La chimica sotto la lente della nuova scienza

Il Giornale Online
di Ben Boux

Vorrei con questo scritto verificare che la chimica sia spiegabile con il nuovo modello di atomo che ci offre la nuova scienza e che ho cercato di presentare nella forma più semplice possibile nei miei precedenti scritti.

Premessa

Intanto facciamo una definizione generale:
- La fisica si occupa dell'atomo e delle sue immediate adiacenze, e comprende quindi la fisica atomica, la fisica dei rapporti delle forze, il magnetismo e l'elettricità.
- La chimica si occupa invece dell'esterno dell'atomo e delle relazioni con gli altri atomi uguali o diversi. Quindi comprende la tradizionale chimica, la termodinamica, la scienza dei cristalli, la biologia. Di quest'ultima non parlerò per il momento in quanto in questa scienza si inseriscono sia i fenomeni chimici che altri di natura diversa e che fanno parte di un'altra scienza, per ora ancora nuova.

Premesso questo, aggiungo che qualunque interazione tra le materie è “chimica” cioè dà luogo ad una reazione chimica e, per il lettore, userò il termine sostanza per indicare una certa quantità di materia sia composta da un solo tipo di atomo che da diversi tipi.
Ho detto che utilizzerò il modello del nuovo atomo, cioè l'atomo risonante, e descriverò man mano la sua struttura e le sue implicazioni, per evitare di avere troppe definizioni in partenza.
Questo punto di partenza ci porta subito a cancellare la principale struttura della chimica, cioè l'idrolisi. Non esistono ioni e non esistono legami ionici, tutta l'architettura delle valenze e della struttura dei sali è errata. Non voglio dire che sono errate le misurazioni e le verifiche fatte in passato, in modo sempre più accurato ed insoddisfacente, sono errate le spiegazioni perché si basano tutte su un modello (di Bohr) e su una tabella degli elementi (di Mendeleiev) che sono errati. Di conseguenza un'ampia gamma di fenomeni rimane inspiegata o in contraddizione con le teorie ufficiali.

La corretta tabella degli elementi è una spirale e gli elementi sono disposti lungo questa spirale in ordine rispetto il proprio valore energetico. Gli elementi sono diversi tra loro per il loro valore energetico ed abbiamo visto in altri miei precedenti scritti che l'atomo è energia contenuta in un involucro, e qui aggiungo che le caratteristiche diverse dei diversi atomi derivano dall'equilibrio che si forma tra la quantità di elementi energetici che sono all'interno e la struttura del contenitore che è una porzione di spazio tridimensionale.

Gli atomi hanno una loro vita, possono perdere o acquistare energia, e nello stato di inattività perdono nel tempo (molto lungo) la loro energia per la ragione che la risonanza che è stata innescata al momento della loro creazione deve vincere una, sebbene piccolissima, forza di “attrito” dai quid di cui è composto lo spazio tempo e quindi decade sino ad azzerarsi.
Ogni elemento decade e la sua posizione scorre lungo la spirale, e quando lo spostamento è grande l'elemento cambia caratteristiche e diviene un altro. Cioè avviene la trasmutazione.

In generale possiamo quindi dire che modificando la quantità di energia all'interno dell'atomo si ottiene la trasmutazione, e come corollario, provocando nell'atomo la fuoriuscita dell'energia interna si ottiene , appunto l'energia e l'atomo trasmuta verso un tipo a più basso contenuto energetico o, nel caso della fusione, si annulla.
Ancora, di conseguenza, possiamo dire che tutte le reazioni chimiche, sia quelle classiche, che quelle che derivano dalla mia definizione più ampia, sono trasformazioni energetiche che coinvolgono l'atomo e che ne determinano una trasmutazione, anche piccolissima e solo parziale, tale da non alterare in modo significativo le proprietà generali di quel tipo di atomo.
Questi concetti, come vedremo spiegano tutte le relazioni che intervengono tra gli atomi, e non è possibile, ovviamente, ricavare tali deduzioni con il modello tradizionale.

