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				<title>ALTRO GIORNALE : News > Messaggi</title>
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				<description>News, cover-up e informazione alternativa.</description>

<language>it-it</language>
				<copyright>Altrogionale.org © Testata giornalistica iscritta al n° 10/12 del Registro della Stampa del Tribunale di NolaLe pubblicità che compaiono sul sito, ad eccezione dei libri, non sono scelte dallo staff e servono ad auto-sostenerci,pertanto ci scusiamo se alcune volte queste non sono del tutto pertinenti.Questo giornale è pubblicato sotto una Licenza Creative Commons		 con Politica sulla Privacy e Condizioni d'UsoWebsite © All Rights Reserved, Webengineer pasgal - Supporto tecnico e107italia  var _gaq = _gaq || [];<br />  _gaq.push(['_setAccount', 'UA-452094-7']);<br />  _gaq.push(['_trackPageview']);<br /><br />  (function() {<br />    var ga = document.createElement('script'); ga.type = 'text/javascript'; ga.async = true;<br />    ga.src = ('https:' == document.location.protocol ? 'https://ssl' : 'http://www') + '.google-analytics.com/ga.js';<br />    var s = document.getElementsByTagName('script')[0]; s.parentNode.insertBefore(ga, s);<br />  })();<br /><br /></copyright>
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				<pubDate>Sun, 19 May 2013 00:34:46 +0200</pubDate>
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					<title>ALTRO GIORNALE : News > Messaggi</title>
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					<description>News, cover-up e informazione alternativa.</description>
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<title>Citizen Hearing on Disclosure - Comunicato da Washington</title>
<link>http://altrogiornale.org/news.php?item.8547.8</link>
<description><![CDATA[<img src="http://www.altrogiornale.org/images/newspost_images/chbw.jpg"style="border: 10px solid #FFFCE6; float: left" alt="Il Giornale Online"/><strong class='bbcode bold'>3 Maggio 2013</strong><br /><br /><em class='bbcode italic'>Dal 29 aprile 2013 al 3 Maggio 2013, ricercatori, attivisti, leader politici ed ex membri dei servizi militari e di agenzie governative in rappresentanza di dieci paesi, hanno dato testimonianza a Washington DC davanti a sei ex membri del Congresso degli Stati Uniti. Dopo aver sentito queste testimonianze, questi membri rilasciano la seguente dichiarazione:<br /><br />Considerando quanto segue: dato il dispiegarsi della comprensione scientifica del numero di pianeti potenzialmente in grado di sostenere la vita all'interno della galassia che ospita la Terra, sarebbe l'apice dell'arroganza affermare che gli esseri umani siano gli unici esseri senzienti all'interno di questa stessa galassia;<br /><br />Considerando che:  testimoni credibili hanno portato avanti schiaccianti prove scientifiche che documentano la presenza attuale di mezzi aerei non identificati e inspiegabili,  che molti credono riflettere una intelligenza extraterrestre;<br /><br />Considerando infine che: viste le enormi implicazioni a livello globale, se questi mezzi fossero, in effetti, di origine extraterrestre, un tale problema è una questione di interesse dell'Assemblea Generale delle Nazioni Unite;<br /><br />Pertanto, noi sottoscritti richiediamo che la Citizen Hearing Foundation utilizzi i suoi uffici per organizzare le parti interessate e raccogliere i fondi necessari per intraprendere una campagna globale per convincere una o più nazioni a proporre una risoluzione in seno all'Assemblea generale, chiedendo la sponsorizzazione delle Nazioni Unite di una conferenza mondiale per affrontare la prova possibile di una presenza extraterrestre coinvolgente questo pianeta.<br /><br />Noi sottoscritti ci impegnamo a sostegno di questo sforzo.</em><br /><br /><strong class='bbcode bold'>Congresswoman Carolyn Kilpatrick<br />Senator Mike Gravel<br />Congresswoman Lynn Woolsey<br />Congressman Merrill Cook</strong><br /><br /><strong class='bbcode bold'>Congresswoman Darlene Hooley</strong><br />[Impossibilitato a firmare a causa di restrizioni di fine rapporto per i membri e i funzionari del Congresso.]<br /><br /><strong class='bbcode bold'>Congressman Roscoe Bartlett</strong><br />[Impossibilitato a firmare a causa di restrizioni di fine rapporto per i membri e i funzionari del Congresso.]<br /><br /><em class='bbcode italic'><strong class='bbcode bold'>La Citizen Hearing Foundation è una associazione 501(c)3 non-profit, che lancerà il suo sito web a fine mese e inizierà immediatamente la raccolta di fondi per una risoluzione all'Assemblea Generale delle Nazioni Unite.</strong></em><br /><br /><strong class='bbcode bold'>CHD Website:</strong>	 www.citizenhearing.org <br /><br /><strong class='bbcode bold'>CHD Contact:</strong>	 Stephen Bassett CHD@citizenhearing.org (202) 215 8344<br /><br /><strong class='bbcode bold'>Media Contact: Janet Donovan</strong> creative.enterprises.int@gmail.com (202) 904 1035<br /><br /><div style='text-align:center'><strong class='bbcode bold'>Paradigm Research Group</strong><br />4938 Hampden Lane, #161, Bethesda, MD 20814<br />PRG@paradigmresearchgroup.org  202-215-8344<br />www.paradigmresearchgroup.org</div><br />]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<img src="http://www.altrogiornale.org/images/newspost_images/chbw.jpg"style="border: 10px solid #FFFCE6; float: left" alt="Il Giornale Online"/><strong class='bbcode bold'>3 Maggio 2013</strong><br /><br /><em class='bbcode italic'>Dal 29 aprile 2013 al 3 Maggio 2013, ricercatori, attivisti, leader politici ed ex membri dei servizi militari e di agenzie governative in rappresentanza di dieci paesi, hanno dato testimonianza a Washington DC davanti a sei ex membri del Congresso degli Stati Uniti. Dopo aver sentito queste testimonianze, questi membri rilasciano la seguente dichiarazione:<br /><br />Considerando quanto segue: dato il dispiegarsi della comprensione scientifica del numero di pianeti potenzialmente in grado di sostenere la vita all'interno della galassia che ospita la Terra, sarebbe l'apice dell'arroganza affermare che gli esseri umani siano gli unici esseri senzienti all'interno di questa stessa galassia;<br /><br />Considerando che:  testimoni credibili hanno portato avanti schiaccianti prove scientifiche che documentano la presenza attuale di mezzi aerei non identificati e inspiegabili,  che molti credono riflettere una intelligenza extraterrestre;<br /><br />Considerando infine che: viste le enormi implicazioni a livello globale, se questi mezzi fossero, in effetti, di origine extraterrestre, un tale problema è una questione di interesse dell'Assemblea Generale delle Nazioni Unite;<br /><br />Pertanto, noi sottoscritti richiediamo che la Citizen Hearing Foundation utilizzi i suoi uffici per organizzare le parti interessate e raccogliere i fondi necessari per intraprendere una campagna globale per convincere una o più nazioni a proporre una risoluzione in seno all'Assemblea generale, chiedendo la sponsorizzazione delle Nazioni Unite di una conferenza mondiale per affrontare la prova possibile di una presenza extraterrestre coinvolgente questo pianeta.<br /><br />Noi sottoscritti ci impegnamo a sostegno di questo sforzo.</em><br /><br /><strong class='bbcode bold'>Congresswoman Carolyn Kilpatrick<br />Senator Mike Gravel<br />Congresswoman Lynn Woolsey<br />Congressman Merrill Cook</strong><br /><br /><strong class='bbcode bold'>Congresswoman Darlene Hooley</strong><br />[Impossibilitato a firmare a causa di restrizioni di fine rapporto per i membri e i funzionari del Congresso.]<br /><br /><strong class='bbcode bold'>Congressman Roscoe Bartlett</strong><br />[Impossibilitato a firmare a causa di restrizioni di fine rapporto per i membri e i funzionari del Congresso.]<br /><br /><em class='bbcode italic'><strong class='bbcode bold'>La Citizen Hearing Foundation è una associazione 501(c)3 non-profit, che lancerà il suo sito web a fine mese e inizierà immediatamente la raccolta di fondi per una risoluzione all'Assemblea Generale delle Nazioni Unite.</strong></em><br /><br /><strong class='bbcode bold'>CHD Website:</strong>	 www.citizenhearing.org <br /><br /><strong class='bbcode bold'>CHD Contact:</strong>	 Stephen Bassett CHD@citizenhearing.org (202) 215 8344<br /><br /><strong class='bbcode bold'>Media Contact: Janet Donovan</strong> creative.enterprises.int@gmail.com (202) 904 1035<br /><br /><div style='text-align:center'><strong class='bbcode bold'>Paradigm Research Group</strong><br />4938 Hampden Lane, #161, Bethesda, MD 20814<br />PRG@paradigmresearchgroup.org  202-215-8344<br />www.paradigmresearchgroup.org</div><br />]]></content:encoded>
<category domain='http://altrogiornale.org/news.php?cat.8'>Messaggi</category>
<dc:creator>Richard</dc:creator>
<pubDate>Thu, 09 May 2013 18:02:31 +0200</pubDate>
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<title>Via tutte le tasse, ecco perchè si può</title>
<link>http://altrogiornale.org/news.php?item.8528.8</link>
<description><![CDATA[<img src="http://www.altrogiornale.org/images/newspost_images/financepyra.jpg"style="border: 10px solid #FFFCE6; float: left" alt="Il Giornale Online"/><strong class='bbcode bold'>di Alessandro De Angelis</strong><br /><br />Da sempre, la cultura è stata monopolio esclusivo dei detentori del potere e quest'ultimo è stato spesso utilizzato dalla classe dominante per discriminare i popoli, assoggettandoli tramite manipolazioni strumentali che passeranno sempre e comunque attraverso inganni che riescono a estrinsecarsi grazie all'ignoranza dei popoli. <br /><br />Così l'economia, da sempre vista con osticità dalle masse per la sua incomprensibilità, è da secoli stata lo strumento più efficace al fine di coercizzare i popoli. Ben vengano, quindi, economisti e scrittori che cercano di svelare i meccanismi ingannevoli con cui gli economisti e le banche centrali hanno schiavizzato gran parte della popolazione mondiale, togliendo la dignità della vita e fomentando guerre tra poveri, al fine di trarne vantaggi personali.<br /><br />In realtà l'economia, al di fuori dell'osticità delle parole, è molto semplice, così come i meccanismi di truffa – e quindi l'inesigibilità del debito pubblico, creato attraverso queste frodi – che le possono essere intrinsecamente annessi. Se si provasse a chiedere, a persone di medio livello culturale, il motivo per cui si debbono pagare le tasse, la maggior parte di esse darebbe una risposta perlomeno scontata: «le tasse servono per pagare gli impiegati statali e tutti coloro che lavorano per lo stato, per costruire infrastrutture, per la scuola, la sanità, per finanziare la ricerca e per gli ammortizzatori sociali». Se avete mai sentito una risposta del genere, sappiate che ciò non corrisponde a verità. Partiamo da un presupposto semplice: i produttori di beni e servizi siamo noi. Per scambiare ciò che produciamo, nell'antichità veniva usato il sistema del baratto; successivamente, venne introdotta la moneta, al fine di attuare la semplificazione degli scambi. <br /><br />I beni e i servizi che vengono prodotti da uno stato vengono valutati in PIL (Prodotto Interno Lordo, in inglese gross domestic product o GDP): se la quantità di denaro che si stampa è superiore al PIL si genera inflazione, con conseguente abbassamento del potere d'acquisto delle persone, se esso è inferiore si genera una rarefazione monetaria (fenomeno cui siamo oggi soggetti) con conseguente recessione, perdita di posti di lavoro, aumento degli ammortizzatori sociali e via dicendo. Pertanto è essenziale che, da parte degli stati, si emetta una quantità di moneta pari al PIL prodotto. È ovvio che la moneta, essendo lo strumento utilizzato per scambiare ciò che viene da noi prodotto e realizzato, dovrebbe essere prodotta esclusivamente dallo stato attraverso la propria zecca tipografica, di diritto pubblico.<br /><br />Se essa viene stampata da qualsiasi ente che non sia puramente statale, e che per giunta addebita la moneta agli stati – anziché accreditarla –, comportandosi come una semplice tipografia, si corre il rischio di cadere sotto un regime dittatoriale in cui i titolari della moneta si appropriano di tutti i beni e servizi prodotti dal popolo e dunque dallo stato. Questo è quanto succede sotto l'egida della BCE (Banca Centrale Europea) in Europa e sotto la FED (Federal Reserve System) in America. Difatti, il debito pubblico è addirittura maggiore di tutta la moneta circolante e ciò trova spiegazione nel fatto che, oltre ad addebitare la moneta agli stati, vengono applicati anche interessi sui titoli di debito pubblico che gli stati stampano come contropartita del denaro che ci viene prestato. È quindi chiaro che uno stato che non abbia la propria sovranità monetaria perda la propria autonomia, relegandosi di fatto sotto la dittatura dell'oligarchia bancaria, dove la banche centrali, invece di essere enti di proprietà pubblica, sono invece proprie delle S.p.A. private. <br /><br />Proviamo per un momento a immaginare che, dopo aver lavorato per un intero mese, qualcuno venga a sottrarvi il vostro stipendio, ponendovi peraltro degli interessi su di esso. Dopo un certo periodo di tempo, essi si approprieranno anche della vostra casa o di altri vostri possedimenti, così come allo stesso modo le banche centrali si appropriano dei beni dello stato – e quindi dei nostri –, come autostrade, fonti energetiche, poste, telecomunicazioni ecc. Se questo succedesse a voi direttamente, vi ribellereste immediatamente, denunciando e mandando in galera il ladro che vi ha depauperato. L'amara morale  della vicenda è che, trasportata su piano nazionale, essa risulta drasticamente appropriata per descrivere l'attuale stato di cose nonché la presente situazione politica americana ed europea. Tornando dunque alla domanda iniziale, a cosa servono le tasse, se uno stato avesse una propria sovranità monetaria? <br /><br />Se lo stato è in grado di stampare moneta pari al valore sommario del PIL, che senso avrebbe far tornare indietro nelle sue casse parte dei soldi che ha stampato, quando potrebbe stamparne altri senza generare inflazione? Sin dall'antichità, l'unico scopo della tassazione da parte degli stati, o degli imperi, era unicamente quello di far sì che la ricca classe aristocratica o senatoria non riuscisse ad accumulare grandi quantità di denaro – e quindi di potere – con un presunto fine di arrivare a compiere un golpe di stato. Basterebbe, quindi, una patrimoniale che venga applicata sopra un certo reddito per evitare questa infausta situazione. La principale questione, essenziale da espletare per il risanamento del debito, è la perdita della nostra sovranità monetaria, che esercitiamo unicamente sulle monete metalliche, e l'iniquo addebito del denaro stampato – o creato elettronicamente dal nulla – dalle banche centrali, anziché un più corretto accredito, compiendo un usura del il 200%, nonostante il denaro non abbia più una convertibilità in oro. <br /><br />Tutto questo sta facendo in modo che gli stati e i popoli siano stati resi schiavi di una élite  di banchieri, grazie anche alla compiacenza del tradimento dei politici, precludendo il nostro presente e il futuro dei nostri figli, nonché la dignità di noi tutti. Personalmente, auspico che se un giorno riusciremo ad abbattere questa dittatura si faccia di tutto affinché, corrotti e corruttori, subiscano le giuste conseguenze delle loro azioni e vengano espropriati di tutti i beni illecitamente – e a nostre spese! – accumulati.<br /><br /><div style='text-align:right'><em class='bbcode italic'><strong class='bbcode bold'>Alessandro De Angelis<br />scrittore e ricercatore antropologo</strong></em></div><br /><span style='font-size:16px'><strong class='bbcode bold'><a class='bbcode' href='http://www.macrolibrarsi.it/autori/_alessandro-de-angelis_08032013085703.php?pn=678' ><div style='text-align:right'><em class='bbcode italic'>..alcuni libri</em></div></a></strong></span><br /><br /><br /><div style='text-align:center'>		<!-- Start YouTube --> 				<object width="450" height="340" >			<param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/Z8E_bU96EbM?fs=0&amp;hl=en_US"></param>			<param name="allowFullScreen" value="false"></param>			<param name="allowscriptaccess" value="always"></param>			<param name="wmode" value="transparent"></param>		<embed src="http://www.youtube.com/v/Z8E_bU96EbM?fs=0&amp;hl=en_US" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="false" wmode="transparent" width="450" height="340"></embed></object><!-- End YouTube --></div><br /><br />]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<img src="http://www.altrogiornale.org/images/newspost_images/financepyra.jpg"style="border: 10px solid #FFFCE6; float: left" alt="Il Giornale Online"/><strong class='bbcode bold'>di Alessandro De Angelis</strong><br /><br />Da sempre, la cultura è stata monopolio esclusivo dei detentori del potere e quest'ultimo è stato spesso utilizzato dalla classe dominante per discriminare i popoli, assoggettandoli tramite manipolazioni strumentali che passeranno sempre e comunque attraverso inganni che riescono a estrinsecarsi grazie all'ignoranza dei popoli. <br /><br />Così l'economia, da sempre vista con osticità dalle masse per la sua incomprensibilità, è da secoli stata lo strumento più efficace al fine di coercizzare i popoli. Ben vengano, quindi, economisti e scrittori che cercano di svelare i meccanismi ingannevoli con cui gli economisti e le banche centrali hanno schiavizzato gran parte della popolazione mondiale, togliendo la dignità della vita e fomentando guerre tra poveri, al fine di trarne vantaggi personali.