IMPLICAZIONI DELLA TEORIA DELL'INFLAZIONE PER LE VISITE EXTRATERRESTRI

Il Giornale Online
La domanda sempre ricorrente sul perché sembra che la Terra non sia stata visitata da extraterrestri

Recentemente si è sostenuto che il ragionamento antropico applicato alla Teoria dell’Inflazione rafforzi la previsione secondo la quale dovremmo fa parte di una vasta civiltà galattica, rafforzando così il paradosso di Fermi “Dove sono tutti?”. Inoltre, la teoria delle superstringhe e della M-brane ammette la possibilità di universi paralleli, alcuni dei quali, in linea di principio, potrebbero essere abitati. In aggiunta, discussioni riguardo ad un concetto così esotico di trasporto come “wormhole attraversabili” ora le si trovano nella rigorosa letteratura di fisica. Di conseguenza, la soluzione al paradosso di Fermi “siamo soli”, basata sui limiti delle opinioni dell’inizio XX secolo, appare oggi in contrasto con i nuovi sviluppi delle migliori teorie di fisica e astrofisica. Per tanto riesaminiamo e rivalutiamo l’attuale ipotesi secondo cui gli extraterrestri o le loro sonde non si trovano in prossimità della Terra e ipotizziamo invece che potrebbero essere trovate alcune prove della loro presenza, in determinati rapporti UFO di alta qualità. Questo studio approfondisce l’ipotesi precedente secondo cui: (1) il viaggio interstellare da parte di civiltà avanzate non esula a priori dai principi della fisica e, quindi, potrebbe essere fattibile, e (2) che tali avanzate civiltà potrebbero preferire la ricerca della conoscenza da specie incontaminate piuttosto che una comunicazione diretta tra specie, e di conseguenza scegliere un apparente occultamento della loro presenza.

Questo articolo è stato pubblicato dal Journal of the British Interplanetary Society, vol. 58, pp.43-50, 2005 – vedere il sito: http://www.bis-spaceflight.com e per la versione originale: http://www.ufoskeptic.com
Traduzione a cura di Lavinia Pallotta.
Buona lettura.

Introduzione
La domanda sempre ricorrente sul perché sembra che la Terra non sia stata visitata da extraterrestri (ET) ha dato vita a numerose discussioni sul tema del “Paradosso di Fermi”. Il problema nacque come battuta di Enrico Fermi ai suoi colleghi dopo pranzo, un giorno del 1950 a Los Alamos. Se ipotizziamo l’esistenza di solo un’altra o molte civiltà aliene nella Via Lattea della nostra galassia, e se ipotizziamo la colonizzazione che implica il viaggio interstellare vicino alla velocità della luce o molto meno, il modello di diffusione prevede la colonizzazione o almeno la visita di tutti i pianeti abitabili della galassia nella scala temporale di decine milioni di anni, molto meno rispetto agli approssimativi 13 x 109 anni di età della galassia stessa. Da qui il paradosso: dove sono tutti [1]? Possibilità teoriche sconosciute a Fermi, oggi rendono persino più forte il paradosso. Ora si può congetturare razionalmente riguardo le prospettive presentate dagli universi paralleli a membrana [ovvero la “teoria M-brane”, 2]. Pertanto, se l’esistenza di un universo multi-dimensionale come si deduce dalle teorie delle superstringhe e della M-brane è corretta, potrebbero esserci universi abitati a minuscole distanze ortogonali dal nostro. Inoltre, il ragionamento antropico è stato recentemente applicato alla teoria dell’inflazione, per arrivare ancora una volta alla conclusione che dovremmo trovarci all’interno di una più vasta civiltà galattica [3]. Mentre una volta, la soluzione al paradosso di Fermi “Siamo soli” era l’unica apparentemente valida, oggi risulta incompatibile con l’assunto dell’auto-campionamento casuale e dell’universo infinito, coerente con la teoria dell’inflazione. Ci troviamo così nella curiosa posizione per cui l’attuale teoria cosmologica prevede che si dovrebbe avere esperienza di visite extraterrestri. Allo stesso tempo, le attuali fisica e astrofisica suggeriscono che tali visite possano non essere impossibili come si credeva.

