I “treni volanti” di Oster

di Sergej Mizerkin

In Florida l’inventore Daryl Oster ha creato un’alternativa agli aeroplani. La ETT – Evacuated Tube Transport Technologies è il nuovo sistema di trasporto veloce, basato su tubi sottovuoto attraverso i quali dovrebbero transitare treni passeggeri, similmente a quanto già accade con la posta pneumatica (un meccanismo per recapitare messaggi o piccoli oggetti avvalendosi di tubi ad aria compressa o al cui interno è stato creato il vuoto). Gli specialisti russi dubitano sia possibile creare una linea ad alta velocità “volante”, oltre al fatto che si tratterebbe di un servizio costoso e non privo di pericoli. Nel complesso il progetto è semplice. Delle capsule da sei posti chiuse ermeticamente si dovrebbero spostare lungo rotaie magnetiche all’interno di un tubo dal quale è stata aspirata l’aria. I vagoni non arriverebbero a sfiorare le pareti del tubo e la resistenza opposta dall’aria diverrebbe praticamente nulla. Con questo metodo si potrebbero ridurre notevolmente i tempi di spostamento da un luogo all’altro e la velocità del mezzo varierebbe dai 600 ai 6500 chilometri orari. Quale migliore alternativa al trasporto aereo? Si presume che già nel 2013 verrà messo in funzione il primo modello di “vactrain” (vacuum train – treni sottovuoto) che transiterà lungo un tunnel sotterraneo e la cui velocità dovrebbe toccare i 600-100 chilometri l’ora. Per essere precisi, in un primo tempo i vactrain viaggeranno in tubi dove la pressione dell’aria è stata significativamente diminuita, non ancora completamente sottovuoto.

L’idea dei vactrain merita certamente molta attenzione, al contempo però si presentano numerosi rischi per i potenziali passeggeri, come afferma un docente dell’Università Federale dell’Estremo Oriente Jurij Ognev, direttore del programma educativo per la costruzione di aeroplani ed elicotteri. Benchè non originale, quest’idea ha un suo senso pratico. Può essere utilizzata concretamente, anche se è poco probabile che venga impiegata nel trasporto passeggeri. Dovrebbe servire principalmente per il trasporto di merci, perché è pericolosa. Viaggiare su quelle capsule a velocità elevate è pericoloso ed il rischio è anche maggiore se attorno alle suddette capsule è stato creato il vuoto. Garantire la sicurezza dei passeggeri in queste condizioni è piuttosto difficile. La variante per il trasporto di carichi potrebbe esser più semplice da realizzare. I timori del collega sono condivisi dagli esperti dell’Istituto dei problemi medico-biologici dell’Accademia delle scienze russa. I passeggeri nelle capsule rischierebbero di perdere la vita in pochi secondi nel caso in cui le capsule dovessero depressurizzarsi. Di contro, in condizioni di aria rarefatta ci sarebbero maggiori possibilità di soccorrere le persone, in caso di infortunio, adoperando maschere all’ossigeno. L’altra questione, non priva di importanza, è il prezzo. Dmitrij Pajson, direttore della settore dedicato allo sviluppo delle tecnologie spaziali e delle telecomunicazione del fondo “Skolkovo”, nota che al momento i classici mezzi di trasporto vincono la sfida con le nove invenzioni per quanto riguarda costi e spese.

Se, ipoteticamente, volessimo sostituire le linee aeree che compiono lunghi tragitti con i vactrain, sarebbe prima di tutto necessario creare le infrastrutture.. Rimane inoltre il dubbio che le spese e gli investimenti nella creazione delle infrastrutture potrebbero rivelarsi alte e rendere quindi il progetto economicamente insostenibile. In sunto si può dire che: il progetto dei vactrain è realizzabile, quanto meno come modello, però è ancora presto per parlare di introdurre globalmente i vactrain e per affermare che si tratta di un’iniziativa vantaggiosa anche da un punto di vista economico. Bisogna prima fare un’analisi approfondita di quelle che saranno le spese per la creazione delle infrastrutture. Per quanto il progetto possa esser discutibile, Daryl Oster ha comunque già venduto più di 60 licenze in ben sei Paesi del mondo per la costruzione degli ETT. In particolare i vactrain hanno stuzzicato l’interesse dei cinesi che pare siano fra i primi intenzionati a costruire questi nuovi mezzi di trasporto.

Fonte: [link=http://italian.ruvr.ru/2012_04_09/71169617/]“La Voce della Russia”[/link]
Vedi: http://www.altrogiornale.org/news.php?item.7063.7

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Richard

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