<br /><br />In realtà l'economia, al di fuori dell'osticità delle parole, è molto semplice, così come i meccanismi di truffa – e quindi l'inesigibilità del debito pubblico, creato attraverso queste frodi – che le possono essere intrinsecamente annessi. Se si provasse a chiedere, a persone di medio livello culturale, il motivo per cui si debbono pagare le tasse, la maggior parte di esse darebbe una risposta perlomeno scontata: «le tasse servono per pagare gli impiegati statali e tutti coloro che lavorano per lo stato, per costruire infrastrutture, per la scuola, la sanità, per finanziare la ricerca e per gli ammortizzatori sociali». Se avete mai sentito una risposta del genere, sappiate che ciò non corrisponde a verità. Partiamo da un presupposto semplice: i produttori di beni e servizi siamo noi. Per scambiare ciò che produciamo, nell'antichità veniva usato il sistema del baratto; successivamente, venne introdotta la moneta, al fine di attuare la semplificazione degli scambi. <br /><br />I beni e i servizi che vengono prodotti da uno stato vengono valutati in PIL (Prodotto Interno Lordo, in inglese gross domestic product o GDP): se la quantità di denaro che si stampa è superiore al PIL si genera inflazione, con conseguente abbassamento del potere d'acquisto delle persone, se esso è inferiore si genera una rarefazione monetaria (fenomeno cui siamo oggi soggetti) con conseguente recessione, perdita di posti di lavoro, aumento degli ammortizzatori sociali e via dicendo. Pertanto è essenziale che, da parte degli stati, si emetta una quantità di moneta pari al PIL prodotto. È ovvio che la moneta, essendo lo strumento utilizzato per scambiare ciò che viene da noi prodotto e realizzato, dovrebbe essere prodotta esclusivamente dallo stato attraverso la propria zecca tipografica, di diritto pubblico.<br /><br />Se essa viene stampata da qualsiasi ente che non sia puramente statale, e che per giunta addebita la moneta agli stati – anziché accreditarla –, comportandosi come una semplice tipografia, si corre il rischio di cadere sotto un regime dittatoriale in cui i titolari della moneta si appropriano di tutti i beni e servizi prodotti dal popolo e dunque dallo stato. Questo è quanto succede sotto l'egida della BCE (Banca Centrale Europea) in Europa e sotto la FED (Federal Reserve System) in America. Difatti, il debito pubblico è addirittura maggiore di tutta la moneta circolante e ciò trova spiegazione nel fatto che, oltre ad addebitare la moneta agli stati, vengono applicati anche interessi sui titoli di debito pubblico che gli stati stampano come contropartita del denaro che ci viene prestato. È quindi chiaro che uno stato che non abbia la propria sovranità monetaria perda la propria autonomia, relegandosi di fatto sotto la dittatura dell'oligarchia bancaria, dove la banche centrali, invece di essere enti di proprietà pubblica, sono invece proprie delle S.p.A. private. <br /><br />Proviamo per un momento a immaginare che, dopo aver lavorato per un intero mese, qualcuno venga a sottrarvi il vostro stipendio, ponendovi peraltro degli interessi su di esso. Dopo un certo periodo di tempo, essi si approprieranno anche della vostra casa o di altri vostri possedimenti, così come allo stesso modo le banche centrali si appropriano dei beni dello stato – e quindi dei nostri –, come autostrade, fonti energetiche, poste, telecomunicazioni ecc. Se questo succedesse a voi direttamente, vi ribellereste immediatamente, denunciando e mandando in galera il ladro che vi ha depauperato. L'amara morale  della vicenda è che, trasportata su piano nazionale, essa risulta drasticamente appropriata per descrivere l'attuale stato di cose nonché la presente situazione politica americana ed europea. Tornando dunque alla domanda iniziale, a cosa servono le tasse, se uno stato avesse una propria sovranità monetaria? <br /><br />Se lo stato è in grado di stampare moneta pari al valore sommario del PIL, che senso avrebbe far tornare indietro nelle sue casse parte dei soldi che ha stampato, quando potrebbe stamparne altri senza generare inflazione? Sin dall'antichità, l'unico scopo della tassazione da parte degli stati, o degli imperi, era unicamente quello di far sì che la ricca classe aristocratica o senatoria non riuscisse ad accumulare grandi quantità di denaro – e quindi di potere – con un presunto fine di arrivare a compiere un golpe di stato. Basterebbe, quindi, una patrimoniale che venga applicata sopra un certo reddito per evitare questa infausta situazione. La principale questione, essenziale da espletare per il risanamento del debito, è la perdita della nostra sovranità monetaria, che esercitiamo unicamente sulle monete metalliche, e l'iniquo addebito del denaro stampato – o creato elettronicamente dal nulla – dalle banche centrali, anziché un più corretto accredito, compiendo un usura del il 200%, nonostante il denaro non abbia più una convertibilità in oro. <br /><br />Tutto questo sta facendo in modo che gli stati e i popoli siano stati resi schiavi di una élite  di banchieri, grazie anche alla compiacenza del tradimento dei politici, precludendo il nostro presente e il futuro dei nostri figli, nonché la dignità di noi tutti. Personalmente, auspico che se un giorno riusciremo ad abbattere questa dittatura si faccia di tutto affinché, corrotti e corruttori, subiscano le giuste conseguenze delle loro azioni e vengano espropriati di tutti i beni illecitamente – e a nostre spese! – accumulati.<br /><br /><div style='text-align:right'><em class='bbcode italic'><strong class='bbcode bold'>Alessandro De Angelis<br />scrittore e ricercatore antropologo</strong></em></div><br /><span style='font-size:16px'><strong class='bbcode bold'><a class='bbcode' href='http://www.macrolibrarsi.it/autori/_alessandro-de-angelis_08032013085703.php?pn=678' ><div style='text-align:right'><em class='bbcode italic'>..alcuni libri</em></div></a></strong></span><br /><br /><br /><div style='text-align:center'>		<!-- Start YouTube --> 				<object width="450" height="340" >			<param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/Z8E_bU96EbM?fs=0&amp;hl=en_US"></param>			<param name="allowFullScreen" value="false"></param>			<param name="allowscriptaccess" value="always"></param>			<param name="wmode" value="transparent"></param>		<embed src="http://www.youtube.com/v/Z8E_bU96EbM?fs=0&amp;hl=en_US" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="false" wmode="transparent" width="450" height="340"></embed></object><!-- End YouTube --></div><br /><br />]]></content:encoded>
<category domain='http://altrogiornale.org/news.php?cat.8'>Messaggi</category>
<dc:creator>Richard</dc:creator>
<pubDate>Sat, 04 May 2013 09:54:08 +0200</pubDate>
<guid isPermaLink="true">http://altrogiornale.org/news.php?item.8528.8</guid>
</item>

<item>
<title>L’evoluzione ideoplastica delle specie viventi</title>
<link>http://altrogiornale.org/news.php?item.8520.8</link>
<description><![CDATA[<img src="http://www.altrogiornale.org/images/newspost_images/pellegrino_de_rosa.jpg"style="border: 10px solid #FFFCE6; float: left" alt="Il Giornale Online"/><strong class='bbcode bold'>di Enzo Pecorelli</strong><br /><br />Questa ipotesi, nota pure come <em class='bbcode italic'>plasticismo evolutivo</em>, è una teoria dichiaratamente neo-evoluzionistica che, pur accettando il principio della selezione naturale e il ruolo della genetica, si sofferma soprattutto sul possibile meccanismo di induzione delle mutazioni evolutive, suggerendone una diversa spiegazione. Più in dettaglio, l’autore, che è dottore agronomo e botanico, ha provato a rispondere alle seguenti domande:<br /><br /><ul class='bbcode'><li class='bbcode'>In che modo l’insetto-foglia è riuscito a rendere il suo corpo del tutto simile, fin nei più piccoli particolari, alle foglie del suo habitat naturale? Solo grazie a mutazioni casuali e alla successiva selezione naturale? Oppure per azione di qualche importante meccanismo ancora ignoto?<br /></li><li class='bbcode'>Oltre al fatto, già noto, che la selezione naturale agisce selettivamente sulla diffusione degli individui mimetici, è possibile che esista qualche altra correlazione, più diretta e ancora non studiata, tra il mimetismo e l’evoluzione delle specie viventi?<br /></li><li class='bbcode'>La psiche degli individui può, oltre che influire sull’espressione dei geni, indurre anche la comparsa di geni del tutto nuovi?</li></ul><br /><br /><div style='text-align:center'><img src="http://www.altrogiornale.org/images/newspost_images/plasticismo_evolutivo.jpg"style="border: 10px solid #FFFCE6; alt="Il Giornale Online"/></div><br /><br />Ebbene, in risposta a tali domande, questa teoria giunge a proporre che l’evoluzione degli esseri viventi possa essere dovuta a una presunta azione mutagena della psiche dei viventi che agirebbe direttamente sul genoma e sull’epigenoma delle cellule germinali (o, più in generale, delle cellule riproduttive). In particolare essa suppone che il meccanismo che induce le variazioni temporanee negli organismi rapido-mimetici (sepiidae) sia dello stesso tipo di quello che ha indotto le variazioni fissate geneticamente negli organismi cripto-mimetici come gli insetti-foglia (phasmidae), e che entrambi abbiano dei punti in comune con il meccanismo che consente l’acquisizione di nuove caratteristiche alle specie in evoluzione. Si distingue dal neo-darwinismo perché non accetta il caso come causa delle mutazioni evolutive e, al contrario, suppone che l’evoluzione sia orientata dalla volontà degli esseri viventi. Tuttavia, pur ridimensionandolo, accetta la fondatezza del meccanismo della selezione naturale.<br /><div style='text-align:center'><img src="http://www.altrogiornale.org/images/newspost_images/insetto-foglia.jpg"style="border: 10px solid #FFFCE6; alt="Il Giornale Online"/></div><br /><div style='text-align:center'><img src="http://www.altrogiornale.org/images/newspost_images/atomo-258.jpg"style="border: 10px solid #FFFCE6; alt="Il Giornale Online"/></div><br /><br />Si distingue dal lamarckismo perché, pur ritenendo che le mutazioni siano indotte da una necessità vitale, non le spiega con l’azione di stimoli fisici (principio dell’uso e non uso) ma attraverso stimoli di natura psichica (azione ideoplastica), presumibilmente mediati da meccanismi di natura ondulatoria o, addirittura, non-locali. <br /><div style='text-align:center'><img src="http://www.altrogiornale.org/images/newspost_images/plasticismo_evolutivo_de_rosa.jpg"style="border: 10px solid #FFFCE6; alt="Il Giornale Online"/></div><br /><br />Per cui, in definitiva, l’evoluzione non sarebbe altro che “una volontà che prende forma”. Inoltre, rispetto al lamarckismo riesce anche a spiegare la comparsa di caratteri non dipendenti dall’uso e non uso e l’ereditarietà dei caratteri acquisiti (spiegata dall’azione diretta della psiche sul genoma). Riconosce il fondamentale ruolo della genetica nell’espressione dei caratteri fenotipici, ma considera i geni più il veicolo che la fonte dell’evoluzione (non accetta, cioè, che mutazioni casuali nei geni possano condurre a mutazioni complesse e funzionali, ma solo a micro-mutazioni, spesso deleterie).<br /><br />Suppone che tutti gli esseri viventi siano dotati di funzioni mentali e, per quanto riguarda i vegetali, fa anche riferimento alla neurobiologia vegetale, secondo cui anche i vegetali sarebbero dotati di consapevolezza e sarebbero in grado di reagire volontariamente agli stimoli esterni, e all’ipotesi della percezione primaria di Backster. Ipotizza, poi, che alcuni aspetti evoluzionistici possano essere spiegati secondo il paradigma olografico di Bohm. E, ancora, pur ammettendo di non conoscere le modalità con cui la psiche agirebbe sui geni, avanza l’ipotesi che il meccanismo coinvolto possa essere di tipo quantistico (poiché le conclusioni della fisica quantistica relative alla materia inanimata devono essere valide anche per i sistemi biologici). Tenta, infine, di conciliare posizioni diametralmente contrapposte, come quelle degli evoluzionisti e dei sostenitori dell’Intelligent Design, o di studiosi come Dawkins e Sheldrake. <br /><div style='text-align:center'><img src="http://www.altrogiornale.org/images/newspost_images/paradigma_olografico.jpg"style="border: 10px solid #FFFCE6; alt="Il Giornale Online"/></div><br /><br />Talora mettendo in evidenza come alcune teorie, spacciate per originali, trovino invece la loro origine in antiche tradizioni e concezioni filosofiche (come <em class='bbcode italic'>l’iperuranio </em>di Platone, il <em class='bbcode italic'>monismo </em>panteistico di Giordano Bruno e <em class='bbcode italic'>l’archivio Akashico</em> degli Induisti) o in modelli di fisica quantistica, come l’implicate order del paradigma olografico di Bohm o negli studi di Alan Aspect. Ma è bene precisare che la teoria del plasticismo evolutivo si basa essenzialmente su osservazioni di tipo naturalistico (presunta mente collettiva degli insetti sociali e mimetismo) e su fenomeni normalmente accettati da altre discipline scientifiche (effetti placebo e nocebo, somatizzazioni da MPD) o in via di studio (presunta memoria degli organi dei trapiantati, azione ideoplastica delle pratiche ipnotiche, potenziali somatosensoriali evocati) e che li collega in maniera originale e stimolante con il mistero dell’evoluzione delle specie viventi fino a proporre una nuova ipotesi di studio.<br /><br />Questa teoria è stata presentata per la prima volta nel 1999 nella prima stesura del romanzo <em class='bbcode italic'>Metamorfer. La gemma di Darwin </em>(link: http://www.lafeltrinelli.it/fcom/it/home/pages/catalogo/searchresults.html?prkw=pellegrino+de+rosa&srch=0&x=0&y=0&cat1=&prm ) e, successivamente, in  una serie di saggi (<em class='bbcode italic'>E se Darwin si fosse Sbagliato?</em>, ecc...), alcuni dei quali scaricabili gratuitamente dalla rete: http://www.pdf-archive.com/2013/04/23/l-evoluzione-psichicamente-orientata-delle-specie-viventi/<br /><br /><div class='indent'><em class='bbcode italic'><strong class='bbcode bold'>Pellegrino De Rosa</strong> è dottore agronomo, giornalista, saggista e scrittore. È laureato in Scienze e Tecnologie Agrarie, e ha un master in Gestione e difesa del territorio. Si interessa di progettazioni e di studi in ambito ambientale, botanico, faunistico, e di ingeneria naturalistica. Settore, quest’ultimo, nel quale ha presentato una particolare metodica adatta per i suoli piroclastici dell’area vesuviana. Ha pubblicato vari saggi etnografici e tecnici, tra cui un testo sulle erbe alimurgiche (erbe selvatiche commestibili) edito dalla Regione Campania. Si interessa di ipnologia di scuola ericksoniana, è istruttore elementare di scacchi, e si occupa di varie attività legate al mondo dei libri e del giornalismo. È Cavaliere al Merito della Repubblica Italiana.</em></div>]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<img src="http://www.altrogiornale.org/images/newspost_images/pellegrino_de_rosa.jpg"style="border: 10px solid #FFFCE6; float: left" alt="Il Giornale Online"/><strong class='bbcode bold'>di Enzo Pecorelli</strong><br /><br />Questa ipotesi, nota pure come <em class='bbcode italic'>plasticismo evolutivo</em>, è una teoria dichiaratamente neo-evoluzionistica che, pur accettando il principio della selezione naturale e il ruolo della genetica, si sofferma soprattutto sul possibile meccanismo di induzione delle mutazioni evolutive, suggerendone una diversa spiegazione. Più in dettaglio, l’autore, che è dottore agronomo e botanico, ha provato a rispondere alle seguenti domande:<br /><br /><ul class='bbcode'><li class='bbcode'>In che modo l’insetto-foglia è riuscito a rendere il suo corpo del tutto simile, fin nei più piccoli particolari, alle foglie del suo habitat naturale? Solo grazie a mutazioni casuali e alla successiva selezione naturale? Oppure per azione di qualche importante meccanismo ancora ignoto?<br /></li><li class='bbcode'>Oltre al fatto, già noto, che la selezione naturale agisce selettivamente sulla diffusione degli individui mimetici, è possibile che esista qualche altra correlazione, più diretta e ancora non studiata, tra il mimetismo e l’evoluzione delle specie viventi?<br /></li><li class='bbcode'>La psiche degli individui può, oltre che influire sull’espressione dei geni, indurre anche la comparsa di geni del tutto nuovi?</li></ul><br /><br /><div style='text-align:center'><img src="http://www.altrogiornale.org/images/newspost_images/plasticismo_evolutivo.jpg"style="border: 10px solid #FFFCE6; alt="Il Giornale Online"/></div><br /><br />Ebbene, in risposta a tali domande, questa teoria giunge a proporre che l’evoluzione degli esseri viventi possa essere dovuta a una presunta azione mutagena della psiche dei viventi che agirebbe direttamente sul genoma e sull’epigenoma delle cellule germinali (o, più in generale, delle cellule riproduttive). In particolare essa suppone che il meccanismo che induce le variazioni temporanee negli organismi rapido-mimetici (sepiidae) sia dello stesso tipo di quello che ha indotto le variazioni fissate geneticamente negli organismi cripto-mimetici come gli insetti-foglia (phasmidae), e che entrambi abbiano dei punti in comune con il meccanismo che consente l’acquisizione di nuove caratteristiche alle specie in evoluzione. Si distingue dal neo-darwinismo perché non accetta il caso come causa delle mutazioni evolutive e, al contrario, suppone che l’evoluzione sia orientata dalla volontà degli esseri viventi. Tuttavia, pur ridimensionandolo, accetta la fondatezza del meccanismo della selezione naturale.