Recenti progressi scientifici
In recenti scoperte astronomiche, sono stati catalogati oltre 100 esopianeti, con la sensibilità di localizzazione ora aumentata al punto che, ad esempio, un pianeta delle dimensioni di Giove si è dedotto si trovasse in un’orbita simile a quella di Giove, attorno ad una stella simile al Sole [4]. Nel campo dell’esobiologia, molte recenti attività suggeriscono che alcuni degli elementi fondamentali per la vita possano avere origine nello spazio come anche essere trasportati dai meteoriti [5-6]. La possibilità di una diffusa panspermia ha ricevuto nuovo impeto [7-8]. Tali studi e scoperte rendono plausibile l’ipotesi che ci sia vita intelligente altrove, nell’universo. Questo, naturalmente, è il postulato fondamentale formulato dai sostenitori del SETI, Search For Extraterrestrial Intelligence, che usa mezzi di localizzazione ottici o a microonde. L’ipotesi extraterrestre (ETH), secondo la quale la vita intelligente proveniente da “altrove” nell’universo potrebbe stare facendo visita alla Terra, è diventata meno inverosimile attraverso la tesi secondi cui il limite della velocità della luce – “loro non possono giungere fin qui da là” – non è così limitante come ipotizzato in precedenza. Questo limite vede la propria origine nella teoria speciale della relatività, che non mettiamo in discussione. Ad ogni modo, nel contesto della relatività generale (GR) ci sono tre approcci che potrebbero permettere di by-passare legittimamente tale limite, data una conoscenza sufficientemente avanzata (forse di milioni di anni) di fisica e tecnologia.

Un approccio diffuso da Thorne e Sagan riguarda la possibilità di wormhole, o cunicoli cosmici, una specie di scorciatoia attraverso la metrica dello spazio-tempo [9]. Usando la GR standard come base, sono stati ricavati e pubblicati nella letteratura scientifica alcuni requisiti matematici per wormhole attraversabili e sembra ci sia la possibilità di progettare una metrica wormhole, almeno in linea di principio [10]. Un secondo, più recente approccio, pubblicato nella letteratura sulla GR, è stato denominato la “Warp Drive di Alcubierre” [11-12]. A differenza del limite della velocità della luce nello spazio, non c’è limite alla velocità alla quale lo spazio può espandersi. Più veloce della luce [FTL] il movimento relativo fa parte della teoria dell’inflazione e, presumibilmente, l’universo al di là della distanza Hubble si sta allontanando da noi più veloce di c. Si è visto che un’astronave contenuta in un volume di spazio Minkowski potrebbe, in teoria, fare uso di espansione FTL dello spazio-tempo retrostante e una simile contrazione antistante, con il superamento dell’inconveniente della dilatazione temporale e di impreviste accelerazioni. Un simile approccio implica la costruzione di un “tubo di Krasnikov” [13] per collegare spazialmente luoghi remoti. Naturalmente, sarebbe necessaria, in entrambi i casi, la cosiddetta materia esotica. Se la GR fosse da reinterpretare in termini di un vacuum polarizzabile, come inizialmente proposto da Dicke [14], questo aprirebbe la possibilità a un diverso tipo di ingegneria metrica in cui le proprietà dielettriche del vacuum potrebbero venire alterate in modo tale da aumentare la velocità della propagazione locale della luce. In effetti si starebbe creando un indice locale di rifrazione inferiore all’unità [15]. In ultimo, c’è la possibilità teorica di fare uso delle dimensionalità supplementari della teoria delle superstringhe e M-brane, per trasferirsi in universi paralleli, dove il limite della velocità della luce potrebbe essere piuttosto diverso, e rientrare nel nostro universo, nel luogo desiderato. Questa è di gran lunga la possibilità più speculativa.