Acqua 1

Durante i miei primi studi della chimica mi sono posto subito l'interrogativo sul perché l'acqua avesse tante caratteristiche così comode per essere l'ambiente delle reazioni chimiche. In realtà l'acqua non ha nessuna peculiarità: è solo il liquido alla temperatura ordinaria più comune sulla terra. E possiede le caratteristiche di tutti i liquidi, e solo quelle.
Alle origini della scienza si era scoperto che applicando una corrente elettrica (continua) a due elettrodi immersi in una soluzione si otteneva la scomposizione degli elementi presenti nella sostanza. Quindi si è concepito il concetto di ione, che permetteva di spiegare questa separazione, e per estensione si è stabilito che le sostanze sciolte in acqua si scomponessero, appunto, in ioni. Questa spiegazione veniva facilitata dal modello di atomo fin qui usato, con le sue orbite esterne che produrrebbero le valenze tra gli elementi. Tutto il ragionamento grosso modo spiegherebbe cosa avviene nell'acqua.

Siamo però sicuri che gli ioni esistano? Che le sostanze a contatto dell'acqua si sleghino in modo così comodo? Vi pongo questa riflessione: Mettiamo un cucchiaio di sale nell'acqua, questo si scioglie quindi si formerebbero questi “ioni”. Ma se mettiamo un cubetto di ghiaccio nell'acqua anche questo si scioglie, anche questa sostanza da luogo agli ioni? Secondo la spiegazione ufficiale non ci dovrebbe essere alcuna differenza tra le sostanze che si sciolgono, perché la legge non sarebbe generale, altrimenti.
Ma se così fosse l'acqua dovrebbe essere composta da ioni, perché essa stessa si dovrebbe scomporre ma non è così, solo i sali diventano ioni, l'acqua non è un sale forse, secondo la definizione?
Quindi gli ioni non esistono, le sostanze rimangono integre e legate per la loro composizione anche se sono sciolte in un liquido, qualunque, compresa l'acqua. Se io applico una corrente agli elettrodi immersi in una soluzione ottengo di caricare alcune parti delle sostanze presenti con un valore energetico maggiore che determina, nei casi più semplici l'avvicinamento fisico agli elettrodi interessati allo scambio.

Ancora, se l'acqua scomponesse il sale, questa operazione dovrebbe continuare sino al consumo di tutti gli ioni disponibili, invece ad un certo punto, il sale non si scioglie più, ma senza aver consumato la riserva di ioni, si è raggiunta la soluzione satura. Ma basta scaldare la soluzione per ottenere di poter continuare a sciogliere del sale, quindi gli ioni potenzialmente necessari c'erano.
Infine, la semplice soluzione è da considerare a tutti gli effetti, e vedremo più avanti quanto sia vero, una reazione chimica. Avviene infatti uno scambio energetico, la soluzione del sale nell'acqua sottrae calore all'ambiente, cioè richiede un apporto energetico.

Già, si dirà, e allora come avviene la soluzione? Avviene perché il liquido acqua bagna la sostanza sale e questa sostanza, come molte altre, se bagnata abbassa il suo punto di fusione e passa dallo stato solido a quello liquido ad una temperatura molto più bassa. Oppure, in altre parole, la presenza del liquido allenta i legami che tenevano la sostanza allo stato solido e questo allentamento la rende liquida. Ma tutto ciò non significa nulla presentato in questo modo.
E queste asserzioni non sono la spiegazione corretta, per ottenerla dobbiamo qui fare la prima grande svolta lungo il cammino che stiamo percorrendo e definire che cosa è l'atomo. E dopo potremo chiarire come avvengono le relazioni tra le sostanze descritte sopra.

Atomo

Il creato è derivato dalla “luce”. I testi sacri antichi e la rivelazione moderna fanno questa affermazione. Non è questa la sede per approfondire gli aspetti interpretativi di tali nozioni, ci basti sapere che questa “luce” non è la radiazione elettromagnetica che percepiamo con i nostri occhi, ma l'insieme dei “quid” che sono i mattoni degli universi. Le diverse proprietà afferenti porzioni di questa “luce” sono ciò che, con diversi passaggi, costituiscono gli atomi.

