di Daniela CipolloniUn battito ogni 50 secondi. Fosse un uomo sarebbe decisamente il caso di preoccuparsi. Ma trattandosi di un buco nero, il ritmo è di una vitalità mostruosa. GRS 1915 è un insolito sistema binario della Via Lattea, composto da un predatore e una preda, nei panni di un buco nero (circa 14 volte più massivo del Sole) e una povera stella vicina, il cui gas esterno è saccheggiato sempre di più ogni minuto che passa. Come il cuore di una persona pompa sangue nelle arterie a intervalli regolari, così GRS 1915 emette intensi getti opposti di radiazione X in modo estremamente cadenzato, diversamente da quanto normalmente si osserva nei buchi neri attivi. Un gruppo di ricercatori ha voluto vederci chiaro. Utilizzando due satelliti della NASA a raggi X

, l’Osservatorio Chandra e il Rossi X-ray Timing Explorer (RXTE) ha eseguito una sorta di elettrocardiogramma al sistema. Per otto ore hanno auscultato il battito, rilevando una pulsazione ogni 50 secondi. Tra una pulsazione e l’altra, la luminosità del sistema cala drasticamente, di circa un fattore tre, poi si riaccende. Un altro battito, un altro getto X, e il ciclo riparte. Che cosa succede nel mezzo?
“A ogni battito, il buco nero pompa un’enorme quantità di materia nei suoi dintorni”, ha spiegato Joey Neilsen, dell’Harvard University, a Seattle, nel corso del congresso della American Astronomical Society (AAS). “Tutta questa energia ha profonde conseguenze sul disco che circonda il buco nero, anche a grande distanza”.Funziona così: il
buco nero sottrae alla stella vicina gas e polveri, materiali che vanno a formare un disco intorno al
buco nero che ruota a velocità vorticosa. Anche il
buco nero ruota al massimo dei giri, e questo fa sì che la parte esterna del disco si trovi a distanza molto ravvicinata dal
buco nero. Una condizione poco conveniente… Quando la materia collassa nel
buco nero, si sprigionano energie fenomenali (è qui che si registra il battito). Un boato che invade il disco interno e lo spazza via in pochi istanti, disintegrandolo. Gli scienziati calcolano che ogni giorno viene spazzata via una massa pari a un terzo della Luna. Il potere della radiazione, contro quello della gravità.
Per alcuni decine di secondi, il
buco nero è a stecchetto. Senza cibo da ingurgitare (il momento corrisponde all’intervallo tra un battito e l’altro). Ma l’esagerata attrazione del
buco nero non finisce mai. Continua ad aspirare materia alla stella, il disco interno si riforma e ricollassa. Ecco un’altra, violenta emissione X. Il ciclo ricomincia. Il cuore del
buco nero torna a battere.
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