Chiaramente, quando si raggiunge la progettazione di soluzioni warp drive o wormhole, emergono ostacoli apparentemente insormontabili, come insostenibili necessità energetiche [16] o il bisogno di materia esotica [17]. Così, per avere successo, si dovrà contare su qualche ancora imprevisto progresso, sul quale possiamo solo speculare, come una tecnologia capace di unificare fluttuazioni del vacuum altrimenti casuali [18]. Ciononostante, la possibilità di viaggi interstellari a tempo ridotto, da parte di civiltà extraterrestri (ET) avanzate non è, come potrebbe sostenere qualche ingenua considerazione, fondamentalmente esclusa dai principi di fisica attualmente conosciuti. La conoscenza ET dell’universo fisico potrebbe comprendere nuovi principi che permetterebbero qualche forma di viaggio FTL. Questa possibilità deve essere presa sul serio, poiché l’età media delle stelle adatte nella “zona abitabile della galassia”, nella quale anche la Terra è situata, si è scoperto essere circa 109 anni maggiore del sole [19], suggerendo la possibilità di civiltà estremamente avanzate oltre alla nostra. Ci sono altre ragioni per cui la soluzione al paradosso di Fermi “Siamo soli” forse dovrebbe essere messa da parte a favore della ETH. Una soluzione che si preferiva, in precedenza, secondo la quale la biogenesi è un evento estremamente raro in concomitanza sia con la panspermia che il viaggio interstellare impraticabile [1], è ora scarsamente plausibile alla luce delle considerazioni cosmologiche già discusse. La ETH sembra essere la soluzione rimasta più proponibile, là dove “ET” viene interpretato in senso generale di non-terrestre, che possa comprendere realtà extradimensionali, come nella teoria delle superstringhe e del M-brane. Date la scienza e la tecnologia ET estremamente avanzate, che ci si aspetta in civiltà considerevolmente più antiche, assieme ai molti rapporti d’osservazioni sin dalla Seconda Guerra Mondiale, di tecnologie altamente avanzate che sembrano operare a piacere nei cieli terrestri, è logico cercare prove di visite ET in almeno una frazione degli attuali rapporti inspiegabili a cui si fa comunemente riferimento come “avvistamenti UFO”. Potrebbe derivare riluttanza a farlo, dal nostro fallimento nel renderci conto che sono state fatte osservazioni di visite ET “genuine”. Questo approccio, che seguiamo qui, esplora la possibilità che “apparteniamo effettivamente ad una grande civiltà, ma ne siamo inconsapevoli” [3].

La risposta dell’Aeronautica Militare (1947-1969)
Rapporti di oggetti sconosciuti nei cieli, che parevano qualche tipo di velivolo e che si esibivano in manovre straordinarie, vennero resi pubblici, per la prima volta, nel 1947. Il primo avvistamento di dominio pubblico si verificò il 24 giugno di quell’anno, dopodiché si verificarono molte centinaia di avvistamenti nei mesi seguenti. Il fenomeno continua tuttora [20-24]. In principio l’aeronautica militare USA raccolse i resoconti degli avvistamenti per analizzarli nell’operazione Project Sign (1948-1949). A questo seguirono il Project Grudge (1949-1952) e il Project Blue Book (1952-1969) [20,25]. Un 20% degli avvistamenti del Project Blue Book, dal 1953 al 1965 restò inspiegato, se viene inclusa la loro categoria “dati insufficienti” [22]. Il Battelle Memorial Institute (BMI; Colombo, Ohio) ha scoperto nel suo studio di 3.201 rapporti dal 1947 al 1952, che la percentuale di unknown [sconosciuti, nda] (avvistamenti inspiegabili) aumentava con l’aumentare della qualità delle informazioni sull’avvistamento e l’affidabilità degli osservatori [21]. Una percentuale sorprendentemente alta, il 30% degli avvistamenti civili e un ancor più sorprendente 38% degli avvistamenti militari, valutati di eccellente qualità, venne catalogato come sconosciuto. D’altra parte, solo il 15% circa degli avvistamenti civili e il 20% di quelli militari, valutati scadenti, era unknown. L’aumentare nella percentuale di sconosciuti con l’aumentare della qualità dei resoconti è un risultato inaspettato se gli avvistamenti fossero tutti spiegabili come errori (errori di corretta identificazione del fenomeno avvistato) sia da parte dell’osservatore/i o da parte degli scienziati che hanno analizzato gli avvistamenti. In questa raccolta di 3.201 avvistamenti nessuno è stato classificato come bufala e solo l’1,5% è stato classificato come causato da effetti psicologici. Questo risultato, scoperto nello studio del BMI durato diversi anni, confuta l’affermazione, fatta nel Condon Report [22] secondo la quale i rapporti UFO provengono da “individui meno informati” che “non sono necessariamente affidabili”. Vale la pena di notare che Condon ebbe accesso ai risultati dello studio del BMI, ma non si fa alcun riferimento ad esso nel Condon Report. Il Project Blue Book terminò nel 1969 con il Condon Report, promosso dal governo [22]. Nella sezione di apertura del Report, il suo direttore concluse che, dopo anni d’indagine, l’aeronautica statunitense non aveva trovato niente di realmente nuovo – nulla che supportasse ipotesi di una nuova fisica o l’ETH – e ulteriori indagini non avrebbero probabilmente trovato niente di veramente nuovo nel futuro. Il Report consigliava che l’aeronautica terminasse il suo progetto d’indagine, cosa che fece alla fine del 1969.

