fosse opera dello stesso. In realtà si è scoperto da un carteggio tra Hooke e Newton che fu in realtà il primo a postulare che la forza di attrazione di un corpo verso l’altro è commisurata al quadrato inverso della distanza.

Ma nonostante il plagio e la storiella di Stuckley, forse ispirato dall’altra storiella sulla mela, la teoria della gravitazione di Hooke/Newton ha mostrato una certa fallacità nella comprensione del nostro universo fisico. Il modello di Hooke/Newton basato sull’azione a distanza e su uno spazio e tempo assoluti è stato poi contraddetto dalla teoria della relatività di Einstein. Le previsioni di Newton risultarono non corrette sia con l’osservazione della precessione del perielio dell'orbita del pianeta Mercurio, sia per la quantità di luce deviata per gravità. Inoltre il concetto per cui masse gravitazionali ed inerziali sono la stessa cosa (o almeno proporzionali) per tutti i corpi non è spiegato all'interno della teoria newtoniana.

Einstein sviluppò una nuova teoria, denominata relatività generale (RG), in cui incluse un modello della gravitazione. Nella teoria einsteiniana la gravità non è una forza come tutte le altre, quanto la proprietà della materia di deformare lo spazio-tempo. La gravità non è un’interazione a distanza fra due masse, ma è un fenomeno mediato da una deformazione dello spazio-tempo. La massa genera un campo gravitazionale che deforma le linee di spazio-tempo, incurvando le geodetiche, e le altre masse sono costrette a muoversi in queste orbite. In questa teoria pertanto le orbite ellittiche dei pianeti vengono spiegate come una curvatura del tessuto dello spazio-tempo. I calcoli di Einstein e di Newton, riguardo le orbite dei pianeti, sono comunque sostanzialmente simili.

La teoria di Einstein permette calcoli con un minore margine di errore e riesce a spiegare le “anomalie” del movimento di rotazione del pianeta Mercurio intorno al Sole ma resta ancora incompleta ed è stata confinata nel ruolo di semplice teoria. La teoria della relatività generale non dice nulla riguardo le particelle mediatrici della forza gravitazionale, i cosiddetti gravitoni. Anche nella teoria Loop Quantum Gravity (Gravitazione Quantistica a Loop), teoria che abbina la RG alla meccanica quantistica (MQ), di fatto non è contemplata una particella analoga. La RG o la Loop Quantum Gravity non affrontano il problema di dare una descrizione unificata di tutte le forze ed escludono lo studio oltre lo spazio-tempo a 4 dimensioni, questo ha portato molti a considerarle come modelli molto limitanti con cui osservare l’ universo. La Teoria delle Stringhe è un tentativo per riconciliare la MQ con la RG ed elabora modelli oltre le 4 dimensioni.

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da Richard lun 08 mar 2010, 17:42 stampa friendly crea pdf di questa news


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