<br /><div style='text-align:center'><img src="http://www.altrogiornale.org/images/newspost_images/insetto-foglia.jpg"style="border: 10px solid #FFFCE6; alt="Il Giornale Online"/></div><br /><div style='text-align:center'><img src="http://www.altrogiornale.org/images/newspost_images/atomo-258.jpg"style="border: 10px solid #FFFCE6; alt="Il Giornale Online"/></div><br /><br />Si distingue dal lamarckismo perché, pur ritenendo che le mutazioni siano indotte da una necessità vitale, non le spiega con l’azione di stimoli fisici (principio dell’uso e non uso) ma attraverso stimoli di natura psichica (azione ideoplastica), presumibilmente mediati da meccanismi di natura ondulatoria o, addirittura, non-locali. <br /><div style='text-align:center'><img src="http://www.altrogiornale.org/images/newspost_images/plasticismo_evolutivo_de_rosa.jpg"style="border: 10px solid #FFFCE6; alt="Il Giornale Online"/></div><br /><br />Per cui, in definitiva, l’evoluzione non sarebbe altro che “una volontà che prende forma”. Inoltre, rispetto al lamarckismo riesce anche a spiegare la comparsa di caratteri non dipendenti dall’uso e non uso e l’ereditarietà dei caratteri acquisiti (spiegata dall’azione diretta della psiche sul genoma). Riconosce il fondamentale ruolo della genetica nell’espressione dei caratteri fenotipici, ma considera i geni più il veicolo che la fonte dell’evoluzione (non accetta, cioè, che mutazioni casuali nei geni possano condurre a mutazioni complesse e funzionali, ma solo a micro-mutazioni, spesso deleterie).<br /><br />Suppone che tutti gli esseri viventi siano dotati di funzioni mentali e, per quanto riguarda i vegetali, fa anche riferimento alla neurobiologia vegetale, secondo cui anche i vegetali sarebbero dotati di consapevolezza e sarebbero in grado di reagire volontariamente agli stimoli esterni, e all’ipotesi della percezione primaria di Backster. Ipotizza, poi, che alcuni aspetti evoluzionistici possano essere spiegati secondo il paradigma olografico di Bohm. E, ancora, pur ammettendo di non conoscere le modalità con cui la psiche agirebbe sui geni, avanza l’ipotesi che il meccanismo coinvolto possa essere di tipo quantistico (poiché le conclusioni della fisica quantistica relative alla materia inanimata devono essere valide anche per i sistemi biologici). Tenta, infine, di conciliare posizioni diametralmente contrapposte, come quelle degli evoluzionisti e dei sostenitori dell’Intelligent Design, o di studiosi come Dawkins e Sheldrake. <br /><div style='text-align:center'><img src="http://www.altrogiornale.org/images/newspost_images/paradigma_olografico.jpg"style="border: 10px solid #FFFCE6; alt="Il Giornale Online"/></div><br /><br />Talora mettendo in evidenza come alcune teorie, spacciate per originali, trovino invece la loro origine in antiche tradizioni e concezioni filosofiche (come <em class='bbcode italic'>l’iperuranio </em>di Platone, il <em class='bbcode italic'>monismo </em>panteistico di Giordano Bruno e <em class='bbcode italic'>l’archivio Akashico</em> degli Induisti) o in modelli di fisica quantistica, come l’implicate order del paradigma olografico di Bohm o negli studi di Alan Aspect. Ma è bene precisare che la teoria del plasticismo evolutivo si basa essenzialmente su osservazioni di tipo naturalistico (presunta mente collettiva degli insetti sociali e mimetismo) e su fenomeni normalmente accettati da altre discipline scientifiche (effetti placebo e nocebo, somatizzazioni da MPD) o in via di studio (presunta memoria degli organi dei trapiantati, azione ideoplastica delle pratiche ipnotiche, potenziali somatosensoriali evocati) e che li collega in maniera originale e stimolante con il mistero dell’evoluzione delle specie viventi fino a proporre una nuova ipotesi di studio.<br /><br />Questa teoria è stata presentata per la prima volta nel 1999 nella prima stesura del romanzo <em class='bbcode italic'>Metamorfer. La gemma di Darwin </em>(link: http://www.lafeltrinelli.it/fcom/it/home/pages/catalogo/searchresults.html?prkw=pellegrino+de+rosa&srch=0&x=0&y=0&cat1=&prm ) e, successivamente, in  una serie di saggi (<em class='bbcode italic'>E se Darwin si fosse Sbagliato?</em>, ecc...), alcuni dei quali scaricabili gratuitamente dalla rete: http://www.pdf-archive.com/2013/04/23/l-evoluzione-psichicamente-orientata-delle-specie-viventi/<br /><br /><div class='indent'><em class='bbcode italic'><strong class='bbcode bold'>Pellegrino De Rosa</strong> è dottore agronomo, giornalista, saggista e scrittore. È laureato in Scienze e Tecnologie Agrarie, e ha un master in Gestione e difesa del territorio. Si interessa di progettazioni e di studi in ambito ambientale, botanico, faunistico, e di ingeneria naturalistica. Settore, quest’ultimo, nel quale ha presentato una particolare metodica adatta per i suoli piroclastici dell’area vesuviana. Ha pubblicato vari saggi etnografici e tecnici, tra cui un testo sulle erbe alimurgiche (erbe selvatiche commestibili) edito dalla Regione Campania. Si interessa di ipnologia di scuola ericksoniana, è istruttore elementare di scacchi, e si occupa di varie attività legate al mondo dei libri e del giornalismo. È Cavaliere al Merito della Repubblica Italiana.</em></div>]]></content:encoded>
<category domain='http://altrogiornale.org/news.php?cat.8'>Messaggi</category>
<dc:creator>Richard</dc:creator>
<pubDate>Sat, 27 Apr 2013 16:34:46 +0200</pubDate>
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<title>L'universo artificiale: nuove conferme della natura digitale del nostro universo</title>
<link>http://altrogiornale.org/news.php?item.8494.8</link>
<description><![CDATA[<div style='text-align:center'><img src="http://www.altrogiornale.org/images/newspost_images/godman.jpg"style="border: 10px solid #FFFCE6; alt="Altrogiornale.org"/></div><br />Nel libro<a class='bbcode' href='http://www.macrolibrarsi.it/libri/__godman-l-universo-olografico-libro.php?pn=678' > Godman</a>,<em class='bbcode italic'> <a class='bbcode' href='http://www.macrolibrarsi.it/libri/__godman-l-universo-olografico-libro.php?pn=678' >l'universo olografico</a></em>, di Alessio e Alessandro De Angelis, gli autori riportano moltissime news ed esperimenti scientifici a sostegno delle natura artificiale del nostro universo.<br /><br />Dopo il rumore di fondo della pellicola cosmica bidimensionale, scoperto grazie a Geo600 – un rilevatore di onde gravitazionali che si trova ad Hannover, in Germania – una ulteriore conferma ci giunge dall'esperimento dei ricercatori dell'università di Bonn, sempre in Germania, che hanno dimostrato, con una riproduzione al computer dell'universo, che le simulazioni attuali del nostro cosmo sono postate sui limiti dalle leggi fisiche. Questo vuol dire che, nella simulazione, il computer pone dei limiti, come ad esempio sull'energia che le particelle possono avere all'interno del programma. Nel test del team di Bonn, attraverso la cromodinamica quantistica, che spiega le leggi che gestiscono l'universo a livello subatomico, i ricercatori sono riusciti a riprodurre al computer una simulazione che è in grado di replicare una parte dell'universo molto piccola, ma esatta, della grandezza del diametro di un protone. Tale verifica ha evidenziato l'esistenza di vincoli di una struttura artificiale dell'universo, attraverso il limite massimo dell'energia dei protoni che viaggiano in esso.<br /><br /><table cellpadding="3" style="margin-bottom:30px"><tr><td align="center" valign="top" width="140"><a target="_blank" href="http://www.macrolibrarsi.it/libri/__godman-l-universo-olografico-libro.php?pn=678" title="GODMAN - L'Universo Olografico - Libro" ><img style="border:0" src="http://www.macrolibrarsi.org/proxy/data/cop/_big/g/godman-l-universo-olografico-libro.jpg" width="122" height="160" alt="GODMAN - L'Universo Olografico - Libro" /></a></td><td><div><a target="_blank" class="autore" title="Alessio De Angelis" href="http://www.macrolibrarsi.it/autori/_alessio-de-angelis.php?pn=678">Alessio De Angelis</a>, <a target="_blank" class="autore" title="Alessandro De-Angelis" href="http://www.macrolibrarsi.it/autori/_alessandro-de-angelis_08032013085703.php?pn=678">Alessandro De-Angelis</a></div><div><a target="_blank" href="http://www.macrolibrarsi.it/libri/__godman-l-universo-olografico-libro.php?pn=678" title="GODMAN - L'Universo Olografico - Libro" style="font-weight:bold">GODMAN - L'Universo Olografico - Libro</a></div></td></tr></table>In una recente conferenza tenuta ad Aprile, a Milano, due ricercatori italiani – Alessio e Alessandro  De Angelis – hanno discusso profusamente di questa tematica e di molti aspetti altrettanto interessanti della meccanica quantistica, dopo aver affrontato tematiche di attualità politica e studi di carattere vetero e neotestamentario. Di seguito il video della conferenza.<br /><br /><div style='text-align:center'>		<!-- Start YouTube --> 				<object width="450" height="340" >			<param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/c9ILefn_TbU?fs=0&amp;hl=en_US"></param>			<param name="allowFullScreen" value="false"></param>			<param name="allowscriptaccess" value="always"></param>			<param name="wmode" value="transparent"></param>		<embed src="http://www.youtube.com/v/c9ILefn_TbU?fs=0&amp;hl=en_US" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="false" wmode="transparent" width="450" height="340"></embed></object><!-- End YouTube --></div><br /><br />]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div style='text-align:center'><img src="http://www.altrogiornale.org/images/newspost_images/godman.jpg"style="border: 10px solid #FFFCE6; alt="Altrogiornale.org"/></div><br />Nel libro<a class='bbcode' href='http://www.macrolibrarsi.it/libri/__godman-l-universo-olografico-libro.php?pn=678' > Godman</a>,<em class='bbcode italic'> <a class='bbcode' href='http://www.macrolibrarsi.it/libri/__godman-l-universo-olografico-libro.php?pn=678' >l'universo olografico</a></em>, di Alessio e Alessandro De Angelis, gli autori riportano moltissime news ed esperimenti scientifici a sostegno delle natura artificiale del nostro universo.<br /><br />Dopo il rumore di fondo della pellicola cosmica bidimensionale, scoperto grazie a Geo600 – un rilevatore di onde gravitazionali che si trova ad Hannover, in Germania – una ulteriore conferma ci giunge dall'esperimento dei ricercatori dell'università di Bonn, sempre in Germania, che hanno dimostrato, con una riproduzione al computer dell'universo, che le simulazioni attuali del nostro cosmo sono postate sui limiti dalle leggi fisiche. Questo vuol dire che, nella simulazione, il computer pone dei limiti, come ad esempio sull'energia che le particelle possono avere all'interno del programma. Nel test del team di Bonn, attraverso la cromodinamica quantistica, che spiega le leggi che gestiscono l'universo a livello subatomico, i ricercatori sono riusciti a riprodurre al computer una simulazione che è in grado di replicare una parte dell'universo molto piccola, ma esatta, della grandezza del diametro di un protone. Tale verifica ha evidenziato l'esistenza di vincoli di una struttura artificiale dell'universo, attraverso il limite massimo dell'energia dei protoni che viaggiano in esso.<br /><br /><table cellpadding="3" style="margin-bottom:30px"><tr><td align="center" valign="top" width="140"><a target="_blank" href="http://www.macrolibrarsi.it/libri/__godman-l-universo-olografico-libro.php?pn=678" title="GODMAN - L'Universo Olografico - Libro" ><img style="border:0" src="http://www.macrolibrarsi.org/proxy/data/cop/_big/g/godman-l-universo-olografico-libro.jpg" width="122" height="160" alt="GODMAN - L'Universo Olografico - Libro" /></a></td><td><div><a target="_blank" class="autore" title="Alessio De Angelis" href="http://www.macrolibrarsi.it/autori/_alessio-de-angelis.php?pn=678">Alessio De Angelis</a>, <a target="_blank" class="autore" title="Alessandro De-Angelis" href="http://www.macrolibrarsi.it/autori/_alessandro-de-angelis_08032013085703.php?pn=678">Alessandro De-Angelis</a></div><div><a target="_blank" href="http://www.macrolibrarsi.it/libri/__godman-l-universo-olografico-libro.php?pn=678" title="GODMAN - L'Universo Olografico - Libro" style="font-weight:bold">GODMAN - L'Universo Olografico - Libro</a></div></td></tr></table>In una recente conferenza tenuta ad Aprile, a Milano, due ricercatori italiani – Alessio e Alessandro  De Angelis – hanno discusso profusamente di questa tematica e di molti aspetti altrettanto interessanti della meccanica quantistica, dopo aver affrontato tematiche di attualità politica e studi di carattere vetero e neotestamentario. Di seguito il video della conferenza.<br /><br /><div style='text-align:center'>		<!-- Start YouTube --> 				<object width="450" height="340" >			<param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/c9ILefn_TbU?fs=0&amp;hl=en_US"></param>			<param name="allowFullScreen" value="false"></param>			<param name="allowscriptaccess" value="always"></param>			<param name="wmode" value="transparent"></param>		<embed src="http://www.youtube.com/v/c9ILefn_TbU?fs=0&amp;hl=en_US" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="false" wmode="transparent" width="450" height="340"></embed></object><!-- End YouTube --></div><br /><br />]]></content:encoded>
<category domain='http://altrogiornale.org/news.php?cat.8'>Messaggi</category>
<dc:creator>pasgal</dc:creator>
<pubDate>Sat, 13 Apr 2013 15:20:55 +0200</pubDate>
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<title>OVVIETA' IMBARAZZANTI-UNIFICAZIONE GRAVITA'/ELETTROMAGNETISMO</title>
<link>http://altrogiornale.org/news.php?item.8435.8</link>
<description><![CDATA[<div style='text-align:center'><img src="http://www.altrogiornale.org/images/newspost_images/fourier_dellonda_quadra.jpg"style="border: 10px solid #FFFCE6; alt="Il Giornale Online"/></div><br /><br /><strong class='bbcode bold'>di Leonardo Rubino</strong><br /><br />La stessa scienza prevalente ci insegna che la forza elettrica, che governa completamente il moto dell’elettrone intorno al protone, ad esempio, nell’atomo di idrogeno H, è enormemente più intensa di quella gravitazionale, che invece governa altrettanto completamente il moto delle galassie e quello dell’Universo, più in generale. A questo punto, però, non si può non prender atto del fatto che le dimensioni dell’atomo sono, nella stessa misura, enormemente più piccole di quelle dell’Universo e, più coerentemente, di quelle del mio Universo. E tutto ciò vi sembra una coincidenza? Ma per favore…..A loro, forse, potrà sembrarlo. Non a noi.<br /><br />Inoltre, pare che tutto ciò che ci circonda (la materia, la luce, i fotoni ecc) abbiano a che fare con le onde; di seguito si dà prova di ciò. <br /><br />Lo stesso Fourier ci invita ad interpretare tutto in chiave ondulatoria. E si ricordi che, per Fourier, persino un tratto di retta è sviluppabile in onde. E la musica di un’orchestra può, dunque, essere considerata come una composizione di suoni singoli semplici, di opportuna frequenza ed ampiezza. Similmente, così come è vero che tutti gli atomi compongono l’Universo, è altrettanto vero che le forze che governano l’atomo (Coulomb) si compongono a formare la forza che governa l’Universo (Newton). Inoltre, un atomo può contrarsi e riespandersi velocissimamente, ossia con frequenza elevatissima. E’ ciò che accade quando si dà una martellata su un’incudine: gli atomi del ferro si contraggono e poi si riespandono, spingendo via il martello e facendolo così rimbalzare. Anche l’incudine può sobbalzare, verso l’alto e poi verso il basso, ma più lentamente degli atomi, ovviamente. L’incudine è un po’ come l’Universo, col suo lento sobbalzo, a mo’ di espansione e contrazione. E si dà prova del fatto che atomi ed Universo seguono banalmente la Legge di Hooke delle molle, nonché del fatto che l’attrazione elettrica di Coulomb e quella gravitazionale di Newton (che, guarda caso, hanno lo stesso andamento quadratico inverso, rispetto alla distanza) sono la stessa forza.<br />     <br />E la forza magnetica? Un surrogato di quella elettrica. E quelle nucleari? Non so, ma l’esempio con lo sviluppo in serie di Fourier, di cui sopra, varrà bene anche per esse; e poi pare che il moto dell’Universo non dipenda direttamente da esse, così come i pionieri della chimica-fisica non presero in considerazione le forze nucleari per descrivere il comportamento dei gas e della materia. Qualcuno ci ricorda che la forza elettrica può essere anche repulsiva, mentre quella gravitazionale no. SBAGLIATO! Anche quella gravitazionale può essere repulsiva! E’ solo che l’Universo è un pachiderma che non ci fa vedere quello che vogliamo noi in qualsiasi momento, ma si muove coi suoi tempi. Oggi si sta ricontraendo (e la forza di gravità attrattiva è la dimostrazione inequivocabile di ciò), ma tantissimo tempo fa, quando si espandeva, la materia, evidentemente, mostrava repulsione reciproca. Ed anche il fatto che il protone (nucleo) è più massivo dell’elettrone (corteccia esterna) è la testimonianza del fatto che, anche nel piccolo degli atomi costituenti, si incontra più massa muovendosi da fuori verso dentro… Siamo in contrazione!