Il Condon Report (1968)
Verso la fine degli anni ’60, l’aeronautica statunitense stipulò un contratto con l’Università del Colorado per intraprendere uno studio scientifico delle prove concernenti il fenomeno UFO. Il direttore del progetto fu il Prof. Edward U. Condon, fisico rinomato ed influente che non fece segreto della sua opinione, sin dall’inizio, secondo la quale nessuna prova significativa di visite extraterrestri fosse passibile di risultato. Lo studio fu relativamente breve (2 anni) ed ebbe un budget notevolmente basso (app. $500 K) per un serio studio scientifico. Quando venne divulgato il Condon Report, nel 1968, la comunità scientifica americana accettò le sue conclusioni apparentemente negative, riguardo le prove di visite extraterrestri, in modo generalmente acritico e, per alcuni versi, persino in modo entusiasta, poiché offriva una fine ad una situazione problematica. Seguì un avvallo al Report da parte della National Academy of Sciences, in seguito ad un insolitamente rapido riesame e l’aeronautica usò prontamente il Report come giustificazione per terminare ogni ulteriore coinvolgimento pubblico a riguardo. La conclusione negativa del Report è, comunque, più apparente che reale, perché c’è una sostanziale discrepanza tra la conclusione nel “Summary of the Study” scritto da Condon singolarmente, e la conclusione che si può ragionevolmente trarre dalle prove presentate nel corpo principale del Report. Tale dicotomia fu possibile perché lo studio era un progetto sul quale Condon, il direttore, aveva l’unica autorità; non era il lavoro di un comitato i cui membri avrebbero dovuto raggiungere una qualche conclusione comune. Un’analisi del Condon Report fatta da Sturrock [26] descrive dettagliatamente i molti contrasti tra lo sprezzante sommario di Condon e i dati reali. Dato il migliaio di pagine di lunghezza del Report, si può tranquillamente ipotizzare che ben pochi nella comunità scientifica avrebbero sacrificato il tempo necessario per leggere l’intero documento. L’impatto del Report fu, così, prevalentemente dovuto ad una speculazione da parte di Condon, sulla propria prestigiosa reputazione scientifica per far accettare le sue opinioni come rappresentanti l’apparente risultato di un’indagine scientifica. In verità, come documenta Sturrock, Condon non prese parte alle indagini e manifestò la conclusione che intendeva trarre, ben prima che i dati fossero opportunamente esaminati, un approccio tutt’altro che scientifico.

La parte del Condon Report contenente le analisi degli avvistamenti, non conferma il “Summary of the Study” scritto da Condon [26]. Molti degli eventi presentati nella sezione Casi Studiati, rientrano nella categoria “non identificati” di UFO, per la quale la definizione del Report fu, in sostanza: “Uno sconcertante stimolo per il rapporto di qualcosa visto nel cielo o atterrato al suolo che non è stato possibile identificare come di origine naturale”. In un dettagliato riesame di questo Report, comunque, veniva indicato che l’ ‘intero corpo del rapporto, gran parte della sua “farcitura scientifica”, non poteva essere condivisa da nessuno che lo studiasse approfonditamente, poiché esamina solo una minima parte dei rapporti UFO veramente sconcertanti, e la sua argomentazione scientifica è spesso insoddisfacente. Dei circa novanta casi che affronta specificamente, se ne riscontrano “non identificati” più di trenta’ [27]. Quattro di questi, rianalizzati e riportati in dettaglio al AAAS Symposium del 1996, mostrarono come non sia stato scientifico l’esame del Condon Report a riguardo; la rianalisi è tuttora inconfutata. Pertanto non possiamo trovarci d’accordo con l’affermazione del Condon Report secondo cui il fenomeno non fornisce nuovi spunti d’indagine per la scienza, dato che molti avvistamenti vennero lasciati inspiegati. Inoltre, in molti dei casi che il Report affermò di aver identificato, tale risultato fu raggiunto meramente supponendo che i testimoni avessero visto qualcosa di diverso nel dettaglio rispetto a ciò che avevano riportato. E ancora, un comitato del American Institute of Aeronautics and Astronautics, nel 1971, trovò “difficile ignorare il piccolo residuo di casi ben documentati ma inspiegabili che costituisce il nocciolo duro della controversia UFO” [28]. E’ evidente che il Condon Report venne lasciato in uno stato insoddisfacente [20, 24-26, 29-30]. La conclusione principale del gruppo Condon eluse la questione fondamentale, il fallimento nello spiegare ogni avvistamento, sostenendo: “La prova presentata riguardo gli oggetti volanti non identificati non fornisce indizi che tali fenomeni costituiscano una diretta minaccia fisica alla sicurezza nazionale” [22]. Questo, comunque, non è in contrasto con una parte di rapporti inspiegati che rappresenta attuali visite ET.