Gli atomi sono quindi formati da una certa quantità di “quid” cui è stata impressa un'energia e che inizia così a risuonare con i parametri impostati per ciascun particolare ambiente in cui la materia in creazione opererà.
L'insieme dei “quid” si trova così ad essere confinato nello spazio a riposo che gli oppone i limiti della oscillazione. Lo spazio di contenimento è tridimensionale, quindi è a forma geometrica parallelepipeda, mentre il vortice risonante è circolare, forma che si manifesta appunto dato il moto che è alla base della sua esistenza. La zona di spazio, che è il nuovo atomo, si vede quindi formata da una parte di “quid” inerte, da una parte che trasporta l'energia di partenza mentre ruota vorticosamente su se stessa, confinata all'interno, e da un una sottile zona cuscinetto.

Per concettualizzare cosa succede dentro all'atomo, vi invito a considerare una membrana elastica su cui è stata messa della polvere e che viene fatta vibrare a diverse frequenze o con una diversa tensione. Si forma un disegno, le frange di interferenza, e questo disegno cambia forma e simmetria a seconda dei parametri che andiamo a cambiare. Nell'atomo non avviene questo, questa è solo una immagine che però rende l'idea di come sono distribuite le relazioni interne. Cioè, a seconda della quantità di energia impressa durante la creazione dell'atomo, si forma un equilibrio tra le forme geometriche del vortice e del parallelepipedo di contenimento.

La presenza di questa grande quantità di energia in questa particolare zona dello spazio, provoca nella zona cuscinetto una depressione, che si irradia quindi tutto attorno. Tale depressione incontra, allargandosi, le depressioni degli atomi vicini e quindi questi ne vengono attirati. Più depressioni cercano di formarne una sola più grande, quindi c'è questa forza di attrazione. Si tratta della forza di gravità, che è quindi, a causa della struttura radiale, una accelerazione, in quanto aumenta con il diminuire della distanza.

La distanza tra gli atomi, perciò, tenderebbe a ridursi fino a zero, eliminando ogni spazio intermedio, ma interviene una seconda forza. Le componenti di depressione che raggiungono il centro degli altri atomi, ne vengono respinte, ritornano quindi indietro, e si forma una forza antagonista che mantiene una certa distanza tra gli atomi stessi. L'equilibro tra queste due forze fornisce la forza di coesione della materia e, più in generale, ne determina il peso.
Più avanti si vedrà come agisce il calore, qui metto in evidenza che se la pressione cambia leggermente, come conseguenza del cambiamento della temperatura, viene ad alterarsi la dimensione stessa della materia, ed il relativo peso specifico, aumentando la temperatura la depressione diminuisce quindi, rimanendo pressoché costante le repulsione, la materia si ingrandisce. (La dilatazione termica).

Ci troviamo ora ad avere una forza, la forza gravitazionale che è alla base stessa della materia, e questa forza la possiamo senza altro chiamare in seguito pressione, positiva o negativa a seconda della direzione da cui proviene o verso cui si dirige. Questa stessa pressione è ciò che origina le altre componenti dell'atomo, cioè il magnetismo e l'elettricità.
La relazione che intercorre tra il vortice energetico ed il guscio contenitore non è sempre simmetrica, lo è solo in particolari casi, quelli in cui ci troviamo a considerare nei gas inerti, mentre in tutti gli altri si formano delle zone in cui la pressione non è uniforme. In questi casi, appunto siamo alla presenza di discontinuità del campo radiale di pressione negativa che è la gravità, e tali discontinuità possono essere positive, negative, o entrambe, cioè valori simmetrici vicini, e possono esserci sia le une che le altre, nello stesso atomo. Queste discontinuità sono in posizioni ben definite, rispetto alla struttura del parallelepipedo di contenimento, e questo dà origine alla formazione dei cristalli.