<br /><br />In altre parole: perché il protone è più massivo dell’elettrone? Perche l’Universo che li contiene sta collassando!<br /><br />Ma poi, è la stessa scienza prevalente che, inconsciamente, ci incoraggia a pensare tutto ciò; infatti, ci dicono che l’Universo sta accelerando (supernove di tipo Ia). Ma se si espandesse, allora, per inerzia, dovrebbe farlo rallentando, non accelerando… La loro scelta è stata quella di inventarsi l’energia oscura, per giustificare tale enorme incongruenza, così procurandosi anche una mole di lavoro per cercarla, tale fantomatica energia oscura. Io, invece, sottraggo loro tale lavoro, guardando l’Universo per quello che è e per come esso, con sincerità, si mostra. Ed i fantasmi indimostrabili, come l’introvata materia oscura, l’introvata energia oscura, il defunto etere cosmico, gli imbarazzanti neutrini tachionici più veloci della luce ecc, li lascio a loro. Insomma, se la materia mostra attrazione reciproca in forma di gravità, allora siamo in un Universo armonico oscillante in fase di contrazione, che si sta contraendo tutto verso un punto comune che è il centro di massa di tutto l’Universo. Infatti, l’accelerare verso il centro di massa ed il mostrare proprietà attrattive gravitazionali sono due facce della stessa medaglia. Inoltre, tutta la materia intorno a noi mostra di voler collassare: se ho una penna in mano e la lascio, essa cade, dimostrandomi che vuole collassare; poi, la Luna vuole collassare nella Terra, la Terra vuole collassare nel Sole, il Sole nel centro della Via Lattea, la Via Lattea nel centro del suo ammasso e così via, e, dunque, anche tutto l’Universo collassa. No?<br /><br />Ma allora come si spiegherebbe che vediamo la materia lontana, intorno a noi, allontanarsi e non avvicinarsi? Beh, facile: se tre paracadutisti si lanciano in successione da una certa quota, tutti e tre stanno cadendo verso il centro della Terra, dove poi idealmente si incontreranno, ma il secondo paracadutista, cioè quello che sta in mezzo, se guarda in avanti, vede il primo che si allontana da lui, in quanto ha una velocità maggiore, poiché si è buttato prima, mentre se guarda indietro verso il terzo, vede anche questi allontanarsi, in quanto il secondo, che sta facendo tali rilevamenti,  si è lanciato prima del terzo, e dunque ha una velocità maggiore e si allontana dunque pure da lui. Allora, pur convergendo tutti, in accelerazione, verso un punto comune, si vedono tutti allontanarsi reciprocamente.  Hubble era un po’ come il secondo paracadutista che fa qui i rilevamenti. Solo che non si accorse dell’esistenza della accelerazione di contrazione come background. Ricordo poi, per l’ennesima volta, che recenti misurazioni su supernove lontane Ia, utilizzate come candele standard, hanno dimostrato che l’Universo sta effettivamente accelerando, fatto questo che è contro la teoria della nostra presunta attuale espansione post Big Bang, in quanto, dopo che l’effetto di una esplosione è cessato, le schegge proiettate si propagano, sì, in espansione, ma devono farlo ovviamente rallentando, non accelerando. A tale scenario, ogni tanto oppongono l’obiezione secondo cui per due paracadutisti perfettamente paralleli, ossia uno di fianco all’altro, l’allontanamento non ci sarebbe. Beh, questa è una situazione limite che è la classica eccezione che conferma la regola. Nella Legge di Hubble per l’Universo in espansione, invece, le eccezioni manco si contano. <br /><br /><div class='indent'><strong class='bbcode bold'>Continua a leggere sull’articolo completo, cliccando qui: </strong> http://www.altrogiornale.org/download.php?view.41</div><br /><br /><br />]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div style='text-align:center'><img src="http://www.altrogiornale.org/images/newspost_images/fourier_dellonda_quadra.jpg"style="border: 10px solid #FFFCE6; alt="Il Giornale Online"/></div><br /><br /><strong class='bbcode bold'>di Leonardo Rubino</strong><br /><br />La stessa scienza prevalente ci insegna che la forza elettrica, che governa completamente il moto dell’elettrone intorno al protone, ad esempio, nell’atomo di idrogeno H, è enormemente più intensa di quella gravitazionale, che invece governa altrettanto completamente il moto delle galassie e quello dell’Universo, più in generale. A questo punto, però, non si può non prender atto del fatto che le dimensioni dell’atomo sono, nella stessa misura, enormemente più piccole di quelle dell’Universo e, più coerentemente, di quelle del mio Universo. E tutto ciò vi sembra una coincidenza? Ma per favore…..A loro, forse, potrà sembrarlo. Non a noi.<br /><br />Inoltre, pare che tutto ciò che ci circonda (la materia, la luce, i fotoni ecc) abbiano a che fare con le onde; di seguito si dà prova di ciò. <br /><br />Lo stesso Fourier ci invita ad interpretare tutto in chiave ondulatoria. E si ricordi che, per Fourier, persino un tratto di retta è sviluppabile in onde. E la musica di un’orchestra può, dunque, essere considerata come una composizione di suoni singoli semplici, di opportuna frequenza ed ampiezza. Similmente, così come è vero che tutti gli atomi compongono l’Universo, è altrettanto vero che le forze che governano l’atomo (Coulomb) si compongono a formare la forza che governa l’Universo (Newton). Inoltre, un atomo può contrarsi e riespandersi velocissimamente, ossia con frequenza elevatissima. E’ ciò che accade quando si dà una martellata su un’incudine: gli atomi del ferro si contraggono e poi si riespandono, spingendo via il martello e facendolo così rimbalzare. Anche l’incudine può sobbalzare, verso l’alto e poi verso il basso, ma più lentamente degli atomi, ovviamente. L’incudine è un po’ come l’Universo, col suo lento sobbalzo, a mo’ di espansione e contrazione. E si dà prova del fatto che atomi ed Universo seguono banalmente la Legge di Hooke delle molle, nonché del fatto che l’attrazione elettrica di Coulomb e quella gravitazionale di Newton (che, guarda caso, hanno lo stesso andamento quadratico inverso, rispetto alla distanza) sono la stessa forza.<br />     <br />E la forza magnetica? Un surrogato di quella elettrica. E quelle nucleari? Non so, ma l’esempio con lo sviluppo in serie di Fourier, di cui sopra, varrà bene anche per esse; e poi pare che il moto dell’Universo non dipenda direttamente da esse, così come i pionieri della chimica-fisica non presero in considerazione le forze nucleari per descrivere il comportamento dei gas e della materia. Qualcuno ci ricorda che la forza elettrica può essere anche repulsiva, mentre quella gravitazionale no. SBAGLIATO! Anche quella gravitazionale può essere repulsiva! E’ solo che l’Universo è un pachiderma che non ci fa vedere quello che vogliamo noi in qualsiasi momento, ma si muove coi suoi tempi. Oggi si sta ricontraendo (e la forza di gravità attrattiva è la dimostrazione inequivocabile di ciò), ma tantissimo tempo fa, quando si espandeva, la materia, evidentemente, mostrava repulsione reciproca. Ed anche il fatto che il protone (nucleo) è più massivo dell’elettrone (corteccia esterna) è la testimonianza del fatto che, anche nel piccolo degli atomi costituenti, si incontra più massa muovendosi da fuori verso dentro… Siamo in contrazione!<br /><br />In altre parole: perché il protone è più massivo dell’elettrone? Perche l’Universo che li contiene sta collassando!<br /><br />Ma poi, è la stessa scienza prevalente che, inconsciamente, ci incoraggia a pensare tutto ciò; infatti, ci dicono che l’Universo sta accelerando (supernove di tipo Ia). Ma se si espandesse, allora, per inerzia, dovrebbe farlo rallentando, non accelerando… La loro scelta è stata quella di inventarsi l’energia oscura, per giustificare tale enorme incongruenza, così procurandosi anche una mole di lavoro per cercarla, tale fantomatica energia oscura. Io, invece, sottraggo loro tale lavoro, guardando l’Universo per quello che è e per come esso, con sincerità, si mostra. Ed i fantasmi indimostrabili, come l’introvata materia oscura, l’introvata energia oscura, il defunto etere cosmico, gli imbarazzanti neutrini tachionici più veloci della luce ecc, li lascio a loro. Insomma, se la materia mostra attrazione reciproca in forma di gravità, allora siamo in un Universo armonico oscillante in fase di contrazione, che si sta contraendo tutto verso un punto comune che è il centro di massa di tutto l’Universo. Infatti, l’accelerare verso il centro di massa ed il mostrare proprietà attrattive gravitazionali sono due facce della stessa medaglia. Inoltre, tutta la materia intorno a noi mostra di voler collassare: se ho una penna in mano e la lascio, essa cade, dimostrandomi che vuole collassare; poi, la Luna vuole collassare nella Terra, la Terra vuole collassare nel Sole, il Sole nel centro della Via Lattea, la Via Lattea nel centro del suo ammasso e così via, e, dunque, anche tutto l’Universo collassa. No?<br /><br />Ma allora come si spiegherebbe che vediamo la materia lontana, intorno a noi, allontanarsi e non avvicinarsi? Beh, facile: se tre paracadutisti si lanciano in successione da una certa quota, tutti e tre stanno cadendo verso il centro della Terra, dove poi idealmente si incontreranno, ma il secondo paracadutista, cioè quello che sta in mezzo, se guarda in avanti, vede il primo che si allontana da lui, in quanto ha una velocità maggiore, poiché si è buttato prima, mentre se guarda indietro verso il terzo, vede anche questi allontanarsi, in quanto il secondo, che sta facendo tali rilevamenti,  si è lanciato prima del terzo, e dunque ha una velocità maggiore e si allontana dunque pure da lui. Allora, pur convergendo tutti, in accelerazione, verso un punto comune, si vedono tutti allontanarsi reciprocamente.  Hubble era un po’ come il secondo paracadutista che fa qui i rilevamenti. Solo che non si accorse dell’esistenza della accelerazione di contrazione come background. Ricordo poi, per l’ennesima volta, che recenti misurazioni su supernove lontane Ia, utilizzate come candele standard, hanno dimostrato che l’Universo sta effettivamente accelerando, fatto questo che è contro la teoria della nostra presunta attuale espansione post Big Bang, in quanto, dopo che l’effetto di una esplosione è cessato, le schegge proiettate si propagano, sì, in espansione, ma devono farlo ovviamente rallentando, non accelerando. A tale scenario, ogni tanto oppongono l’obiezione secondo cui per due paracadutisti perfettamente paralleli, ossia uno di fianco all’altro, l’allontanamento non ci sarebbe. Beh, questa è una situazione limite che è la classica eccezione che conferma la regola. Nella Legge di Hubble per l’Universo in espansione, invece, le eccezioni manco si contano. <br /><br /><div class='indent'><strong class='bbcode bold'>Continua a leggere sull’articolo completo, cliccando qui: </strong> http://www.altrogiornale.org/download.php?view.41</div><br /><br /><br />]]></content:encoded>
<category domain='http://altrogiornale.org/news.php?cat.8'>Messaggi</category>
<dc:creator>Richard</dc:creator>
<pubDate>Fri, 15 Mar 2013 17:25:50 +0100</pubDate>
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<item>
<title>RELATIVITA RISTRETTA: UNA TEORIA CHE NON ANDAVA CHIAMATA TEORIA</title>
<link>http://altrogiornale.org/news.php?item.8341.8</link>
<description><![CDATA[<div style='text-align:center'><img src="http://www.altrogiornale.org/images/newspost_images/relrist.jpg"style="border: 10px solid #FFFCE6; alt="Il Giornale Online"/></div><br /><br /><strong class='bbcode bold'>di Leonardo Rubino</strong><br /><br />E' arcinoto che la Relatività Ristretta (o Speciale) è conosciuta come teoria. Bene, questo è un classico esempio di scarsa consapevolezza di ciò che si ha tra le mani, da parte della scienza ufficiale, o scienza del sistema, che dir si voglia. Ciò è emerso oggi, più che mai, dopo la recente ed imbarazzante vicenda dei neutrini tachionici, o superluminali, che dir si voglia, tra CERN ed OPERA. Imbarazzante non per gli sperimentali che hanno condotto gli esperimenti, ma per i tanti (e, spesso, arcinoti) teorici che hanno accolto e plaudito, senza respingere subito la bizzarra notizia, come io ho invece fatto su tutti i blogs ecc. http://rinabrundu.files.wordpress.com/2012/11/anything-but-superluminal-neutrinos-and-divine-bosons-by-leonardo-rubino.pdf<br /><br />Perchè, dunque, la Teoria della Relatività Ristretta non è una teoria (come voluto dalla scienza ufficiale), ma bensì è una certezza? Semplice; lo spiego con un esempio: se io oggi trovo una scatolina di tessere di un puzzle e poi, tra dieci anni, trovo un'altra scatolina di tessere, sempre di puzzle, con colori e forme simili a quelli della prima scatolina e poi metto tutte le tessere, di entrambe le scatoline, insieme, in una scatola più grande e poi trovo un foglio di istruzioni che mi illustra una regola che mi permette di incastrare tutte queste tessere in modo perfetto, a formare un rettangolo perfetto che mi rappresenta la Torre di Pisa (magari con sopra Galileo Galilei), allora, vorrei sapere io, chi è quello stravagante che si sogna di dire che la regola illustrata che mi ha permesso di montare perfettamente il tutto è una "teoria"? La Torre di Pisa con su Galilei ed in un rettangolo perfetto non è venuta fuori "teoricamente", ma bensì praticamente! Ma di che teoria stanno parlando? Quella regola è una "certezza", giusta. Non una teoria!<br /><br />Veniamo ora alla Relatività Ristretta, detta molto impropriamente Teoria.<br /><br />Ormai qualche secolo fa vennero scoperte le leggi dell'elettricità e dell'attrazione tra cariche elettriche (prima scatolina di tessere); e, sempre un bel paio di secoli fa vennero scoperte le leggi del magnetismo e dell'attrazione tra fili elettrici che, percorsi da corrente, generavano appunto campi magnetici (seconda scatolina di tessere). Le due scatoline sono imparentate (i campi magnetici sappiamo produrli mettendo in movimento le cariche elettriche, e le correnti elettriche, tramite i campi magnetici da esse prodotti, possono caricare elettricamente dei condensatori elettrici appunto, ecc…). E non si dimentichi che i campi elettrici e magnetici sono, come dire, abbracciati insieme nelle onde elettromagnetiche, ossia nella luce. Poi, un bel centinaio d'anni fa e più, viene proposto un foglio di istruzioni con su una regola: la Relatività Ristretta, fondata sul principio della velocità limite della luce “c” e, dunque, sulle Trasformazioni di Lorentz (1904 - nate prima della Relatività ed in un contesto tutto elettromagnetico).<br />E questo “foglio d’istruzioni” fa scaturire perfettamente il campo magnetico come effetto “elettrico”  relativistico, derivante dal principio della velocità limite della luce c. E tutto ciò vi sembra una coincidenza? Una teoria? Un qualcosa di valido e vero solo teoricamente? Ma è come se trovo una mappa che mi predice e mi fa scoprire mille tesori (oro, platino, diamanti e rubini) sotterrati ed io poi dico che quella mappa conteneva istruzioni di valore teorico. Alla faccia. Ma tutti i tesori li hai trovati esattamente dove la mappa diceva. E li hai trovati praticamente, non teoricamente. Ma dai. Ma basta far approdare negli atenei i figli di papà, che studiano a memoria i teoremi astratti dell’analisi matematica, quando poi non ricordano neanche la formula risolutiva delle equazioni di secondo grado. E poi non sanno distinguere un fatto di valore oggettivo da uno di valore teorico, plaudendo poi (come tanti teorici hanno fatto) alla notizia dei neutrini più veloci della luce, quando, poi, se solo si fossero resi minimamente conto di ciò che l’indiscutibile elettromagnetismo è e di ciò che la Relatività Speciale è, avrebbero taciuto, evitando così di rinnegare l’elettromagnetismo che faceva funzionare perfettamente il loro microfono, mentre ci rendevano edotti dei loro plausi da scuola media inferiore.