E’ necessaria una ri-valutazione del Fenomeno
L’incongruenza stessa del Condon Report, assieme al rafforzamento del paradosso di Fermi grazie ai recenti sviluppi in cosmologia, fisica, astronomia e astrobiologia, non sono altro che due motivi per rivalutare il fenomeno UFO. Un altro motivo è che gli avvistamenti rilevanti non cessarono con la pubblicazione del Condon Report nel 1969. Molti avvistamenti dettagliati da allora si sono resi disponibili per analisi. Gli scienziati non dovrebbero sentirsi riluttanti a studiarli poiché il sommario esecutivo del Report affermò che “qualsiasi scienziato con adeguata formazione professionale e credenziali, che avanzasse un progetto di studio di rapporti UFO ben specifico e delineato, dovrebbe essere sostenuto”. Un esempio di avvistamenti meritevoli di studio sono quelli verificatesi il 31 dicembre 1978, oltre le coste nord-orientali del South Island, Nuova Zelanda. Vennero coinvolti numerosi canali d’informazione registrati su nastro e pellicola durante gli avvistamenti, relativi rilevamenti visivi, radar aerei e al suolo e fenomeni luminosi ripresi su pellicole a colori così come resoconti di 8 testimoni coinvolti. Analisi dei dati registrati e delle testimonianze, indicano che gli oggetti sconosciuti emananti luce intensa furono rilevati dai radar, filmati e si muovevano, apparentemente, in conseguenza dei movimenti dell’aeroplano che trasportava i testimoni. Gli avvistamenti hanno sfidato qualsiasi spiegazione ordinaria [31-32]. Alcune indagini di avvistamenti inspiegabili sono state promosse dai governi fuori gli Stati Uniti. Fin dal 1977 la French Space Agency ha intrapreso un’indagine ufficiale su rapporti UFO con il progetto GEPAN, chiamato in seguito SEPRA. Nell’ondata di avvistamenti in Belgio del 1989-90, civili e ufficiali militari cooperarono nella condivisione dei testimoni oculari, dati radar e immagini video di velivoli a forma triangolare.

Informazioni negate ora disponibili
I ricercatori del Condon non avevano completo accesso alle informazioni e alle analisi compilate precedentemente dal US Air Force Office of Intelligence (AFOIN) o a tutte le informazioni raccolte dal Project Blue Book. Molte di queste informazioni sono state divulgate negli anni a partire dal 1968. Il rilascio d’informazioni si è verificato su cinque fronti. Primo, l’aeronautica USA ha divulgato i files completi del Project Blue Book nel 1975. Tale divulgazione includeva i files precedentemente irreperibili del Air Force Office of Special Investigation (AFOSI). Secondo, il Freedom of Information Act degli Stati Uniti, che entrò in vigore a metà degli anni’70, portò al rilascio di importanti informazioni da altre agenzie (Federal Bureau of Investigation: FBI, nel 1977; Central Intelligence Agency: CIA, nel 1978, ecc…) sebbene spesso in forma censurata [23-24]. Una terza nuova fonte d’informazioni è la raccolta di rapporti e analisi precedentemente negati, intrapresa dal AFOIN verso la fine degli anni ’40 e i primi anni’50. Questa informazioni sono state divulgate negli ultimi 20 anni come conseguenza di richieste standard di declassificazione di vecchi documenti. Mostra che l’intelligence dell’aeronautica aveva concluso in forma privata, che il 5% degli avvistamenti era inspiegabile, sebbene si trattasse di resoconti apparentemente precisi, fatti da osservatori credibili, contraddicendo così l’affermazione pubblica dell’aeronautica secondo la quale tutti gli avvistamenti potevano essere spiegati. Il documento fornisce una spiegazione del perché l’intelligence dell’aeronautica disse all’FBI, nell’ agosto e di nuovo nell’ ottobre del 1952, che alcuni alti ufficiali dell’aeronautica stavano prendendo in seria considerazione la spiegazione “interplanetaria” [33]. Quarto, governi di stati fuori dagli USA, negli ultimi 25 anni, hanno divulgato importanti informazioni raccolte dalle forze armate e dalla polizia. Non soltanto il governo francese ha rilasciato documenti di avvistamenti attraverso il GEPAN e il SEPRA, ma anche il Ministero della Difesa dell’Inghilterra ha recentemente rilasciato diversi documenti. Anche i governi della Spagna e del Canada hanno divulgato documenti negli anni’70 e’80. Inoltre, alcuni governi, oltre a quello francese, hanno gruppi ufficiali d’indagine sull’argomento. Nel 1997, in seguito ad avvistamenti civili e militari, durante gli anni precedenti, l’aeronautica militare cilena costituì il Comitato per lo Studio dei Fenomeni Anomali (acronimo, CEFAA, in spagnolo) diretto da un ex generale dell’aeronautica, con sede generale nella Scuola Tecnica dell’Aeronautica di Santiago. Uno di noi (Maccabee) fu invitato in Cile nel 1999 a tenere una conferenza ad un simposio sponsorizzato dal CEFAA, per parlare degli avvistamenti. L’aeronautica peruviana costituì un gruppo simile nel 2001. Anche Brasile e Uruguay hanno gruppi d’indagine simili.