La materia si presenta in diversi stati, solido amorfo, cristallino, liquido, gassoso. La temperatura dell'ambiente determina lo stato cui si adatta la materia e questo avviene per le ragioni che seguono.
La risonanza del vortice che contiene l'energia all'interno dell'atomo avviene secondo dimensioni compatibili con la frequenza dell'energia “calore” trasmessa come variazione dei valori di pressione nell'oceano dei “quid” che compongono lo spazio inerte. Il calore è un'onda e trasporta una energia.
L'atomo quando viene investito da questa energia “calore” (per alcuni anche da altre come luce, ecc) modifica la propria zona cuscinetto e permette alla struttura in equilibrio di spostarsi in altre dislocazioni nello spazio, quindi la materia viene a perdere la propria coesione. Gradatamente i rigidi rapporti stabiliti nel solido si alterano e quindi gli atomi, pur mantenendo i solidi legami tra loro, possono però cambiare posizione nello spazio e danno quindi luogo allo stato della materia “liquido”.

Se il calore aumenta ancora, questa energia viene a compensare la pressione che deve essere ricavata all'esterno dell'atomo, cioè la gravità, quindi la materia perde i legami con le altre sue parti e perde, appunto il peso, diventando “gas”.
Il gas si diffonde nell'ambiente, se la pressione e qui sto parlando della forza fisica dell'ambiente stesso ha il valore che compete al gas per quella determinata temperatura, allora il gas è libero.
Se, al contrario la pressione fisica dell'ambiente è diversa da quella intrinseca del gas stesso si possono verificare due casi: la pressione fisica è maggiore, ed allora il gas viene compresso e libera una parte della sua energia sotto forma di calore, in quanto si viene a determinare una pressione, questa volta energetica tra gli atomi, o molecole, del gas. Oppure la pressione fisica è minore, allora il gas deve allentare ulteriormente i legami tra i propri atomi, o molecole, e per fare questo deve ristabilire il rapporto energetico delle sue valenze, quindi assorbe il calore raffreddando l'ambiente.

Quando dallo stato liquido il calore scende lentamente e l'atomo ha una configurazione non simmetrica, l'insieme di questi si dispone secondo l'equilibrio migliore possibile dando luogo alla formazione di strutture regolari che sono i cristalli. Se il raffreddamento è rapido, la materia rimane nello stato disorganizzato, come se fosse un liquido ad altissima densità.
Riprenderò questi concetti quando tratterò delle valenze, mentre vorrei ricordare che i cristalli si formano anche con atomi di tipo diverso tra loro, ma non legati chimicamente, dando luogo a particolari proprietà, come nei semiconduttori dei nostri PC.

Valenze

Il modello di atomo proposto e descritto sopra , spiega in modo diretto le valenze chimiche. Già si è visto che per alcuni gas la geometria è simmetrica, quindi non vi sono pressioni di alcun tipo verso l'esterno.
Negli altri elementi, invece, queste pressioni non simmetriche sono ciò che lega gli atomi dello stesso tipo o di diverso tipo secondo le definizioni che la chimica attribuisce alle valenze. Con una fondamentale differenza però, non ci sono diversità tra i legami ionici e quelli di covalenza, semplicemente i primi sono di un tipo univoco, o positivo o negativo, ed i secondi sono determinati da una coppia simmetrica (quasi sempre) di valore opposto.

Si spiega perciò come l'ossigeno possa legarsi all'idrogeno per formare l'acqua ed a se stesso per formare il gas ossigeno a due atomi o l'ozono a tre, se è presente una forma di energia supplementare, la presenza di un forte campo elettrico. E si spiega perché le valenze siano allocate in posizioni fisiche ben precise dando una forma alle molecole ben determinata e sempre uguale.
I legami possono essere più o meno forti e avviene di norma che il valore di pressione che i singoli elementi hanno nelle proprie dissimmetrie non siano equivalenti, come viene dato per scontato con il modello “ioni”, pertanto le reazioni che creano i legami chimici devono equilibrare anche i valori energetici, con apporto o prelievo di calore (o di altra forma energetica). Ogni reazione, quindi, avviene non solo nello stabilire i legami di “valenza” che formeranno la nuova “sostanza”, ma anche nello equilibrare lo scambio di energie che intercorrono tra gli atomi quando mettono in comune le loro strutture di pressione.
E questo equilibrio deve essere ottenuto tutte le volte che agli atomi vengono a reagire con altri atomi sia dello stesso tipo che di tipo diverso.