<br /><br />Diverso, invece, è il discorso sulla Relatività Generale. Quella sì che è una teoria. Anzi, un modello interpretativo che, a mio avviso, funziona qua e là, ma non esprime l’essenza vera delle cose. Per me la spiegazione della gravità e dell’elettricità ha un fondamento statistico. La gravità non è prettamente e solamente una curvatura dello spazio-tempo, né la repulsione elettrica è un fenomeno imputabile alla torsione (e non più, dunque, solo curvatura) dello spazio-tempo, come dettato in teorie dei campi unitari. Le particelle elettriche si riattraggono e, conseguentemente, le grandi masse di materia si attraggono pure, gravitazionalmente, in quanto, sulla base del Principio di Indeterminazione di Heisenberg, tutto ciò che è comparso deve poi, inesorabilmente scomparire, ossia riattrarsi ed annichilirsi. E’ ciò che due particelle<br />elettriche speculari fanno in piccolissime frazioni di secondo, così come, invece, guarda caso, la massa gravitazionale dell’Universo farà, collassando a mo’ di Big Crunch, realizzando così una vera e propria annichilazione gravitazionale. Ma basta così…Chi è in grado di capire ha capito! Si veda, a tal proposito, il seguente link, a pagina 27: http://www.fisicamente.net/FISICA_2/UNIVERSO_TRE_NUMERI.pdf<br /><br /><strong class='bbcode bold'>Scarica il documento intero:</strong> http://www.altrogiornale.org/request.php?40<br />Altri scritti di Leonardo Rubino: http://www.altrogiornale.org/download.php?list.21<br />]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div style='text-align:center'><img src="http://www.altrogiornale.org/images/newspost_images/relrist.jpg"style="border: 10px solid #FFFCE6; alt="Il Giornale Online"/></div><br /><br /><strong class='bbcode bold'>di Leonardo Rubino</strong><br /><br />E' arcinoto che la Relatività Ristretta (o Speciale) è conosciuta come teoria. Bene, questo è un classico esempio di scarsa consapevolezza di ciò che si ha tra le mani, da parte della scienza ufficiale, o scienza del sistema, che dir si voglia. Ciò è emerso oggi, più che mai, dopo la recente ed imbarazzante vicenda dei neutrini tachionici, o superluminali, che dir si voglia, tra CERN ed OPERA. Imbarazzante non per gli sperimentali che hanno condotto gli esperimenti, ma per i tanti (e, spesso, arcinoti) teorici che hanno accolto e plaudito, senza respingere subito la bizzarra notizia, come io ho invece fatto su tutti i blogs ecc. http://rinabrundu.files.wordpress.com/2012/11/anything-but-superluminal-neutrinos-and-divine-bosons-by-leonardo-rubino.pdf<br /><br />Perchè, dunque, la Teoria della Relatività Ristretta non è una teoria (come voluto dalla scienza ufficiale), ma bensì è una certezza? Semplice; lo spiego con un esempio: se io oggi trovo una scatolina di tessere di un puzzle e poi, tra dieci anni, trovo un'altra scatolina di tessere, sempre di puzzle, con colori e forme simili a quelli della prima scatolina e poi metto tutte le tessere, di entrambe le scatoline, insieme, in una scatola più grande e poi trovo un foglio di istruzioni che mi illustra una regola che mi permette di incastrare tutte queste tessere in modo perfetto, a formare un rettangolo perfetto che mi rappresenta la Torre di Pisa (magari con sopra Galileo Galilei), allora, vorrei sapere io, chi è quello stravagante che si sogna di dire che la regola illustrata che mi ha permesso di montare perfettamente il tutto è una "teoria"? La Torre di Pisa con su Galilei ed in un rettangolo perfetto non è venuta fuori "teoricamente", ma bensì praticamente! Ma di che teoria stanno parlando? Quella regola è una "certezza", giusta. Non una teoria!<br /><br />Veniamo ora alla Relatività Ristretta, detta molto impropriamente Teoria.<br /><br />Ormai qualche secolo fa vennero scoperte le leggi dell'elettricità e dell'attrazione tra cariche elettriche (prima scatolina di tessere); e, sempre un bel paio di secoli fa vennero scoperte le leggi del magnetismo e dell'attrazione tra fili elettrici che, percorsi da corrente, generavano appunto campi magnetici (seconda scatolina di tessere). Le due scatoline sono imparentate (i campi magnetici sappiamo produrli mettendo in movimento le cariche elettriche, e le correnti elettriche, tramite i campi magnetici da esse prodotti, possono caricare elettricamente dei condensatori elettrici appunto, ecc…). E non si dimentichi che i campi elettrici e magnetici sono, come dire, abbracciati insieme nelle onde elettromagnetiche, ossia nella luce. Poi, un bel centinaio d'anni fa e più, viene proposto un foglio di istruzioni con su una regola: la Relatività Ristretta, fondata sul principio della velocità limite della luce “c” e, dunque, sulle Trasformazioni di Lorentz (1904 - nate prima della Relatività ed in un contesto tutto elettromagnetico).<br />E questo “foglio d’istruzioni” fa scaturire perfettamente il campo magnetico come effetto “elettrico”  relativistico, derivante dal principio della velocità limite della luce c. E tutto ciò vi sembra una coincidenza? Una teoria? Un qualcosa di valido e vero solo teoricamente? Ma è come se trovo una mappa che mi predice e mi fa scoprire mille tesori (oro, platino, diamanti e rubini) sotterrati ed io poi dico che quella mappa conteneva istruzioni di valore teorico. Alla faccia. Ma tutti i tesori li hai trovati esattamente dove la mappa diceva. E li hai trovati praticamente, non teoricamente. Ma dai. Ma basta far approdare negli atenei i figli di papà, che studiano a memoria i teoremi astratti dell’analisi matematica, quando poi non ricordano neanche la formula risolutiva delle equazioni di secondo grado. E poi non sanno distinguere un fatto di valore oggettivo da uno di valore teorico, plaudendo poi (come tanti teorici hanno fatto) alla notizia dei neutrini più veloci della luce, quando, poi, se solo si fossero resi minimamente conto di ciò che l’indiscutibile elettromagnetismo è e di ciò che la Relatività Speciale è, avrebbero taciuto, evitando così di rinnegare l’elettromagnetismo che faceva funzionare perfettamente il loro microfono, mentre ci rendevano edotti dei loro plausi da scuola media inferiore.<br /><br />Diverso, invece, è il discorso sulla Relatività Generale. Quella sì che è una teoria. Anzi, un modello interpretativo che, a mio avviso, funziona qua e là, ma non esprime l’essenza vera delle cose. Per me la spiegazione della gravità e dell’elettricità ha un fondamento statistico. La gravità non è prettamente e solamente una curvatura dello spazio-tempo, né la repulsione elettrica è un fenomeno imputabile alla torsione (e non più, dunque, solo curvatura) dello spazio-tempo, come dettato in teorie dei campi unitari. Le particelle elettriche si riattraggono e, conseguentemente, le grandi masse di materia si attraggono pure, gravitazionalmente, in quanto, sulla base del Principio di Indeterminazione di Heisenberg, tutto ciò che è comparso deve poi, inesorabilmente scomparire, ossia riattrarsi ed annichilirsi. E’ ciò che due particelle<br />elettriche speculari fanno in piccolissime frazioni di secondo, così come, invece, guarda caso, la massa gravitazionale dell’Universo farà, collassando a mo’ di Big Crunch, realizzando così una vera e propria annichilazione gravitazionale. Ma basta così…Chi è in grado di capire ha capito! Si veda, a tal proposito, il seguente link, a pagina 27: http://www.fisicamente.net/FISICA_2/UNIVERSO_TRE_NUMERI.pdf<br /><br /><strong class='bbcode bold'>Scarica il documento intero:</strong> http://www.altrogiornale.org/request.php?40<br />Altri scritti di Leonardo Rubino: http://www.altrogiornale.org/download.php?list.21<br />]]></content:encoded>
<category domain='http://altrogiornale.org/news.php?cat.8'>Messaggi</category>
<dc:creator>Richard</dc:creator>
<pubDate>Sun, 03 Feb 2013 18:24:51 +0100</pubDate>
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<item>
<title>La ricerca Ufologica che non si ferma</title>
<link>http://altrogiornale.org/news.php?item.8332.8</link>
<description><![CDATA[<div style='text-align:center'><img src="http://www.altrogiornale.org/images/newspost_images/galassia.jpg" style="border: 10px solid #FFFCE6; alt="Il Giornale Online"/></div><br /><br />Il caro amico Umberto Telarico nel suo meraviglioso articolo, di qualche giorno fa, ha evidenziato i reali problemi nell’ambito della ricerca ufologica. Pur concordando con Lui devo costatare che qualche cosa si muove ed io sono certo che un “risveglio” avverrà anche in quest’ambito. Chiaramente c’è sempre più una evidente copertura studiata a tavolino da particolari “poteri  forti” per cercare di alterare l'informazione relativa alla “vita aliena” su altri pianeti o, come dice l’amico Pabo Ayo, all’interno del nostro stesso pianeta e addirittura in universi paralleli.<br /><br />Al fianco di casi reali ufologici sono continuamente portate alla ribalta false notizie con lo scopo di screditare tutta la ricerca ufologica, lo si capisce chiaramente ogni volta che in rete si parla di un nuovo caso, di una nuova immagine… di un ultimo filmato. Ormai molte persone sono diventate talmente diffidenti che approcciano le news con un’aria di diffidenza, ossia a livello di coscienza esiste già un giudizio negativo. Il  vero ricercatore, quello “serio”,  si ritrova a dover scrivere articoli con una chiara sensazione di disagio, cosciente del cover-up in atto si aspetta già i soliti commenti (e-mail, articoli da altri blog) pronti a screditare qualsiasi tesi, supposizione o  studio.<br />In questo modo diventa difficile offrire un proprio parere, fornire una propria tesi e se diventa difficile parlare di ufologia pur avendo in mano prove certe, figuriamoci la dove viene pubblicato lo studio di un caso in corso col solo desiderio di informare e ricevere successivi dettagli, controprove o quant’altro utile allo studio del caso.<br /><br />Fake. Fake.<br /><br />Questa parola ormai è utilizzata con troppa superficialità, senza argomentarla con prove, analisi accurate o altro. Il giorno 27/01/2013 Altrogiornale.org al convegno nazionale de “L’Era del Contatto” è stato presentato al pubblico come Testata Giornalistica Ufficiale; per l’occasione noi dello Staff abbiamo realizzato varie interviste complice la massima disponibilità di tutti gli ospiti (Maurizio Baiata, Gaetana Bonasera, Marina Tonini, Pablo Ayo, Mauro Biglino e Antonio Chiumiento) ma soprattutto abbiamo costatato che la ricerca va avanti e non manca assolutamente la voglia di condividere, di informare, di portare alla luce alcune verità scomode. Abbiamo assistito ad una giornata veramente “piena”, dove le tematiche trattate dai vari relatori erano tutte in “contatto” tra di loro, dallo studio della psiche umana alla spiritualità intesa come amore in noi stessi, fonte di energia inesauribile, dallo studio di eventi UFO millenari alla realtà ufologica attuale, passando dall’odierno caso de “La Creatura di Mortegliano” a casi vecchi quanto la Bibbia.<br /><br />Solo in Italia ci sono milioni di persone certe di essere state in contatto con esseri non umani ma che spaventate, per paura di essere additate come quel fake cui nessuno mai potrà credere, scelgono di reprimere la loro verità. Queste anime in pena, se non aiutate, finiscono col distaccarsi totalmente dalla società attuale, soffrendo. L’Era del Contatto è stato un prato verde fra tanti campi bruciati, dove poter riposare, prendere una boccata d’aria, forza… coraggio. <br /><br /><div style='text-align:right'>Pasquale Galasso </div><br />]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div style='text-align:center'><img src="http://www.altrogiornale.org/images/newspost_images/galassia.jpg" style="border: 10px solid #FFFCE6; alt="Il Giornale Online"/></div><br /><br />Il caro amico Umberto Telarico nel suo meraviglioso articolo, di qualche giorno fa, ha evidenziato i reali problemi nell’ambito della ricerca ufologica. Pur concordando con Lui devo costatare che qualche cosa si muove ed io sono certo che un “risveglio” avverrà anche in quest’ambito. Chiaramente c’è sempre più una evidente copertura studiata a tavolino da particolari “poteri  forti” per cercare di alterare l'informazione relativa alla “vita aliena” su altri pianeti o, come dice l’amico Pabo Ayo, all’interno del nostro stesso pianeta e addirittura in universi paralleli.<br /><br />Al fianco di casi reali ufologici sono continuamente portate alla ribalta false notizie con lo scopo di screditare tutta la ricerca ufologica, lo si capisce chiaramente ogni volta che in rete si parla di un nuovo caso, di una nuova immagine… di un ultimo filmato. Ormai molte persone sono diventate talmente diffidenti che approcciano le news con un’aria di diffidenza, ossia a livello di coscienza esiste già un giudizio negativo. Il  vero ricercatore, quello “serio”,  si ritrova a dover scrivere articoli con una chiara sensazione di disagio, cosciente del cover-up in atto si aspetta già i soliti commenti (e-mail, articoli da altri blog) pronti a screditare qualsiasi tesi, supposizione o  studio.<br />In questo modo diventa difficile offrire un proprio parere, fornire una propria tesi e se diventa difficile parlare di ufologia pur avendo in mano prove certe, figuriamoci la dove viene pubblicato lo studio di un caso in corso col solo desiderio di informare e ricevere successivi dettagli, controprove o quant’altro utile allo studio del caso.<br /><br />Fake. Fake.<br /><br />Questa parola ormai è utilizzata con troppa superficialità, senza argomentarla con prove, analisi accurate o altro. Il giorno 27/01/2013 Altrogiornale.org al convegno nazionale de “L’Era del Contatto” è stato presentato al pubblico come Testata Giornalistica Ufficiale; per l’occasione noi dello Staff abbiamo realizzato varie interviste complice la massima disponibilità di tutti gli ospiti (Maurizio Baiata, Gaetana Bonasera, Marina Tonini, Pablo Ayo, Mauro Biglino e Antonio Chiumiento) ma soprattutto abbiamo costatato che la ricerca va avanti e non manca assolutamente la voglia di condividere, di informare, di portare alla luce alcune verità scomode. Abbiamo assistito ad una giornata veramente “piena”, dove le tematiche trattate dai vari relatori erano tutte in “contatto” tra di loro, dallo studio della psiche umana alla spiritualità intesa come amore in noi stessi, fonte di energia inesauribile, dallo studio di eventi UFO millenari alla realtà ufologica attuale, passando dall’odierno caso de “La Creatura di Mortegliano” a casi vecchi quanto la Bibbia.<br /><br />Solo in Italia ci sono milioni di persone certe di essere state in contatto con esseri non umani ma che spaventate, per paura di essere additate come quel fake cui nessuno mai potrà credere, scelgono di reprimere la loro verità. Queste anime in pena, se non aiutate, finiscono col distaccarsi totalmente dalla società attuale, soffrendo. L’Era del Contatto è stato un prato verde fra tanti campi bruciati, dove poter riposare, prendere una boccata d’aria, forza… coraggio. <br /><br /><div style='text-align:right'>Pasquale Galasso </div><br />]]></content:encoded>
<category domain='http://altrogiornale.org/news.php?cat.8'>Messaggi</category>
<dc:creator>pasgal</dc:creator>
<pubDate>Wed, 30 Jan 2013 16:59:52 +0100</pubDate>
<guid isPermaLink="true">http://altrogiornale.org/news.php?item.8332.8</guid>
</item>

<item>
<title>Dimostrazione che l'atomo è a risonanza energetica e non a particelle. (e generazione di "free energy")</title>
<link>http://altrogiornale.org/news.php?item.8326.8</link>
<description><![CDATA[<img src="http://www.altrogiornale.org/images/newspost_images/atomshadow.jpg"style="border: 10px solid #FFFCE6; float: left" alt="Il Giornale Online"/><strong class='bbcode bold'>di Ben Boux</strong><br /><br />Cari lettori, di seguito vi presento due esperimenti che ho fatto in passato, attraverso i quali ho potuto ridefinire la struttura ed il comportamento dell'atomo. Naturalmente con l'aiuto degli scritti di W.Russel e dei Phoenix Journals. Valutare questi due esperimenti richiede un minimo di conoscenza dell'elettronica, non da scienziati, quelli sono presi dalla loro caccia alla conoscenza mediante giganteschi ed estremamente costosi apparati, ma da semplici studenti al primo anno della scuola di elettrotecnica o elettronica. Gli esperimenti da me fatti sono molto semplici, è sufficiente un piccolo banco di lavoro e qualche strumento da laboratorio, sono riproducibili, la loro presentazione non richiede nessuna equazione matematica. E, sopra tutto, la dimostrazione non richiede né formule né conoscenze superiori a quelle necessarie per osservare e comprendere dei semplici diagrammi. Alla fine potrete verificare come sia possibile ricavare energia direttamente dall'atomo, senza passare attraverso la combustione chimica o atomica e con dei procedimenti che sono sotto gli occhi di tutti, dai tecnici in su. Salvo che per i grandi scienziati perché sono resi ciechi dalla loro presunta superiorità e dalla loro appartenenza alla casta della scienza.<br /><br />Si tratta di cosa succede usando dapprima n.1 condensatore e poi n.1 induttanza.<br />E, "en passant" si svela anche il mistero della anomalia di Lorentz. Anzi è da lì che ho cominciato e formulato il secondo esperimento.<br /><br />Cominciamo a descrivere gli esperimenti, prima quello col condensatore, poi quello con l'induttanza.<br /><br /><strong class='bbcode bold'>Esperimento con il condensatore<br /><br />Esaminando la figura 1, che rappresenta un semplicissimo esperimento che usa un condensatore, vediamo i seguenti componenti:</strong><br /><br />DC:  un generatore di corrente continua a media tensione di 200 volt.<br />R1:  una resistenza di alto valore tipo 100.000 ohm.<br />R2:  una resistenza di basso valore non induttiva di 1 ohm.<br />C1:  un piccolo condensatore di 1 nano farad.<br />S:  un interruttore, costruito con un F.E.T. pilotato da un oscillatore ad impulsi.<br />I:  un misuratore di corrente.<br />V:  un misuratore di tensione.<br /><br />In realtà è sufficiente misurare la tensione, perché, conoscendo la resistenza, mediante la legge di Ohm, si avrà la corrente e la potenza. La misura è facile da ottenere applicando sul capo caldo di R2 la sonda di un oscilloscopio sincronizzato con gli impulsi che pilotano S.<br /><br /><div style='text-align:center'><img src="http://www.altrogiornale.org/images/newspost_images/figura_1.gif"style="border: 10px solid #FFFCE6; alt="Il Giornale Online"/></div><br />L'interruttore S viene chiuso per un breve periodo rispetto il tempo del ciclo, durante il quale ciclo il condensatore C1 si carica sino alla tensione nominale mediante la piccola corrente rilasciata mediante R1. Durante la  chiusura di S1 la corrente accumulata in C1 si scarica su R2 e, salvo le perdite di commutazione del F.E.T. usato come interruttore, sul carico, che è R2, si manifesta un impulso di corrente elettrica con la tensione di circa 1 volt, che corrisponde a 1 watt di picco (I x V , 1). Ora sostituiamo l'interruttore S1 con uno scaricatore a gas a bassa tensione, diciamo attorno ai 50 volt e vediamo la figura 2.