Una quinta, nuova fonte d’informazioni non reperibili o utilizzate dal gruppo Condon è costituita dai molti testimoni degli eventi nelle decadi 1940-1960 che hanno lavorato per il governo o l’esercito e dopo aver raggiunto l’età del pensionamento, si sono presentati per divulgare la loro conoscenza di prima-mano [34]. Hanno sentito che fosse più importante per i cittadini sapere cosa stava succedendo piuttosto che continuare ad obbedire alle istruzioni di mantenere il silenzio a riguardo. Una riluttanza a riportare casi UFO sorse a causa di una ridicolizzazione che, sin dagli anni’50 è stata attuata nei confronti dell’argomento. In parte è stata indotta dal gruppo Robertson della CIA del 1953, che sollecitava un programma di debunking contro la realtà del fenomeno [20, 22-23]. Il debunking è molto spesso implementato dall’autorità di una figura che sostiene, a volontà e senza intervistare i testimoni, che qualsiasi cosa venga osservata e riportata come straordinaria sia invece un errore d’identificazione o qualcosa di ordinario. Questo è svilente per i testimoni sinceri, credibili. I maggiori notiziari riportavano subito frasi sarcastiche come “omini verdi” e “appassionati di UFO”, poi gradualmente si disinteressavano all’argomento – cronisti, editori e proprietari d’aziende temono il ridicolo, giusto o ingiusto che sia, tanto quanto lo fanno politici e scienziati. Il rifiuto dell’aeronautica USA, negli anni’50 e ’60 di divulgare i dati degli avvistamenti che aveva raccolto, si aggiunse solo al problema, dal momento che le prove raccolte dal governo non erano disponibili per supportare i testimoni [33]. Il primo direttore della CIA valutò la situazione, nel 1960, come segue: “Dietro le quinte, ufficiali di alto grado dell’aeronautica sono ragionevolmente preoccupati riguardo agli UFO. Ma, attraverso il segreto ufficiale e il ridicolo, a molti cittadini viene fatto credere che gli oggetti volanti sconosciuti siano sciocchezze…per nascondere i fatti, l’aeronautica ha zittito il suo personale” [35]. Anche il Condon Report si aggiunse alla questione, dal momento che dimostrò che gli uomini di scienza potevano semplicemente affermare che i testimoni fossero in errore o disonesti, ed essere creduti dalla gran parte dei loro colleghi, sebbene non avessero prove a sostegno di tali affermazioni. Questo provocò, di conseguenza, una maggiore riluttanza da parte dei testimoni a rivelarsi. Ne consegue che “i testimoni UFO più credibili sono spesso quelli più restii a presentarsi con un resoconto del caso di cui sono stati testimoni” [27]. Questo fattore del ridicolo ha impedito a molto seri ricercatori persino di tentare di riportare le proprie scoperte sulle riviste preferite dalla maggior parte degli scienziati. Di conseguenza, una delle esortazioni fatta dal moderatore di un gruppo di scienziati, nel 1997, è che gli editori delle riviste cambino la loro politica di rifiuto nel prendere persino in seria considerazione articoli relativi al fenomeno UFO, in modo che tale difficoltà possa diminuire [36].

