Da skorpion75“Sesto senso”, “seconda vista”, “terzo occhio”, “super senso”, “poteri intellettuali”, sono tutti termini riconducibili all’ESP, sigla entrata nell’uso comune a partire dal 1930 e ormai universalmente accettata che sta per “Percezione Extra Sensoriale” (dall’inglese Extra Sensory Perception, definizione proposta da Joseph Banks Rhine). Con essa si indicano alcune possibilità inconsuete di interazione tra l’uomo e l’ambiente esterno e quindi la possibilità di acquisire informazioni e conoscenze al di là delle usuali vie sensoriali umane: vista, udito, tatto, gusto e olfatto. Per una conoscenza che rimandi a vie extrasensoriali è necessario:
escludere con certezza l’azione dei sensi;
escludere con certezza qualsiasi mediazione logica e razionale;
escludere nel singolo episodio l’intervento del caso e della coincidenza fortuita.
Nella letteratura specializzata i Fenomeni ESP sono ulteriormente e spesso indicati anche come:
Paranormali, poiché non obbediscono alla “norma”, ossia alle note leggi dello spazio, tempo e casualità.
Fenomeni psi-cognitivi o Fenomeni Psi.
Questa terminologia è più accettata rispetto ad altre perché termini equivalenti come “parapsicologico”, “metapsichico”, “paranormale” sono costituiti da prefissi che richiamano quasi sempre associazioni con discipline, per così dire, più “evocative” quali la metafisica, la religione, il soprannaturale, il magico. I fenomeni di percezione extrasensoriale (ESP) si distinguono in: Telepatia, Chiaroveggenza e Precognizione. Inoltre in alcuni manuali di parapsicologia si annovera anche la Retrocognizione che alcuni studiosi ritengono possa essere sempre ricondotta alla Telepatia o alla Chiaroveggenza. La telepatia è definita come quel fenomeno psicognitivo per cui si ipotizza che un uomo acquisisca una conoscenza interagendo con la mente di un altro uomo per vie che non sono quelle mediate dai sensi conosciuti. In particolare, in base all’etimologia greca, la telepatia (da téle- lontano e pathos- sofferenza, sentimento) indica ciò che si prova, che si sperimenta, che si sente da lontano, quindi anche un’impressione, un sentimento, un turbamento a distanza.
La Chiaroveggenza è intesa come la percezione di stati di fatto non mentali. E’ la capacità di vedere con l’intelletto oggetti ed eventi che l’occhio non percepisce. La Precognizione è, forse, il fenomeno più conturbante e allo stesso tempo affascinante fra tutti quelli studiati in parapsicologia. Si può definire come quel fenomeno psicognitivo per cui un individuo acquisisce una conoscenza di un avvenimento prima che questo si verifichi e che è logicamente e statisticamente imprevedibile.
La Retrocognizione viene definita come la percezione extrasensoriale di eventi accaduti nel passato. Un caso particolarissimo di retrocognizione è la "Psicometria” (detta anche Psicoscopia). Il fenomeno consiste nel fatto che il soggetto detto “paragnosta” (o più comunemente “sensitivo”) viene messo a contatto con un oggetto, di cui racconta la “storia”. Secondo alcuni studiosi, dato che è difficile incontrare un fenomeno puro, per esempio, di sola telepatia o chiaroveggenza, è probabile che questi fenomeni costituiscano un’unica facoltà che si esplica in modo diverso; per cui oggi si tende a parlare di GESP (General Extrasensorial Perception). A questa Ipotesi unificatrice hanno aderito in passato studiosi molto accreditati come F.Myers, C, Richet, E. Osty, R. Sudre, W. Mackenzie, H.Bergson, C.G.Jung ed altri.
I fenomeni di percezione extrasensoriale si suddividono in spontanei (o accidentali) e sperimentali. I primi sono oggetto dell’esperienza diretta di un individuo e possono verificarsi in qualsiasi momento, senza l’intervento volontario del soggetto. I secondi, invece, sono quelli che si cerca di replicare in laboratorio e quindi in condizioni ben controllate dallo sperimentatore. Per esempio molto utilizzate a questo scopo, fin dagli anni trenta, le celebri “carte Zener” o carte ESP costituite da cinque specifici simboli. A questi semplici simboli delle carte ESP spesso sono stati alternati svariati simboli maggiormente ricchi di contenuto “emotivo”, nell’ipotesi che ciò potesse facilitare l’estrinsecazione in ambito sperimentale dei fenomeni PSI. Oggi invece viene più utilizzata la tecnica così detta “ganzfeld” di cui si parlerà oltre. I fenomeni ESP sono studiati da una specifica disciplina, la “Parapsicologia” detta anche “Psychical Research ( Ricerca Psichica) nei Paesi di lingua inglese e “Metapsichica” nei Paesi di lingua latina. In realtà, dopo il congresso di Ultrech (1953) il termine Parapsiclogia ha praticamente sostituito quello di Metapsichica.