<br /><br /><div style='text-align:center'><img src="http://www.altrogiornale.org/images/newspost_images/figura_2.gif"style="border: 10px solid #FFFCE6; alt="Il Giornale Online"/></div><br /><br />In questo caso non pilotiamo l'interruttore S2 dall'esterno, in quanto è esso stesso a scaricare il condensatore quando raggiunge una certa tensione, producendo di conseguenza una oscillazione così detta "a dente di sega". Ora osserviamo la tensione che si manifesta sul carico, R2. Possiamo vedere che l'impulso di tensione è ora di 30 volt. <strong class='bbcode bold'>30 Volt!</strong> Che vogliono dire <strong class='bbcode bold'>900 watt</strong> di picco (I x V2). Dato che la sostituzione di S1 con S2 è l'unica variante che abbiamo fatto, significa che è S2 a cambiare la resa del circuito. Cioè S2 viene a generare una potenza enorme che non proviene dal generatore, in quanto questo fornisce una potenza di 0,4 Watt medi. Non rimane che accettare che è la scarica dello scaricatore a fornire questa potenza, <strong class='bbcode bold'>cioè la scintilla, perché se togliamo il condensatore C1 la potenza praticamente non cambia.</strong><br /><br /><strong class='bbcode bold'>Esperimento con l'induttanza</strong><br /><br />Esaminiamo dapprima il circuito in figura 3, che rappresenta la schematizzazione dell'anomalia di Lorentz.<br /><br /><div style='text-align:center'><img src="http://www.altrogiornale.org/images/newspost_images/figura_3.gif"style="border: 10px solid #FFFCE6; alt="Il Giornale Online"/></div><br /><br />Cosa è, intanto, questa anomalia? Sotto certe condizioni la potenza che si estrae da una induttanza dopo che è stata caricata è superiore a quella immessa, Quindi c'è una generazione di energia. Tra le circostanze note c'è il relè. Questo dispositivo consiste in un avvolgimento su un nucleo di ferro che possiede un circuito magnetico in cui è presente un ancorino mobile. Questo ancorino mobile determina il movimento di un pacco lamellare che apre o chiude un circuito elettrico esterno.<br /><br />Se si esamina cosa accade si nota che in un primo momento la potenza immessa nella bobina (avvolgimento di filo conduttore attorno al nucleo) sale con una pendenza causata della componente induttiva della corrente. Poi la bobina diventa soltanto resistiva quando il nucleo si è saturato al tempo (t1). Ciò che avviene dopo il tempo  (t1) è pura dissipazione resistiva. Quando cessa l'alimentazione della bobina al tempo  (t2), questa, se si applica un carico, genera una potenza in risposta che è maggiore di quella spesa per caricare l'induttanza. Questa potenza è generalmente cortocircuitata da un diodo che la redirige verso il generatore, non ha quindi nessun utilità o impiego pratico ed il fenomeno viene per lo più trascurato.<br /><br />Io, tuttavia, ho studiato un modo diverso per far manifestare questo fenomeno, osservando che l'unica cosa che differenzia un relè, salvo naturalmente il pacco lamellare, da una comune induttanza è il fatto che c'è un ancorino mobile. E che quindi questo fa variare la permeabilità di questa induttanza, variandone il così detto traferro. Ho immaginato quindi che una circostanza simile possa essere far lavorare una induttanza nella zona curva del diagramma vicina alla saturazione del nucleo, dove quindi, la permeabilità varia sotto la variazione di un flusso che tenda alla saturazione, come si può vedere nelle figura 6, più sotto, tra le posizioni (f1) e (f2).<br /><br />Il semplice esperimento è configurato nelle figura 4, dove vediamo i seguenti componenti:<br /><br />DC: generatore di corrente continua bassa tensione di 12 volt.<br />W1: misuratore di potenza  prelevata al generatore.<br />W2: misuratore di potenza restituita verso il carico.<br />L: induttanza.<br />R: resistenza di carico.<br />S: commutatore, realizzato con un circuito formato da un F.E.T. pilotato da un generatore ad onda quadra con tempi di on off uguali ed un diodo.<br /><br /><div style='text-align:center'><img src="http://www.altrogiornale.org/images/newspost_images/figura_4.gif"style="border: 10px solid #FFFCE6; alt="Il Giornale Online"/></div><br /><br />Eseguendo il ciclo di carica e scarica in modo continuo e non considerando le perdite che introducono il F.E.T. ed il diodo, perché molto basse e comunque non rilevanti ai fini della riuscita dell'esperimento, vediamo che la potenza prelevata dal generatore DC è uguale a quella dissipata dal carico R. Per le note leggi del comportamento delle induttanze se i tempi di carica e di scarica sono diversi si ha una trasformazione corrispondente del rapporto di tensione e corrente. Ma questo esula dal nostro esperimento ed è irrilevante.<br /><br />Ora osserviamo la figura seguente, la 5.<br /><br /><div style='text-align:center'><img src="http://www.altrogiornale.org/images/newspost_images/figura_5.gif"style="border: 10px solid #FFFCE6; alt="Il Giornale Online"/></div><br /><br />Qui vediamo che nella bobina della induttanza L è stato aggiunto un secondo avvolgimento, isolato dal primo, ma sovrapposto ad esso, in modo da influire sullo stesso nucleo. Poi è stata aggiunta un'altra induttanza L2 che ha lo scopo di rendere trasparente il secondo avvolgimento, cioè di disaccoppiare il secondo generatore di corrente continua DC2. E' stato aggiunto il secondo generatore di corrente continua DC2 per iniettare un flusso di amperspire nel nucleo della induttanza L. Questo secondo generatore influisce sul nucleo dell'induttanza, portandolo a lavorare ad una densità di flusso magnetico regolata dalla corrente continua immessa.<br /><br />Ora vediamo cosa accade, secondo il diagramma in figura 6.<br /><br /><div style='text-align:center'><img src="http://www.altrogiornale.org/images/newspost_images/figura_6.gif"style="border: 10px solid #FFFCE6; alt="Il Giornale Online"/></div><br /><br />Al variare della corrente indotta nel nucleo dell'induttanza, mediante la variazione della tensione del generatore DC2, la potenza in uscita definita con (I x V) rimane stabile, come ci si può aspettare, ma oltre un certo valore di flusso (I x spire )comincia a salire sino a raggiungere un massimo per poi ridiscendere sino ad azzerarsi.<br /><br />Questo avviene quando il flusso si trova nella zona tra (f1) ed (f2).<br /><br /><strong class='bbcode bold'>La potenza restituita sale, nell'esperimento, a 2,5 volte la potenza spesa, una resa del 250%, una potenza gratuita del 150%!</strong><br /><br />Facciamo quindi una analisi di cosa succede in questi due esperimenti e vediamo di giustificare questa generazione di energia. La scienza ufficiale di oggi non è in grado di fornire una risposta, ma nemmeno di tentare di ottenerla, una risposta. La prigione che costringe a considerare i vecchi modelli di comportamento dell'atomo impedisce di nemmeno scorgere da lontano una spiegazione. E' anche chiaro che una risposta permette di superare la barriera che ci impedisce di ottenere l'energia direttamente dall'atomo, in forma non solo pulita, ma illimitata e di costo zero, una volta costruiti i congegni che la ricavano.<br /><br /><strong class='bbcode bold'>Dimostrazione</strong><br /><br />Per fare la dimostrazione che ci siamo prefissati, lo faremo per esclusione. Cioè, visto che con il tradizionale modello dell'atomo a particelle nessuno è mai riuscito a giustificare l'anomalia di Lorentz, allora io proverò a farlo utilizzando il modello a carica risonante. Se  otteniamo la corretta giustificazione, dimostriamo la correttezza del modello. Nell'appendice 1 è descritto velocemente il modello di atomo risonante, mentre nelle appendici 2, 3 e 4 sono descritti i funzionamenti, secondo questo modello, della corrente elettrica, del condensatore e della induttanza.<br /><br />Cominciamo dall'esame dell'esperimento con l'induttanza.<br /><br />Cosa succede, quindi, se la permeabilità, cioè la capacità di concentrare le linee di flusso elettrico (ex magnetico), cambia in modo indipendente durante il processo descritto sopra? Durante la carica semplicemente viene a cambiare la quantità di corrente elettrica immagazzinabile nel solenoide, ma durante la scarica si verifica un interessante fenomeno.<br /><br />In pratica, se le linee di flusso possibili contenute negli atomi del nucleo di materiale magnetico si riducono, questi libera il campo elettrico immagazzinato che va a riportarsi di nuovo attorno agli atomi del conduttore. Questi vedono modificare l’equilibrio tra la "pressione" causata dalle cariche ancora presenti che si stanno spostando verso il carico ed il supplemento di campo elettrico che viene a formarsi a causa dal rilascio supplementare, causato dalla riduzione della permeabilità e formano quindi una nuova carica elettrica per azzerare lo sbilanciamento.<br /><br />Questa nuova carica viene generata dall’atomo del metallo che compone il solenoide, la bobina, che utilizza una parte dell’ energia del proprio interno per compensare lo sbilanciamento. Ecco quindi che la corrente elettrica, che viene restituita al carico, aumenta, rispetto a quella immessa, a causa del travaso di una parte dell’ energia contenuta all’interno dell’ atomo verso il carico esterno.<br /><br />La vita dell’atomo subirà un leggero accorciamento, nel tempo il conduttore sarà disgregato, ma naturalmente i tempi sono lunghissimi. Quindi: l’effetto Lorentz si manifesta quando, durante il ciclo di scarica di un solenoide, avviene in modo indipendente una riduzione della permeabilità del nucleo, come succede ad esempio in un relè in cui l’ancorino si apre, riducendo quindi le linee di flusso nel nucleo, e come succede nel mio esperimento basato sullo spostamento del punto di lavoro del nucleo magnetico vicino alla saturazione. Ecco che abbiamo ottenuto energia direttamente dall'atomo, senza controindicazioni, energia "pulita". <br /><br /><strong class='bbcode bold'>Ecco che abbiamo dimostrato come sia potuto funzionare l'esperimento descritto sopra e assieme abbiamo dimostrato che questo esperimento sia spiegabile solo se accettiamo il modello di atomo risonante.</strong><br /><br />L'esperimento con il condensatore ci dimostra le stessa cosa. Come è descritto nell'appendice 3 sul condensatore, quando si provoca la rottura del dielettrico, dell'isolante, questa fa fuoriuscire dagli atomi interessati un parte, o tutta, della loro energia, che quindi si trasforma in carica elettrica che va a dissiparsi nel carico. Ricordo qui, a proposito, che, per ciò che riguarda la scintilla, stiamo parlando della scintilla così detta "calda". E' bene fare questa precisazione perché i fulmini, sia quelli naturali che quelli generati in laboratorio, come con il rocchetto di Tesla, non sono scintille, ma traggono origine da un scintilla. Essi sono il percorso che un insieme di cariche elettriche, generate da una scintilla, cercano per trovare un carico che dissipi la loro potenza su cui scaricarsi. La scintilla originale è provocata dalla rottura dell'isolamento del gas dell'aria.<br /><br />I fulmini che si formano nei temporali e, a volte, nelle eruzioni dei vulcani, sono quindi, a tutti gli effetti, una fusione dell'atomo. Per il verificarsi di particolari condizioni dovute ai vortici che si formano dalle particelle sottoposte alle forze del vento o dei gas in eruzione, si manifestano delle cariche elettriche che fanno rompere il dielettrico isolante costituito dagli stessi gas sottoposti al vortice. Quindi questi cedono la loro energia che si manifesta all'istante in "plasma", che è una grande carica elettrica ad alta temperatura (scintilla "calda"). Questa carica si propaga, quindi, verso un  carico, che può essere il suolo, una nube, un masso, un aereo, la stratosfera.<br /><br /><strong class='bbcode bold'>Conclusione</strong><br /><br />La natura ci insegna che la fusione dell'atomo può essere un fenomeno spontaneo e si libera una enorme quantità di energia, mentre noi abbiamo visto che questa tecnica può essere riprodotta in laboratorio molto semplicemente. <br /><br /><strong class='bbcode bold'>E' oggi possibile costruire generatori di energia pulita ed illimitata usando questi approcci, magnetico o dielettrico, perché così agisce la materia. Perché la materia è energia e non la equivale, e se noi riduciamo la forza del guscio che blocca l'energia interna, la possiamo ottenere. Non occorre "rompere" l'atomo, esso possiede un resistenza enorme, occorre far sì che sia l'atomo stesso ad aprirsi per liberare la sua energia interna.</strong><br /><br /><strong class='bbcode bold'><a class='bbcode' href='http://www.lanuovaumanita.net/' >Ben Boux</a></strong><br /><br />Immagine: <em class='bbcode italic'>Cortesia E. W. Streed / Nature</em> <br /><br /><strong class='bbcode bold'>Appendice 1, l'atomo</strong><br /><br /><strong class='bbcode bold'>L'universo è elettrico. </strong>E' composto di un solo componente, a cui sono associate alcune proprietà su più dimensioni, che ne caratterizzano il comportamento. Per parlare in termini esoterici l'universo è composto di Luce, innumerevoli componenti essenziali, e agisce tramite il Verbo, la caratterizzazione delle grandezze efferenti intrinseche. Tutte le manifestazioni della realtà, la materia ed i campi di forze che la accompagnano sono, in pratica, la stessa cosa. E' inutile cercare particelle sempre più piccole e di geometria sempre più misteriosa ed immaginifica. Ciò che si immagina siano parti costituenti la materia è solo ciò che avviene quando la materia stessa è sottoposta a certe sollecitazioni, e non ciò che sia alla base della struttura della materia.<br /><br />E' come se noi prendessimo a martellate una biglia di vetro con striature di colore. Ricaviamo schegge di vetro sempre più fini e colorate quanto più forte diamo i colpi. Non è certo in questo modo che si potrà conoscere la struttura di cosa tiene assieme le componenti della biglia, sapremo solo quanta forza occorre per romperla. La gravità è una aspetto del magnetismo, come è un aspetto di ciò che governa l'equilibrio dell'atomo. E tutti sono un grandezza elettrica. L'universo è un immenso serbatoio di cariche elettriche o componenti essenziali, che presentano nelle loro dimensioni dei valori sempre positivi, diversi da zero, il quale rappresenta lo stato di quiete, di non esistenza. Non esistono valori negativi o materia negativa, cioè speculare, cioè antimateria. <br /><br />La materia è in continua trasformazione. Quando le grandezze che caratterizzano le  dimensioni dei suoi componenti essenziali si azzerano tutte, questo quid si annulla, ma uno nuovo si forma per mantenere l'equilibrio totale. Attenzione, però. Parlare di componenti essenziali non significa parlare di particelle, delle particelle che ipotizza l'attuale modello dell'atomo. Le componenti essenziali sono tutte uguali e non si può parlare di dimensione fisica in senso stretto, o di massa o di energia. Sono di una una natura ineffabile e le proprietà che noi definiamo come dimensioni o energia o altro sono solo il valore delle componenti dimensionali che ne caratterizzano l'esistenza e che sono sempre assoggettabili a delle variazioni.<br /><br />Per dare un'idea, le comunissime dimensioni altezza, larghezza, profondità, sono solo dei vettori che agiscono per comparazione con altri atomi nelle vicinanze, non sono un valore assoluto. Le dimensioni di un atomo o di una parte di materia possono essere variate senza che la natura dell'atomo e della materia cambi. Così come avviene con il calore e il magnetismo, ecc.<br /><br />E, nello stesso tempo, quando l'energia dell'atomo si modifica oltre un certo valore, ed il cui equilibrio con le parti di spazio adiacente cambi, si assiste alla trasformazione delle proprietà di quel certo atomo, che cambia, quindi natura. Trasmuta in un altro elemento, in quanto è il rapporto tra le componenti essenziali  dell'atomo e le componenti essenziali dello spazio a determinare le proprietà di un certo elemento, e non la presenza di svariati tipi di particelle. Come potrebbe un elemento trasformarsi in un altro senza alterare violentemente la struttura interna, rimescolando le particelle, le cui posizioni sono rigide, secondo la scienza ufficiale?<br /><br />Gli atomi hanno una loro vita. Cedono naturalmente una parte della loro energia per la presenza di un estremamente piccolo, tuttavia presente, attrito con lo spazio, ne cedono quantità più consistenti per l'interferenza con altri campi di forza. Quindi tutti gli atomi trasmutano naturalmente sino a dissolversi, quando sono scesi alla consistenza di "raggi". Ma i loro componenti essenziali sono ancora presenti, hanno perso solo l'energia e questa viene ricreata nel continuo ciclo della creazione che rinasce e muore ad ogni istante.<br /><br />Possiamo raffiguraci questo pensando ad un cubetto di ghiaccio gettato in una bacinella d'acqua. Il ghiaccio è acqua, come l'altra, ma è caratterizzato da un certo valore nella "dimensione" temperatura che lo distingue dall'altra acqua e lo rende un corpo differenziato. Il cubetto si muove liberamente sull'acqua, ma ne imprime un'onda, una marcatura, muovendosi, ed infine la temperatura decresce un pò per volta sino allo scioglimento, quando il cubetto ritorna ad essere acqua come quella che lo circonda. Le dimensioni dell'universo sono sei, tre maggiori e tre minori. Questo perché i componenti essenziali sono così dotati. Le tre dimensioni minori sono da noi percepibili come le tre dimensioni fisiche. Le tre dimensioni maggiori non sono da noi percepibili e si diramano in sotto vettori e sono il tempo, l'energia e la "vibrazione".