«LA TERRA RUOTA VERAMENTE?»


di Roberto Morini

Per trovare prove inconfutabili, giacché: il movimento indifferenziato delle nuvole e la gravità omogeneamente distribuita lungo i paralleli dai poli all’equatore, pur ponendo forti perplessità, potevano essere interessate da una serie di fattori devianti; pur potendo supporre, per assurdo, che un aereo per andare dall’Italia in America, basterebbe quasi che si alzasse in volo per arrivare e che nessuna rotta potrebbe mai andare verso Est se non superando di parecchio la velocità di rotazione della Terra, dovevo trovare un qualcosa che mi permettesse senza ombra di dubbio di escludere un qualsiasi movimento del pianeta Terra. L’analogia con il nucleo dell’atomo, fermo rispetto all’energia che gli ruota attorno, non mi bastava. Avevo bisogno di un riferimento particolarmente diretto, semplice da portare come esempio e, quanto mai preciso.

Vedendo un documentario sulla Seconda Guerra mondiale, mi sono interrogato sulle modalità di bombardamento. Per questo, mi sono letto tutta la storia dei bombardieri impiegati durante tale guerra. Il sistema di puntamento e sgancio, sebbene poco sofisticato per l’epoca, non mi convinceva molto. Il Norden, per esempio (uno dei sistemi di puntamento dell’epoca), agganciando il bersaglio poteva tenere conto anche della rotazione terrestre, per colpire gli obiettivi con precisione, qualora questa fosse in atto. Mi serviva un esempio che escludesse qualsiasi intervento (meccanico/elettronico), ponendo in evidenza, attraverso il fattore umano, i veri parametri di riferimento.

Non ho la minima idea di come avvenisse un bombardamento senza i sofisticati strumenti odierni (ma anche con questi rimango ignorante in materia). Il funzionamento logico, tuttavia, per escludere l’incidenza di una qualsiasi rotazione terrestre, mi insegna che, seguendo l’andamento di un parallelo, era (ed è) possibile anticipare o posticipare lo sgancio in base alle due velocità in atto (rotazione pianeta e velivolo, tenendo conto che per annullare l’effetto rotazionale il velivolo avrebbe dovuto viaggiare alla stessa velocità di 16.560 Km/h trovandosi all’Equatore). Per agganciare un obiettivo lungo la direzione di un meridiano, invece, la rotta doveva essere spostata di lato, a destra o sinistra dell’obiettivo, di tanti gradi quant’era il rapporto fra la velocità del pianeta e quella del velivolo in avvicinamento. Già qui, c’erano molti fattori che mi non tornavano!


Per farla breve, ho trovato la storia di Sir Arthur Travers Harris responsabile del “Bomber Command” della RAF inglese e riferimenti al bombardiere “Lancaster” impegnato nell’offensiva contro la Germania, particolarmente in tre operazioni rimaste storiche.
Quella di mio interesse è l’incursione sulle dighe Moehne, Eder e Sorpe che richiedeva una precisione quasi millimetrica. Dal libro «Bomber Offensive» di Sir Arthur si cita testualmente: “Il lancio delle speciali bombe, previsto dal piano operativo, deve rispettare tre parametri con la massima precisione per la riuscita dell’impresa: sgancio delle bombe a quota 18 metri dalla superficie dell’acqua, distanza di lancio dalle dighe tra i 370 e i 410 metri, velocità di 400 Km/h” (già qui, nessun parametro che prenda in considerazione il supposto moto terrestre).

Ma facciamo un po’ di conti:
Distanza media per lo sgancio = 390 metri.
Velocità = 111,11 m/s
Tempo dallo sgancio all’impatto = 3,51 sec.
Velocità di rotazione all’Equatore = 460 metri/sec.
Velocità di rotazione Eder (D) a 51° 03’ N = 234,738 metri/sec.
Spostamento della Terra in 3,51 sec. alla velocità di latitudine = 823,93 metri.

Se la terra ruotasse, con i tre parametri assegnati l’obiettivo sarebbe stato mancato. Sarebbe stato a destra, o a sinistra, oppure più avanti o più indietro, oppure ancora, obliquo (rispetto a qualunque direzione di provenienza dei bombardieri) con uno scarto di quasi 824 metri dal punto di impatto degli ordigni. Alla faccia della massima precisione!… Il fatto è che molti ordigni colpirono il bersaglio e quelli che non lo fecero fu per errore umano nello stabilire a vista la quota (con due fari convergenti), essendo troppo bassa da rilevare per gli strumenti di bordo!

Cos’è che ruota allora? Cosa produce l’effetto gravitazionale se tutto è fermo e immobile? Cosa produce i campi magnetici? Cosa produce l’effetto ottico del movimento?
Attendo risposte dalla scienza ufficiale!… intanto ci lavoro sopra…

Concludendo, quando ho presentato «Aspettando il 2012» ho parlato di arresto del movimento terrestre, con conseguenze inimmaginabili, che dovrebbe protrarsi per tre giorni, prima di ripartire nel senso opposto con conseguenze dello stesso genere. Il software che ha analizzato tutti i dati partoriti dalla scienza ufficiale negli ultimi trentacinque anni, non ha sbagliato. Sono i dati stessi che sono sbagliati!
Che tutti gli altri eventi possano verificarsi, non c’è fattore che ce li faccia escludere, ma su questo punto possiamo tirare un bel sospiro di sollievo!
La Terra non “gira”, ma le mie parti intime, ormai esauste della continua presa in giro della scienza ufficiale, sicuramente sì!… non so le vostre…

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Richard