Storicamente lo studio dei fenomeni PSI è riconducibile a J.B. Rhine che nel 1884, servendosi di semplici mezzi, come le normali carte da gioco, inaugurò i primi studi quantitativi sulla telepatia i quali comprendevano una convalida dei risultati attraverso l’elaborazione del calcolo delle probabilità. Ma la metodica applicazione della statistica alle ricerche parapsicologiche avrà i suoi successi scientifici solo grazie all’influenza di William Mc Dougall. Questo psicologo riteneva che la parapsicologia, al pari di altre scienze, doveva avere un suo legittimo e riconosciuto posto all’interno degli ambienti accademici. Nel 1927 Rhine e Mc Dougall si incontreranno e insieme porteranno avanti alcuni studi. Nel 1935 crearono negli Stati Uniti il Laboratorio Parapsicologico della Duke University: qui un ristretto numero di ricercatori, guidato da Rhine, dette inizio a estese indagini sulla percezione extrasensoriale. I protocolli di ricerca prevedevano la messa a punto di sistemi che producessero sequenze casuali di una serie prefissata di bersagli che il soggetto doveva “indovinare” senza ricorrere alla percezione sensoriale o comunque ad influenze razionali.
Originariamente i bersagli erano costituiti da mazzi di carte numerate o siglate con le lettere dell’alfabeto. Successivamente Rhine chiese a Karl Zener, uno specialista di psicologia della percezione, di creare una nuova serie di carte che potevano essere facilmente distinguibili e memorizzabili. La soluzione fu il già citato mazzo di carte Zener o ESP costituito da cinque simboli (cerchio, stella, quadrato, onde, croce) che nelle intenzioni dell’ideatore dovevano essere anonimi e suscitare reazioni emotive nei soggetti sperimentali.
La significatività degli eventuali risultati anomali (o non casuali) delle prove potevano essere calcolati facendo riferimento all’attesa statistica. In questo modo si cercava di riprodurre le condizioni tipiche della ricerca psicologica di laboratorio di quell’epoca. Le ricerche originariamente partite dalla telepatia si estesero presto alla chiaroveggenza e dal 1933 anche alla precognizione, abbracciando una fenomenologia da Rhine definita appunto “Percezione Extrasensoriale” (ESP). Gli esperimenti di Rhine basati sull’uso delle carte e sulla valutazione statistica dei risultati non rappresentavano una novità. La vera originalità della sua opera è consistita nel fatto che egli non cercava di dimostrare la realtà delle manifestazioni paranormali, quanto piuttosto di escogitare metodologie di studio con le quali tali fenomeni potessero essere ripetuti da chiunque in qualsiasi laboratorio.
Dopo la stesura di numerosi libri Rhine, nel 1957, promuove la costituzione della Parapsychological Association, l’associazione di categoria dei parapsicologi di tutto il mondo. Al termine della sua lunga carriera Rhine dichiara di avere rafforzato alcune convinzioni in merito ai fenomeni ESP che possono essere così riassunte: Fondamentalmente telepatia, chiaroveggenza e precognizione sono manifestazioni della stessa capacità (ESP). Tutti sono concepiti come una forma di interazione fra l’uomo e l’ambiente.
Alla base della fenomenologia PSI vi è un’energia extrafisica responsabile della percezione extrasensoriale, la quale potrebbe essere convertita in energia fisiologica del sistema nervoso centrale alfine di portare alla coscienza le capacità paranormali inconsce. Il processo di percezione extrasensoriale, considerato come attività psicologica, è interamente
inconscio. Inoltre è generalmente irregolare, altamente instabile e apparentemente spontaneo e involontario. L’ESP è promossa quando il soggetto (così come lo sperimentatore) è fortemente motivato. L’ESP ha il carattere della percezione sensoriale. La percezione extrasensoriale è un fenomeno naturale e non fisico.
Sulla scia del successo della scuola di Rhine e dall’esperienza alla Duke sorsero diversi istituti di parapsicologia in seno ad organizzazioni universitarie in Europa e in America. Per quanto riguarda la situazione italiana, a Roma fu fondata nel maggio del 1937 la Società Italiana di Metapsichica (S.I.M.), per iniziativa di Ferdinando Cazzamalli (medico e docente universitario di Neuropsichiatria presso l’Università di Roma), Giovanni Schepis (docente universitario di Statistica presso l’Università di Roma), Emilio Servadio (professore onorario di Psicologia, presidente della Società Psicoanalitica Italiana) e Luigi Sanguineti (medico neuropsichiatra). La Società Italiana di Metapsichica fu la prima organizzazione italiana, riconosciuta ufficialmente dallo Stato, sorta col precipuo scopo di studiare scientificamente e sistematicamente i cosiddetti fenomeni paranormali.
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