<br /><br />Quando ad un certo numero di componenti essenziali vengono attribuite delle grandezze a questi vettori dimensionali, essi cominciano ad interagire con gli altri componenti. La carica di energia mette in movimento questo "grumo" che comincia a muoversi in tutte le direzioni, essendoci dei valori definiti in quei vettori. Ma incontra la resistenza dei componenti adiacenti, quindi si forma una oscillazione di questo "grumo" tutto attorno ad un centro fittizio, come un vortice. E questa oscillazione è bloccata dallo spazio circostante, che, quindi, confina l'energia in uno spazio ben definito, dando vita all'atomo.<br /><br />Lo spazio inerte è strutturato con le tre dimensioni fisiche uniformi, mentre il "grumo" cambia le proprie direzioni in modo vorticoso, dando origine ad un moto circolare. Le forze di "pressione" reciproche che si vengono a formare tra il moto circolare spiraliforme del "grumo" e lo spazio a struttura cubica, formano le proprietà dell'atomo. Che si differenzia poco con altri di gradiente energetico simile, gli isotopi, ma che muta di caratteristiche in presenza di una trasmutazione. Vediamo quindi che è un rapporto di "pressione" a manifestare le proprietà della materia. Non è la pressione che conosciamo nella struttura fisica del gas, per esempio, ma il concetto è simile.<br /><br />Ebbene è questa "pressione" a dare luogo alla gravità ed al magnetismo, oltre che alla corrente elettrica.<br /><br />Il "grumo" energetico, ruotandosi, o meglio risuonando dentro lo spazio di confinamento, determina una "depressione" nello spazio, perché non occupa più lo spazio che occupava quando era in riposo. Ora sta generando a sua volta una "pressione" contro lo spazio circondante. Di conseguenza questa "depressione" si espande in modo radiale dal centro dell'atomo verso l'esterno. Il magnetismo è una "pressione", ma la sua direzione è ortogonale alla gravità. Ed è anch'esso presente, in maggiore o minore quantità, in modo naturale o imposto da forze esterne, in tutti i tipi di materia, in tutti gli elementi.<br /><br /><strong class='bbcode bold'>Appendice 2, la corrente elettrica</strong><br /><br />Per la corrente elettrica non c'è ancora, oggi come oggi, una spiegazione attendibile. Si parla genericamente di cariche elettriche, ma non si sa cosa siano e come si formino. Si sa come usarle, tutta l'elettrotecnica e l'elettronica usano la corrente elettrica nei modi più svariati. Le grandezze di misura sono la tensione, la corrente e la quantità di elettricità. Questa è una energia potenziale, cioè si manifesta solo nel suo stesso prelievo a mezzo di un "carico". Rimane in attesa e la potenza trasportata dipende dal carico stesso sino a quando il generatore sia in grado di pompare della nuova quantità di carica.<br /><br />La corrente elettrica è un impressione di energia nel mare dei quid che compongono lo spazio. Questo "grumo" somiglia agli stessi atomi, ma è così piccolo da non essere stretto dallo spazio stesso e risuonando attorno sé stesso tende a muoversi nello spazio nella direzione da cui è stato generato. La generazione della carica elettrica avviene sempre da qualche atomo che ha ricevuto un qualche stimolo a cedere una parte della propria energia verso l'esterno, sostituendola magari con altra, per compensare lo sbilanciamento.<br /><br />La carica elettrica, una volta generata, cerca di legarsi agli atomi all'intorno, viene respinta dagli elementi conduttori o viene bloccata dagli elementi isolanti. Nei cristalli semiconduttori avvengono delle interazioni complesse che danno luogo alle proprietà dei componenti elettronici così detti attivi, come i transistor, ecc.<br /><br /><strong class='bbcode bold'>Appendice 3, il condensatore</strong><br /><br />In breve, il comportamento degli elementi isolanti spiega facilmente come funziona il condensatore, il materiale sottoposto alla pressione della corrente la immagazzina all'interno degli atomi, nel fare questo si produce un aumento di "pressione" mantenuta dal guscio. Nel momento che smettiamo di introdurre la corrente entrante, gli atomi liberano la loro pressione restituendo le cariche accumulate sotto forma di corrente elettrica di scarica. <br /><br />Ma se invece continuiamo ad immettere altra corrente, cioè aumentiamo la "pressione", sino al punto che la capacità di contenimento dell’atomo non è più sufficiente, il guscio dell'atomo si indebolisce e quindi la nuova energia accumulata all’ interno e la precedente energia che formava la parte interna dell’atomo fuoriescono e si diffondono all’esterno, provocando una reazione similare negli atomi adiacenti, sino ad esaurimento della "pressione". Questo processo è la scarica attraverso il dielettrico, che avviene se la tensione in ingresso supera l’isolamento. Questa tecnica è alla base del procedimento “charge cluster” che può fornire consistenti quantità di energia, proprio demolendo la barriera di contenimento dell’atomo, con dei procedimenti non invasivi come il bombardamento dell’ atomo ad alta temperatura  che propone la scienza oggi. (La scintilla, in pratica.)<br /><br /><strong class='bbcode bold'>Appendice 4, l’induttanza</strong><br /><br />Gli elementi conduttori in presenza di una carica elettrica reagiscono opponendo alla nuova "pressione" una contro "pressione" che si dispone all’esterno dell’atomo formando un campo elettrico tutto intorno. Questo meccanismo è simmetrico, un atomo conduttore immerso in un campo elettrico reagisce formando una carica elettrica al suo esterno che bilancia la pressione che è stata indotta. Di conseguenza se continuiamo ad immettere cariche elettriche nel conduttore, le cariche nuove spingono le precedenti verso gli atomi contigui, che a loro volta reagiscono con la formazione di nuovo campo elettrico che si va ad aggiungere al precedente. Il campo elettrico generato si espande rimbalzando da un atomo all’altro sino alla fine del conduttore, perciò in un solenoide, od in una placca del condensatore, il campo elettrico si forma attorno tutto il conduttore istantaneamente per ogni singola carica che viene immessa.<br /><br />Se continuiamo ad immettere cariche elettriche veniamo ad occupare tutti gli spazi disponibili nel metallo, al raggiungimento del massimo, che è il valore che definisce l'induttanza dell’avvolgimento, la nuova "pressione", causata dall’immissione di ulteriori cariche elettriche, provoca un indebolimento del guscio dell’atomo con la fuoriuscita di parti dell’energia interna, e quindi il metallo comincia a scaldarsi, cioè interviene l’effetto resistivo. Una immissione di grosse quantità di carica in determinati metalli può provocare la demolizione degli atomi stessi che si riorganizzano in equilibri più stabili, cioè il metallo trasmuta in un altro elemento, come esempio tungsteno verso neon.<br /><br />Vi sono elementi o composti che hanno la proprietà di concentrare al proprio interno il campo elettrico, come ad esempio il ferro e suoi composti. Questa azione di concentrazione permette al conduttore posto vicino di ospitare un maggior numero di cariche elettriche, perché mano a mano che si forma il campo elettrico di bilanciamento, questo viene assorbito dall’elemento che forma il nucleo, mantenendo l’equilibrio attorno agli atomi conduttori, che sarà perciò composto da tre componenti, carica elettrica, campo elettrico di bilanciamento dell’atomo e campo elettrico supplementare assorbito dal metallo adiacente, cioè il nucleo.<br /><br />Se continuiamo ad immettere nuove cariche, mano a mano veniamo ad utilizzare tutta la capacità di assorbimento del nucleo, e quindi si ripresenta il comportamento invasivo dell’equilibrio all’interno degli atomi del conduttore, e quindi viene generato del calore: si è raggiunta la saturazione del nucleo. Il processo descritto è l’aumento dell'induttanza di un avvolgimento causato dalla presenza di un nucleo di ferro (o altro materiale simile) all'interno. Il processo è simmetrico, agli inizi della radio si usava inserire all’interno di bobine antenna per onde medie e lunghe dei nuclei in ferrite ( piccoli cristalli di ferro immersi in ceramica) per ottenere un segnale più forte. Il campo di onde radio era sempre lo stesso, ma la ferrite ne concentrava le linee di flusso inducendo nel solenoide un quantità di cariche elettriche molto più alta: questo è un esempio di concentrazione di linee di campo elettrico.<br /><br />Ecco quindi come funziona un solenoide con nucleo in ferro: all'inizio viene immessa la corrente elettrica, questa riempie gli spazi disponibili nel conduttore, poi incomincia ad agire il nucleo assorbendo il campo elettrico generato, quindi la corrente può continuare a fluire sino alla massima carica possibile. Cessando di immettere corrente ed applicando un carico, la stessa comincerà a fluire nel senso inverso, scaricando man mano le linee di flusso accumulate nel nucleo esterno sino a completo stato di riposo delle "pressioni" all’interno degli atomi del conduttore e del campo elettrico circostante.<br /> <br /><em class='bbcode italic'>E’ evidente che tanta corrente elettrica immettiamo nel solenoide, tanta ne ricaviamo in uscita, perché il processo è lineare. </em>]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<img src="http://www.altrogiornale.org/images/newspost_images/atomshadow.jpg"style="border: 10px solid #FFFCE6; float: left" alt="Il Giornale Online"/><strong class='bbcode bold'>di Ben Boux</strong><br /><br />Cari lettori, di seguito vi presento due esperimenti che ho fatto in passato, attraverso i quali ho potuto ridefinire la struttura ed il comportamento dell'atomo. Naturalmente con l'aiuto degli scritti di W.Russel e dei Phoenix Journals. Valutare questi due esperimenti richiede un minimo di conoscenza dell'elettronica, non da scienziati, quelli sono presi dalla loro caccia alla conoscenza mediante giganteschi ed estremamente costosi apparati, ma da semplici studenti al primo anno della scuola di elettrotecnica o elettronica. Gli esperimenti da me fatti sono molto semplici, è sufficiente un piccolo banco di lavoro e qualche strumento da laboratorio, sono riproducibili, la loro presentazione non richiede nessuna equazione matematica. E, sopra tutto, la dimostrazione non richiede né formule né conoscenze superiori a quelle necessarie per osservare e comprendere dei semplici diagrammi. Alla fine potrete verificare come sia possibile ricavare energia direttamente dall'atomo, senza passare attraverso la combustione chimica o atomica e con dei procedimenti che sono sotto gli occhi di tutti, dai tecnici in su. Salvo che per i grandi scienziati perché sono resi ciechi dalla loro presunta superiorità e dalla loro appartenenza alla casta della scienza.<br /><br />Si tratta di cosa succede usando dapprima n.1 condensatore e poi n.1 induttanza.<br />E, "en passant" si svela anche il mistero della anomalia di Lorentz. Anzi è da lì che ho cominciato e formulato il secondo esperimento.<br /><br />Cominciamo a descrivere gli esperimenti, prima quello col condensatore, poi quello con l'induttanza.<br /><br /><strong class='bbcode bold'>Esperimento con il condensatore<br /><br />Esaminando la figura 1, che rappresenta un semplicissimo esperimento che usa un condensatore, vediamo i seguenti componenti:</strong><br /><br />DC:  un generatore di corrente continua a media tensione di 200 volt.<br />R1:  una resistenza di alto valore tipo 100.000 ohm.<br />R2:  una resistenza di basso valore non induttiva di 1 ohm.<br />C1:  un piccolo condensatore di 1 nano farad.<br />S:  un interruttore, costruito con un F.E.T. pilotato da un oscillatore ad impulsi.<br />I:  un misuratore di corrente.<br />V:  un misuratore di tensione.<br /><br />In realtà è sufficiente misurare la tensione, perché, conoscendo la resistenza, mediante la legge di Ohm, si avrà la corrente e la potenza. La misura è facile da ottenere applicando sul capo caldo di R2 la sonda di un oscilloscopio sincronizzato con gli impulsi che pilotano S.<br /><br /><div style='text-align:center'><img src="http://www.altrogiornale.org/images/newspost_images/figura_1.gif"style="border: 10px solid #FFFCE6; alt="Il Giornale Online"/></div><br />L'interruttore S viene chiuso per un breve periodo rispetto il tempo del ciclo, durante il quale ciclo il condensatore C1 si carica sino alla tensione nominale mediante la piccola corrente rilasciata mediante R1. Durante la  chiusura di S1 la corrente accumulata in C1 si scarica su R2 e, salvo le perdite di commutazione del F.E.T. usato come interruttore, sul carico, che è R2, si manifesta un impulso di corrente elettrica con la tensione di circa 1 volt, che corrisponde a 1 watt di picco (I x V , 1). Ora sostituiamo l'interruttore S1 con uno scaricatore a gas a bassa tensione, diciamo attorno ai 50 volt e vediamo la figura 2.<br /><br /><div style='text-align:center'><img src="http://www.altrogiornale.org/images/newspost_images/figura_2.gif"style="border: 10px solid #FFFCE6; alt="Il Giornale Online"/></div><br /><br />In questo caso non pilotiamo l'interruttore S2 dall'esterno, in quanto è esso stesso a scaricare il condensatore quando raggiunge una certa tensione, producendo di conseguenza una oscillazione così detta "a dente di sega". Ora osserviamo la tensione che si manifesta sul carico, R2. Possiamo vedere che l'impulso di tensione è ora di 30 volt. <strong class='bbcode bold'>30 Volt!</strong> Che vogliono dire <strong class='bbcode bold'>900 watt</strong> di picco (I x V2). Dato che la sostituzione di S1 con S2 è l'unica variante che abbiamo fatto, significa che è S2 a cambiare la resa del circuito. Cioè S2 viene a generare una potenza enorme che non proviene dal generatore, in quanto questo fornisce una potenza di 0,4 Watt medi. Non rimane che accettare che è la scarica dello scaricatore a fornire questa potenza, <strong class='bbcode bold'>cioè la scintilla, perché se togliamo il condensatore C1 la potenza praticamente non cambia.</strong><br /><br /><strong class='bbcode bold'>Esperimento con l'induttanza</strong><br /><br />Esaminiamo dapprima il circuito in figura 3, che rappresenta la schematizzazione dell'anomalia di Lorentz.<br /><br /><div style='text-align:center'><img src="http://www.altrogiornale.org/images/newspost_images/figura_3.gif"style="border: 10px solid #FFFCE6; alt="Il Giornale Online"/></div><br /><br />Cosa è, intanto, questa anomalia? Sotto certe condizioni la potenza che si estrae da una induttanza dopo che è stata caricata è superiore a quella immessa, Quindi c'è una generazione di energia. Tra le circostanze note c'è il relè. Questo dispositivo consiste in un avvolgimento su un nucleo di ferro che possiede un circuito magnetico in cui è presente un ancorino mobile. Questo ancorino mobile determina il movimento di un pacco lamellare che apre o chiude un circuito elettrico esterno.<br /><br />Se si esamina cosa accade si nota che in un primo momento la potenza immessa nella bobina (avvolgimento di filo conduttore attorno al nucleo) sale con una pendenza causata della componente induttiva della corrente. Poi la bobina diventa soltanto resistiva quando il nucleo si è saturato al tempo (t1). Ciò che avviene dopo il tempo  (t1) è pura dissipazione resistiva. Quando cessa l'alimentazione della bobina al tempo  (t2), questa, se si applica un carico, genera una potenza in risposta che è maggiore di quella spesa per caricare l'induttanza. Questa potenza è generalmente cortocircuitata da un diodo che la redirige verso il generatore, non ha quindi nessun utilità o impiego pratico ed il fenomeno viene per lo più trascurato.<br /><br />Io, tuttavia, ho studiato un modo diverso per far manifestare questo fenomeno, osservando che l'unica cosa che differenzia un relè, salvo naturalmente il pacco lamellare, da una comune induttanza è il fatto che c'è un ancorino mobile. E che quindi questo fa variare la permeabilità di questa induttanza, variandone il così detto traferro. Ho immaginato quindi che una circostanza simile possa essere far lavorare una induttanza nella zona curva del diagramma vicina alla saturazione del nucleo, dove quindi, la permeabilità varia sotto la variazione di un flusso che tenda alla saturazione, come si può vedere nelle figura 6, più sotto, tra le posizioni (f1) e (f2).<br /><br />Il semplice esperimento è configurato nelle figura 4, dove vediamo i seguenti componenti:<br /><br />DC: generatore di corrente continua bassa tensione di 12 volt.<br />W1: misuratore di potenza  prelevata al generatore.<br />W2: misuratore di potenza restituita verso il carico.<br />L: induttanza.<br />R: resistenza di carico.<br />S: commutatore, realizzato con un circuito formato da un F.E.T. pilotato da un generatore ad onda quadra con tempi di on off uguali ed un diodo.<br /><br /><div style='text-align:center'><img src="http://www.altrogiornale.org/images/newspost_images/figura_4.gif"style="border: 10px solid #FFFCE6; alt="Il Giornale Online"/></div><br /><br />Eseguendo il ciclo di carica e scarica in modo continuo e non considerando le perdite che introducono il F.E.T. ed il diodo, perché molto basse e comunque non rilevanti ai fini della riuscita dell'esperimento, vediamo che la potenza prelevata dal generatore DC è uguale a quella dissipata dal carico R. Per le note leggi del comportamento delle induttanze se i tempi di carica e di scarica sono diversi si ha una trasformazione corrispondente del rapporto di tensione e corrente. Ma questo esula dal nostro esperimento ed è irrilevante.<br /><br />Ora osserviamo la figura seguente, la 5.