Acqua 2

Riprendendo il discorso sull'acqua, ora si può trovare una spiegazione. Le molecole che compongono il sale presentato dei forti legami tra gli atomi di cui sono composte, ma dei legami molto inferiori tra loro, pertanto quando sono bagnate dall'acqua, cioè ne sono messe a contatto, vengono a preferire un legame con queste ultime e si staccano quindi tra loro per attaccarsi con le molecole dell'acqua. Questo passaggio coinvolge molte molecole di acqua, in quanto il legame non si completa con le prime, ma ne richiede altre in successione, sino a formare il nuovo composto, “sale sciolto”. La formazione di questo composto richiede energia, in quanto le valenze, o meglio le pressioni che formano i legami, devono essere bilanciate sino all'equilibrio.

Questa è la ragione del verificarsi della soluzione satura, il composto “sale sciolto” raccoglie molte molecole di acqua, e alzando la temperatura, questa quantità diminuisce in quanto il bilanciamento dei legami avviene appunto con l'aumento di energia disponibile a temperatura più alta. Ed è per la stessa ragione che i gelatai, di una volta, e gli automobilisti, di oggi, ringraziano: versando sale sul ghiaccio si abbassa la temperatura e si ottiene contemporaneamente di liquefare il ghiaccio alla temperatura corrente.
La proprietà dei liquidi di bagnare le sostanze con cui vengono a contatto è dovuta alla maggiore disponibilità del liquido a legarsi con la sostanza, rispetto le sostanza con se stessa. Non tutte le sostanze, poi, si sciolgono nel liquido, perché l'apporto energetico della temperatura presente può essere insufficiente. Le sostanze bagnate, quando il liquido raffreddandosi ritorna solido, mantengono di norma questo legame, e questo effetto viene utilizzato nella saldatura o brasatura, o per la passivazione dei metalli.

Combustione

La reazione chimica forse più importante è la combustione, da essa origina quasi tutta l'energia che occorre per la vita e, per l'umanità, per sostenere l'attuale civiltà. Genericamente la combustione significa la reazione che permette ad alcuni tipi di atomi, se fatti interagire, di liberare della energia, sotto forma di calore.
Il modello tradizionale di atomo non permette in alcun modo di capire come questo possa avvenire, ci si limita ad osservare che così succede e si stabiliscono le condizioni perché questo avvenga con i massimi rendimenti, cioè con il massimo sviluppo di energia rispetto le materie usate nella reazione.

Come e da dove arriva questa energia? La domanda assume molta importanza quando si studia la possibilità di usare la combustione dell'idrogeno per la trazione motrice. E' vero che dall'acqua o da altre sostanze si può ricavare l'idrogeno, purtroppo però l'energia che si ricaverà deve essere compensata da quella che si spende per avere l'idrogeno. A parte la difficoltà del trasporto e dello stoccaggio dell'idrogeno, esiste quindi il problema di fondo, l'inquinamento atmosferico peggiora, nel suo complesso, con l'adozione dell'idrogeno.

Più avanti esamino più a fondo questo argomento. Ora, invece, metto in evidenza la provenienza dell'energia. I casi classici sono la combustione dell'idrogeno, come abbiamo visto e la combustione del carbonio. Queste reazioni, che vanno innescate portando le singole sostanze ad una certa temperatura, va appiccato il fuoco, si auto mantengono poi con lo stesso calore che generano. Da dove arriva questo calore? Come lo giustifica il modello di atomo tradizionale? Non lo giustifica. Mediante il modello a risonanza, invece, la risposta è diretta.

Durante l'instaurazione dei legami di pressione tra gli atomi di ossigeno e quelli delle sostanze combustibili, si forma un eccesso di energia, poiché le pressioni positive sono maggiori di quelle negative corrispondenti. Quindi viene liberata l'energia in eccesso. In pratica l'ossigeno cede una parte della sua energia interna e diventa un ossigeno leggermente meno potente. La reazione di separazione richiederà, poi, un apporto energetico per ridare all'ossigeno l'energia che occorre per la sua configurazione stabile.