Ipotizzando una strategia ET
Se ammettiamo che almeno alcuni avvistamenti inspiegabili possano essere manifestazioni d’intelligenze extraterrestri, c’è anche un’altra ragione per una rivalutazione: un crescente riconoscimento, negli ultimi due decenni, che una gran parte del comportamento manifestato possa essere visto come piuttosto razionale. L’argomento riguardo il comportamento ET ha suscitato molti dibattiti con il SETI, nelle ultime tre decadi. Il SETI ha avanzato l’ipotesi che il paradosso di Fermi possa essere superato attraverso una continua e incrementata ricerca nel cielo di segnali elettromagnetici che indichino comunicazioni ET [37]. Sono state avanzate diverse possibili ragioni per il mancato successo sino ad oggi [1, 37-38]. Sin dagli anni ’70 anche i sostenitori di una celata presenza ET nelle vicinanze, hanno avanzato le loro ipotesi o scenari. Essi rifiutano come improbabile l’ipotesi che gli ET che viaggiano nello spazio siano governati dai più malvagi ed aggressivi della loro specie – un’ipotesi la cui conseguenza sarebbe che non sopravviveremmo come una civiltà in libero sviluppo in una galassia completamente colonizzata ed esplorata. Gli ottimisti del contatto, invece, ipotizzano che molti gruppi avanzati di ET siano, almeno, etici quanto noi, ancora preoccupati della loro sicurezza ed incolumità. La motivazione degli ET per il viaggio spaziale potrebbe essere l’aumento delle loro conoscenze attraverso l’esplorazione dello spazio piuttosto che la colonizzazione e la ricerca di dominio [39]. Quest’ipotesi è stata formulata relativamente al perché simili ET pur essendo consapevoli della nostra presenza non ci abbiano ancora contattato apertamente. Tra queste ci sono le ipotesi dello zoo, dell’asilo, della quarantena e dell’embargo [1,38,40-42]. La maggior parte presuppone che gli ET coinvolti ci abbiano osservato di frequente in “semi-segreto” e abbiano concluso che non siamo ancora né abbastanza maturi per un contatto aperto, né preparati a questo, perché ogni contatto palese e inaspettato potrebbe causare chaos sociale e crollo di governi. Viene anche postulato che l’interferenza ET con la nostra società ne arresterebbe prematuramente il continuo sviluppo, se dovesse verificarsi prima che le nostre conoscenze fossero progredite al punto da permetterci di capire da dove gli alieni potrebbero provenire e quanto potrebbe essere il loro vantaggio rispetto a noi [39]. Una seria incongruenza in questo ragionamento, comunque, è che il mantenere una totale segretezza ET nei confronti della Terra e del sistema solare porterebbe comunque al chaos sociale nel momento in cui la segretezza o l’embargo fossero finalmente tolti, amenoché gli ET portassero avanti un programma di graduale divulgazione – un embargo “debole” [1,43]. Sebbene l’ipotesi dello zoo o dell’embargo non siano verificabili, quella dell’embargo debole potrebbe esserlo se prendessimo in considerazione la prova UFO. Molte di queste prove sembrano costituire appunto una falla di questo tipo nell’embargo: un programma di istruzione popolare nella forma del fenomeno, che è in opera sin dal 1947, se non prima.