Rientra in questo tipo di reazioni anche la fissione nucleare in quanto il meccanismo di questa reazione è identico a quello che avviene per esempio se accendiamo uno zolfanello, e in quel tipo di reazione i prodotti della combustione sono dei gas, ma molto leggeri. Le particelle radioattive altro non sono che atomi di dimensione più piccola dell'idrogeno e che hanno quindi maggiore capacità, data la dimensione, di passare tra un interstizio e l'altro della materia meno densa.
A volte mi chiedo perché non si usino altri tipi di combustibili, come ad esempio la termite, che sviluppa enormi quantità di calore, e si insiste invece con l'uranio che è pericoloso e sempre più raro.

Nella combustione delle sostanze transuraniche o nell'impiego come esplosivi, la liberazione della energia avviene mediante la trasmutazione, cioè l'atomo cede la maggior parte della propria energia e si trasforma in un altro tipo di atomo. La combustione dell'ossigeno si ferma prima, non trasmuta, ma il meccanismo è lo stesso. E lo stesso vale per gli esplosivi in generale, ciò che cambia è la velocità della reazione che si innesca.
La combustione dell'ossigeno negli esseri viventi. Ci viene spiegato che negli esseri viventi il calore viene ricavato dalla combustione con l'ossigeno per “quanti”, cioè per piccole porzioni, di cosa? di atomo? di elettrone? Oppure un atomo ogni tanto si incendia col carbonio presente e quindi irradia il calore tutto attorno? In questo caso dovremmo avere delle zone dell'organismo più calde ed altre meno, dato che il calore dovrebbe essere generato in modo puntiforme.

E ci dovrebbe essere un organo che coordina l'accensione dei vari focolai nel modo più appropriato. Invece non è così, ogni cellula produce ed usa il calore che le occorre, quindi assume dalla reazione di combustione solo la quantità piccola occorrente, cioè trasmuta l'elemento ossigeno appena quel tanto che sia sufficiente e ne provoca il legame, di conseguenza con l'elemento carbonio ottenuto dalla scomposizione delle sostanze nutritive.
Quindi posso dire senz'altro che in generale le cellule viventi sono in grado di provocare la trasmutazione controllata e questo avviene ad opera del DNA che è un circuito risonante elettrico, principalmente nella parte che viene considerata “spazzatura”.

Decombustione (contrario di combustione) e catalizzatori

Per proseguire, ora dobbiamo fare un'altra grande svolta lungo il cammino che stiamo percorrendo e così scopriremo uno dei segreti della “free energy”.
Le reazioni chimiche del contrario della combustione sono dette di riduzione. Cioè liberano l'ossigeno che si era legato con altri elementi e lo riportano allo stato nascente come gas o con altri composti. Prendiamo per esempio la sostanza acqua e i gas carbonici con ossigeno. Se voglio separare l'ossigeno devo immettere una grossa quantità di energia, e questo rende complesso l'impiego dell'idrogeno come combustibile. E rende proibitivo l'indispensabile compito di ridurre l'inquinamento atmosferico trasformando i gas della combustione del carbonio in sostanze non inquinanti.

Si è scoperto che questo tipo di reazioni avvengono facilmente se sono presenti certi elementi che per questo vengono chiamati catalizzatori. Il principale è il platino. Per la scomposizione dell'acqua, per esempio, se è presente il platino occorre meno energia. Questo vale per molte altre reazioni, tutte che richiederebbero energia in ingresso. Vi sono anche altri catalizzatori, ma per tutti la loro funzione è, secondo i testi di chimica, di accelerare la reazione.
Non si tratta di aumentare la velocità, questa è una bugia che serve a mascherare la mancanza di risposte al mistero dei catalizzatori. Si tratta della impossibilità di avere la reazione senza il catalizzatore. Si tenta di chiarire dicendo che questi interviene come termine transitorio nella reazione, ma ciò non spiega nulla, certo che interviene, se non ci fosse, la reazione non accadrebbe.

La questione è semplice. Perché avvenga la riduzione occorre immettere energia, se si usa il catalizzatore non occorre più, quindi l'energia la mette il catalizzatore. Però questa evidenza diretta non viene dichiarata, perché? Semplice, perché secondo il modello dell'atomo corrente ciò risulta impossibile. Come si può pensare che un elemento fornisca energia così, senza nessuna conseguenza visibile o senza che la sostanza di cui è composto il catalizzatore cambi, ovvero si leghi con altre sostanze?
Ma nella combustione non avvene proprio questo? Le sostanze che reagiscono nell'ossidazione o combustione non forniscono energia? e da dove viene? Noi lo abbiamo visto prima, ma per gli scienziati tradizionali la combustione è una cosa chiara, la riduzione con i catalizzatori, no. Avviene e usiamola, è quanto basta. In realtà il catalizzatore col tempo perde efficacia, sino a non agire più, ma rimane sempre inerte a prima vista. Cosa succede allora?

Ho detto prima che l'ossigeno legandosi con altri elementi cede una parte della propria energia e diventa un ossigeno più piccolo. Ora, per staccarlo dagli elementi cui si è legato, è necessario ripristinare il suo equilibrio energetico, quindi o con corrente elettrica o con altri tipi di reazione o con il catalizzatore.
Quest'ultimo quindi agisce come fornitore dell'energia mancante, cioè dispone di valenze con un valore energetico molto grande e partecipa sì nelle reazioni, ma come travaso della proprie valenze in eccesso verso l'ossigeno.
Le conseguenze sono allora che l'ossigeno ritorna al suo stato di equilibrio ed il catalizzatore ha ceduto una parte della propria energia ed ha compiuto una piccola trasmutazione, scivolando di un gradino sulla sequenza degli elementi.
Infatti quando tutta la parte della sostanza a contatto con i reagenti ha compiuto la sua azione, il catalizzatore si esaurisce.

Ciò che andrebbe fatto è invece di asportare continuamente lo strato più esterno del catalizzatore man mano che la reazione procede e si avrebbe un flusso continuo di energia, praticamente dalla combustione fredda della sostanza che costituisce il catalizzatore.
Vi invito a cogliere la somiglianza tra la definizione di “combustione fredda” e di “fusione fredda” come si dice per alcuni esperimenti fatti in passato. E' così evidente, si può ottenere la combustione anche senza che la temperatura cambi, è questo il salto intellettuale che devono fare gli scienziati. Per loro è naturale che il fuoco sia caldo, non lo è se è freddo.

In seguito all'interesse sugli esperimenti di “fusione fredda” si è scoperta, sugli elettrodi usati nelle idrolisi, la presenza di molte sostanze composte da elementi che prima non c'erano né negli elettrodi, né nella soluzione. Cioè si è scoperto che avviene la trasmutazione degli elementi. E' straordinario! Non il fatto, ma la cecità della scienza ufficiale che non coglie questa occasione per chiarire finalmente cosa sia la materia.
Deve però abbandonare il modello tradizionale, deve venire con noi e ricominciare a scrivere la nuova scienza, che chiarisce e ci consentirà di ottenere la nuova energia come vogliamo noi e non come avviene in natura spontaneamente. Ricordo qui che la “fissione nucleare” è un fenomeno spontaneo, la scienza ha solo scoperto come impedire che avvenga , non come ottenerla.

Per concludere, la tecnica più efficace per innescare le reazioni energetiche è la risonanza, elettrica o acustica, vibrazioni, con questo stimolo gli atomi presentano le proprie zone di pressione verso varie direzioni, rendendo così più elevata la probabilità di incontrare quelle degli altri atomi. Questo è un altro segreto per ottenere la “free energy”.
La “fusione fredda” è in realtà una reazione di riduzione concentrata ottenuta dalla stimolazione dell'azione del catalizzatore platino sulle molecole di ossigeno presenti nella soluzione, ad opera di campi di risonanza. La reazione diventa quindi molto intensa e rapida, al punto di fondere l'elettrodo. Nella reazione avvengono anche le trasmutazioni di alcune sostanze che ne sono quindi il prodotto di scarto. Nessun mistero quindi.

E' di certo possibile oggi ottenere un reattore per ricavare l'idrogeno che non si esaurisca rapidamente o fare un generatore a combustione fredda, è sufficiente volerlo.

Questo scritto è ispirato dall'insegnamento di Christ Michael Aton.
(nei Phoenix Journal).
Ben Boux.

Articolo originale: http://www.lanuovaumanita.net/la_chimica_sotto_la_lente_della_nuova_scienza.html

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Richard