Molti avvistamenti sono stati di una natura tale da attirare l’attenzione sui loro velivoli e far sapere a isolati gruppi di testimoni che i loro occupanti sono consapevoli di noi [24, 44]. Una categoria chiave di tali casi riguarda i resoconti in cui persone con un veicolo in marcia diventano drammaticamente testimoni di un oggetto che li segue sebbene la loro automobile o velivolo faccia manovre che escludono l’avvistamento di oggetti astronomici o di altra normalità, come spiegazione. Similmente, in un certo numero di casi di aereo l’oggetto sconosciuto, che stava o seguendo il velivolo o facendosi vedere da esso, è stato rilevato dai radar come anche visivamente [23-25,27]. Anche l’apparenza straordinaria dell’oggetto, la manovrabilità e la spesso casuale interferenza col sistema elettrico del veicolo, evadono da spiegazioni ordinarie [23-25]. Il fatto è che, per quanto avvistamenti individuali, localizzati e generalmente brevi possano aver fornito prove sufficienti da convincere l’osservatore e gli analisti di avvistamenti, sin da quando cominciarono gli avvistamenti segnalati in lungo e in largo nel 1947, nessun caso ha persistito in un luogo importante un numero di ore sufficiente in una volta sola, o dimostrato le sue abilità ad abbastanza testimoni contemporaneamente, da far riunire i media e pubblicizzarlo al mondo. Né hanno lasciato abbastanza prove per essere completamente convincenti per molti scienziati [25]. Sospettiamo che questo cauto comportamento possa non essere casuale. Per metterla in un altro modo, dal punto di vista dei ricercatori che studiano questi fenomeni, incontri ravvicinati individuali e altri avvistamenti, possono essere molto intrusivi e palesi. Ad ogni modo, dal punto di vista della comunità scientifica e della società nel suo insieme, non è questo il caso, per via della relativa esiguità in termini di tempo e spazio di avvistamenti convincenti, a causa del limitato numero di testimoni nella maggior parte dei casi. La conclusione è che, non fornendo prove sufficienti da rendere completamente ovvia la loro realtà agli scienziati e alla società in generale, gli ET stiano seguendo una strategia o programma che eviti di provocare shock catastrofici alla società nel suo insieme, che qualsiasi contatto palese potrebbe causare, preparandoci nel frattempo, ad un eventuale contatto di questo tipo. Questo potrebbe dirci qualcosa sul loro livello etico. Il prospettare un determinato livello etico degli ET non è una novità; venne ipotizzato, nel 1981, che progrediti ET potessero osservare un Codice Galattico che imporrebbe loro di trattare civiltà in evoluzione, con prudenza [1,45]. Un tale standard di comportamento è coerente con la realtà del fenomeno UFO e con il fatto che né negli ultimi 56 anni, né nei passati millenni siamo stati colonizzati, conquistati o sterminati, né la società è stata traumatizzata da alcuni ET e dalle loro talvolta ipotizzate sonde [1, 41]. E’ coerente anche con il fallimento dei gruppi d’indagine nel cercare di scoprire se gli UFO costituissero qualche diretta minaccia alla sicurezza nazionale. D’altra parte, sembra fin troppo evidente che gli ET non siano intervenuti nelle faccende terrestri in alcun modo benevolo che avrebbe prevenuto guerre umane, carestia e malattia. Infatti, esistono molti casi in cui i testimoni, troppo vicini, sono stati feriti o lesionati. Esistono, comunque, altri casi in cui un testimone è stato guarito da qualche ferita o condizione medica [46]. Tutto questo suggerisce che le interazioni ET con gli esseri umani si basino su un generale livello di benevolente etica neutrale.

Conclusioni
Nonostante il fenomeno UFO continui ancora oggi da più di due generazioni, l’enorme vantaggio tecnologico dei presunti ET si presenterebbe ancora come un grande shock per molti scienziati così come anche cittadini, come ha indicato il Brooking Report [47]. Potrebbe essere così grande da sfidare seriamente la nostra realtà consensuale, un pericolo non insignificante. L’essere impotenti nei confronti della loro presunta potenzialità e vantaggio evolutivo potrebbe non essere in gran parte ben accetto, e non sarebbe una sorpresa il fatto che la scienza avrebbe difficoltà ad accettare la situazione [48]. Ciononostante, la realtà del fenomeno e il fatto di essere stati scoperti già da tempo da ET progrediti ora può risultare più probabile della soluzione al paradosso di Fermi attraverso la non esistenza di ET avanzati o la loro incapacità di esplorare o colonizzare la galassia. Pertanto è necessaria un’aperta ricerca scientifica a riguardo, con una particolare attenzione verso i resoconti UFO di alta qualità, che sembrano mostrare indizi di coinvolgimento d’intelligenza e strategia ET.

Note:
1. S.Webb, “If the Universe is Teeming Aliens… Where is everybody? Fifty solutions to the Fermi Paradox and Problem of Extraterrestrial Life”, Copernicus Books, New York, 2002.
2. E. Dudas, “Theory and Phenomenology of type I strings and M-theory”, Class. Quant. Grav., 17, R41, 2000, (hep-ph/0006190).
3. K. D. Olum, “Conflict between anthropic reasoning and observation”, ANALYSIS, 64, p.1, 2004, (gr-qc/030370).
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Fonte: http://ufoplanet.ufoforum.it/headlines/articolo_view.asp?ARTICOLO_ID=9408 – Journal of the British Interplanetary Society http://www.mountbaldy.com/ETLaw/JBIS.pdf

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Richard

La mia natura mi spinge a rispondere, fin dall'infanzia, a tante domande che la vita ci mette sotto gli occhi, una "complicazione" che ritengo missione fondamentale ed essenziale per realizzarci come singoli e come umanità su questo granello di polvere nell'Universo. Amo praticare lo sport e giocare ai videogames, magari con birra e patatine.