<br /><br /><div style='text-align:center'><img src="http://www.altrogiornale.org/images/newspost_images/figura_5.gif"style="border: 10px solid #FFFCE6; alt="Il Giornale Online"/></div><br /><br />Qui vediamo che nella bobina della induttanza L è stato aggiunto un secondo avvolgimento, isolato dal primo, ma sovrapposto ad esso, in modo da influire sullo stesso nucleo. Poi è stata aggiunta un'altra induttanza L2 che ha lo scopo di rendere trasparente il secondo avvolgimento, cioè di disaccoppiare il secondo generatore di corrente continua DC2. E' stato aggiunto il secondo generatore di corrente continua DC2 per iniettare un flusso di amperspire nel nucleo della induttanza L. Questo secondo generatore influisce sul nucleo dell'induttanza, portandolo a lavorare ad una densità di flusso magnetico regolata dalla corrente continua immessa.<br /><br />Ora vediamo cosa accade, secondo il diagramma in figura 6.<br /><br /><div style='text-align:center'><img src="http://www.altrogiornale.org/images/newspost_images/figura_6.gif"style="border: 10px solid #FFFCE6; alt="Il Giornale Online"/></div><br /><br />Al variare della corrente indotta nel nucleo dell'induttanza, mediante la variazione della tensione del generatore DC2, la potenza in uscita definita con (I x V) rimane stabile, come ci si può aspettare, ma oltre un certo valore di flusso (I x spire )comincia a salire sino a raggiungere un massimo per poi ridiscendere sino ad azzerarsi.<br /><br />Questo avviene quando il flusso si trova nella zona tra (f1) ed (f2).<br /><br /><strong class='bbcode bold'>La potenza restituita sale, nell'esperimento, a 2,5 volte la potenza spesa, una resa del 250%, una potenza gratuita del 150%!</strong><br /><br />Facciamo quindi una analisi di cosa succede in questi due esperimenti e vediamo di giustificare questa generazione di energia. La scienza ufficiale di oggi non è in grado di fornire una risposta, ma nemmeno di tentare di ottenerla, una risposta. La prigione che costringe a considerare i vecchi modelli di comportamento dell'atomo impedisce di nemmeno scorgere da lontano una spiegazione. E' anche chiaro che una risposta permette di superare la barriera che ci impedisce di ottenere l'energia direttamente dall'atomo, in forma non solo pulita, ma illimitata e di costo zero, una volta costruiti i congegni che la ricavano.<br /><br /><strong class='bbcode bold'>Dimostrazione</strong><br /><br />Per fare la dimostrazione che ci siamo prefissati, lo faremo per esclusione. Cioè, visto che con il tradizionale modello dell'atomo a particelle nessuno è mai riuscito a giustificare l'anomalia di Lorentz, allora io proverò a farlo utilizzando il modello a carica risonante. Se  otteniamo la corretta giustificazione, dimostriamo la correttezza del modello. Nell'appendice 1 è descritto velocemente il modello di atomo risonante, mentre nelle appendici 2, 3 e 4 sono descritti i funzionamenti, secondo questo modello, della corrente elettrica, del condensatore e della induttanza.<br /><br />Cominciamo dall'esame dell'esperimento con l'induttanza.<br /><br />Cosa succede, quindi, se la permeabilità, cioè la capacità di concentrare le linee di flusso elettrico (ex magnetico), cambia in modo indipendente durante il processo descritto sopra? Durante la carica semplicemente viene a cambiare la quantità di corrente elettrica immagazzinabile nel solenoide, ma durante la scarica si verifica un interessante fenomeno.<br /><br />In pratica, se le linee di flusso possibili contenute negli atomi del nucleo di materiale magnetico si riducono, questi libera il campo elettrico immagazzinato che va a riportarsi di nuovo attorno agli atomi del conduttore. Questi vedono modificare l’equilibrio tra la "pressione" causata dalle cariche ancora presenti che si stanno spostando verso il carico ed il supplemento di campo elettrico che viene a formarsi a causa dal rilascio supplementare, causato dalla riduzione della permeabilità e formano quindi una nuova carica elettrica per azzerare lo sbilanciamento.<br /><br />Questa nuova carica viene generata dall’atomo del metallo che compone il solenoide, la bobina, che utilizza una parte dell’ energia del proprio interno per compensare lo sbilanciamento. Ecco quindi che la corrente elettrica, che viene restituita al carico, aumenta, rispetto a quella immessa, a causa del travaso di una parte dell’ energia contenuta all’interno dell’ atomo verso il carico esterno.<br /><br />La vita dell’atomo subirà un leggero accorciamento, nel tempo il conduttore sarà disgregato, ma naturalmente i tempi sono lunghissimi. Quindi: l’effetto Lorentz si manifesta quando, durante il ciclo di scarica di un solenoide, avviene in modo indipendente una riduzione della permeabilità del nucleo, come succede ad esempio in un relè in cui l’ancorino si apre, riducendo quindi le linee di flusso nel nucleo, e come succede nel mio esperimento basato sullo spostamento del punto di lavoro del nucleo magnetico vicino alla saturazione. Ecco che abbiamo ottenuto energia direttamente dall'atomo, senza controindicazioni, energia "pulita". <br /><br /><strong class='bbcode bold'>Ecco che abbiamo dimostrato come sia potuto funzionare l'esperimento descritto sopra e assieme abbiamo dimostrato che questo esperimento sia spiegabile solo se accettiamo il modello di atomo risonante.</strong><br /><br />L'esperimento con il condensatore ci dimostra le stessa cosa. Come è descritto nell'appendice 3 sul condensatore, quando si provoca la rottura del dielettrico, dell'isolante, questa fa fuoriuscire dagli atomi interessati un parte, o tutta, della loro energia, che quindi si trasforma in carica elettrica che va a dissiparsi nel carico. Ricordo qui, a proposito, che, per ciò che riguarda la scintilla, stiamo parlando della scintilla così detta "calda". E' bene fare questa precisazione perché i fulmini, sia quelli naturali che quelli generati in laboratorio, come con il rocchetto di Tesla, non sono scintille, ma traggono origine da un scintilla. Essi sono il percorso che un insieme di cariche elettriche, generate da una scintilla, cercano per trovare un carico che dissipi la loro potenza su cui scaricarsi. La scintilla originale è provocata dalla rottura dell'isolamento del gas dell'aria.<br /><br />I fulmini che si formano nei temporali e, a volte, nelle eruzioni dei vulcani, sono quindi, a tutti gli effetti, una fusione dell'atomo. Per il verificarsi di particolari condizioni dovute ai vortici che si formano dalle particelle sottoposte alle forze del vento o dei gas in eruzione, si manifestano delle cariche elettriche che fanno rompere il dielettrico isolante costituito dagli stessi gas sottoposti al vortice. Quindi questi cedono la loro energia che si manifesta all'istante in "plasma", che è una grande carica elettrica ad alta temperatura (scintilla "calda"). Questa carica si propaga, quindi, verso un  carico, che può essere il suolo, una nube, un masso, un aereo, la stratosfera.<br /><br /><strong class='bbcode bold'>Conclusione</strong><br /><br />La natura ci insegna che la fusione dell'atomo può essere un fenomeno spontaneo e si libera una enorme quantità di energia, mentre noi abbiamo visto che questa tecnica può essere riprodotta in laboratorio molto semplicemente. <br /><br /><strong class='bbcode bold'>E' oggi possibile costruire generatori di energia pulita ed illimitata usando questi approcci, magnetico o dielettrico, perché così agisce la materia. Perché la materia è energia e non la equivale, e se noi riduciamo la forza del guscio che blocca l'energia interna, la possiamo ottenere. Non occorre "rompere" l'atomo, esso possiede un resistenza enorme, occorre far sì che sia l'atomo stesso ad aprirsi per liberare la sua energia interna.</strong><br /><br /><strong class='bbcode bold'><a class='bbcode' href='http://www.lanuovaumanita.net/' >Ben Boux</a></strong><br /><br />Immagine: <em class='bbcode italic'>Cortesia E. W. Streed / Nature</em> <br /><br /><strong class='bbcode bold'>Appendice 1, l'atomo</strong><br /><br /><strong class='bbcode bold'>L'universo è elettrico. </strong>E' composto di un solo componente, a cui sono associate alcune proprietà su più dimensioni, che ne caratterizzano il comportamento. Per parlare in termini esoterici l'universo è composto di Luce, innumerevoli componenti essenziali, e agisce tramite il Verbo, la caratterizzazione delle grandezze efferenti intrinseche. Tutte le manifestazioni della realtà, la materia ed i campi di forze che la accompagnano sono, in pratica, la stessa cosa. E' inutile cercare particelle sempre più piccole e di geometria sempre più misteriosa ed immaginifica. Ciò che si immagina siano parti costituenti la materia è solo ciò che avviene quando la materia stessa è sottoposta a certe sollecitazioni, e non ciò che sia alla base della struttura della materia.<br /><br />E' come se noi prendessimo a martellate una biglia di vetro con striature di colore. Ricaviamo schegge di vetro sempre più fini e colorate quanto più forte diamo i colpi. Non è certo in questo modo che si potrà conoscere la struttura di cosa tiene assieme le componenti della biglia, sapremo solo quanta forza occorre per romperla. La gravità è una aspetto del magnetismo, come è un aspetto di ciò che governa l'equilibrio dell'atomo. E tutti sono un grandezza elettrica. L'universo è un immenso serbatoio di cariche elettriche o componenti essenziali, che presentano nelle loro dimensioni dei valori sempre positivi, diversi da zero, il quale rappresenta lo stato di quiete, di non esistenza. Non esistono valori negativi o materia negativa, cioè speculare, cioè antimateria. <br /><br />La materia è in continua trasformazione. Quando le grandezze che caratterizzano le  dimensioni dei suoi componenti essenziali si azzerano tutte, questo quid si annulla, ma uno nuovo si forma per mantenere l'equilibrio totale. Attenzione, però. Parlare di componenti essenziali non significa parlare di particelle, delle particelle che ipotizza l'attuale modello dell'atomo. Le componenti essenziali sono tutte uguali e non si può parlare di dimensione fisica in senso stretto, o di massa o di energia. Sono di una una natura ineffabile e le proprietà che noi definiamo come dimensioni o energia o altro sono solo il valore delle componenti dimensionali che ne caratterizzano l'esistenza e che sono sempre assoggettabili a delle variazioni.<br /><br />Per dare un'idea, le comunissime dimensioni altezza, larghezza, profondità, sono solo dei vettori che agiscono per comparazione con altri atomi nelle vicinanze, non sono un valore assoluto. Le dimensioni di un atomo o di una parte di materia possono essere variate senza che la natura dell'atomo e della materia cambi. Così come avviene con il calore e il magnetismo, ecc.<br /><br />E, nello stesso tempo, quando l'energia dell'atomo si modifica oltre un certo valore, ed il cui equilibrio con le parti di spazio adiacente cambi, si assiste alla trasformazione delle proprietà di quel certo atomo, che cambia, quindi natura. Trasmuta in un altro elemento, in quanto è il rapporto tra le componenti essenziali  dell'atomo e le componenti essenziali dello spazio a determinare le proprietà di un certo elemento, e non la presenza di svariati tipi di particelle. Come potrebbe un elemento trasformarsi in un altro senza alterare violentemente la struttura interna, rimescolando le particelle, le cui posizioni sono rigide, secondo la scienza ufficiale?<br /><br />Gli atomi hanno una loro vita. Cedono naturalmente una parte della loro energia per la presenza di un estremamente piccolo, tuttavia presente, attrito con lo spazio, ne cedono quantità più consistenti per l'interferenza con altri campi di forza. Quindi tutti gli atomi trasmutano naturalmente sino a dissolversi, quando sono scesi alla consistenza di "raggi". Ma i loro componenti essenziali sono ancora presenti, hanno perso solo l'energia e questa viene ricreata nel continuo ciclo della creazione che rinasce e muore ad ogni istante.<br /><br />Possiamo raffiguraci questo pensando ad un cubetto di ghiaccio gettato in una bacinella d'acqua. Il ghiaccio è acqua, come l'altra, ma è caratterizzato da un certo valore nella "dimensione" temperatura che lo distingue dall'altra acqua e lo rende un corpo differenziato. Il cubetto si muove liberamente sull'acqua, ma ne imprime un'onda, una marcatura, muovendosi, ed infine la temperatura decresce un pò per volta sino allo scioglimento, quando il cubetto ritorna ad essere acqua come quella che lo circonda. Le dimensioni dell'universo sono sei, tre maggiori e tre minori. Questo perché i componenti essenziali sono così dotati. Le tre dimensioni minori sono da noi percepibili come le tre dimensioni fisiche. Le tre dimensioni maggiori non sono da noi percepibili e si diramano in sotto vettori e sono il tempo, l'energia e la "vibrazione".<br /><br />Quando ad un certo numero di componenti essenziali vengono attribuite delle grandezze a questi vettori dimensionali, essi cominciano ad interagire con gli altri componenti. La carica di energia mette in movimento questo "grumo" che comincia a muoversi in tutte le direzioni, essendoci dei valori definiti in quei vettori. Ma incontra la resistenza dei componenti adiacenti, quindi si forma una oscillazione di questo "grumo" tutto attorno ad un centro fittizio, come un vortice. E questa oscillazione è bloccata dallo spazio circostante, che, quindi, confina l'energia in uno spazio ben definito, dando vita all'atomo.<br /><br />Lo spazio inerte è strutturato con le tre dimensioni fisiche uniformi, mentre il "grumo" cambia le proprie direzioni in modo vorticoso, dando origine ad un moto circolare. Le forze di "pressione" reciproche che si vengono a formare tra il moto circolare spiraliforme del "grumo" e lo spazio a struttura cubica, formano le proprietà dell'atomo. Che si differenzia poco con altri di gradiente energetico simile, gli isotopi, ma che muta di caratteristiche in presenza di una trasmutazione. Vediamo quindi che è un rapporto di "pressione" a manifestare le proprietà della materia. Non è la pressione che conosciamo nella struttura fisica del gas, per esempio, ma il concetto è simile.<br /><br />Ebbene è questa "pressione" a dare luogo alla gravità ed al magnetismo, oltre che alla corrente elettrica.<br /><br />Il "grumo" energetico, ruotandosi, o meglio risuonando dentro lo spazio di confinamento, determina una "depressione" nello spazio, perché non occupa più lo spazio che occupava quando era in riposo. Ora sta generando a sua volta una "pressione" contro lo spazio circondante. Di conseguenza questa "depressione" si espande in modo radiale dal centro dell'atomo verso l'esterno. Il magnetismo è una "pressione", ma la sua direzione è ortogonale alla gravità. Ed è anch'esso presente, in maggiore o minore quantità, in modo naturale o imposto da forze esterne, in tutti i tipi di materia, in tutti gli elementi.<br /><br /><strong class='bbcode bold'>Appendice 2, la corrente elettrica</strong><br /><br />Per la corrente elettrica non c'è ancora, oggi come oggi, una spiegazione attendibile. Si parla genericamente di cariche elettriche, ma non si sa cosa siano e come si formino. Si sa come usarle, tutta l'elettrotecnica e l'elettronica usano la corrente elettrica nei modi più svariati. Le grandezze di misura sono la tensione, la corrente e la quantità di elettricità. Questa è una energia potenziale, cioè si manifesta solo nel suo stesso prelievo a mezzo di un "carico". Rimane in attesa e la potenza trasportata dipende dal carico stesso sino a quando il generatore sia in grado di pompare della nuova quantità di carica.<br /><br />La corrente elettrica è un impressione di energia nel mare dei quid che compongono lo spazio. Questo "grumo" somiglia agli stessi atomi, ma è così piccolo da non essere stretto dallo spazio stesso e risuonando attorno sé stesso tende a muoversi nello spazio nella direzione da cui è stato generato. La generazione della carica elettrica avviene sempre da qualche atomo che ha ricevuto un qualche stimolo a cedere una parte della propria energia verso l'esterno, sostituendola magari con altra, per compensare lo sbilanciamento.<br /><br />La carica elettrica, una volta generata, cerca di legarsi agli atomi all'intorno, viene respinta dagli elementi conduttori o viene bloccata dagli elementi isolanti. Nei cristalli semiconduttori avvengono delle interazioni complesse che danno luogo alle proprietà dei componenti elettronici così detti attivi, come i transistor, ecc.<br /><br /><strong class='bbcode bold'>Appendice 3, il condensatore</strong><br /><br />In breve, il comportamento degli elementi isolanti spiega facilmente come funziona il condensatore, il materiale sottoposto alla pressione della corrente la immagazzina all'interno degli atomi, nel fare questo si produce un aumento di "pressione" mantenuta dal guscio. Nel momento che smettiamo di introdurre la corrente entrante, gli atomi liberano la loro pressione restituendo le cariche accumulate sotto forma di corrente elettrica di scarica. <br /><br />Ma se invece continuiamo ad immettere altra corrente, cioè aumentiamo la "pressione", sino al punto che la capacità di contenimento dell’atomo non è più sufficiente, il guscio dell'atomo si indebolisce e quindi la nuova energia accumulata all’ interno e la precedente energia che formava la parte interna dell’atomo fuoriescono e si diffondono all’esterno, provocando una reazione similare negli atomi adiacenti, sino ad esaurimento della "pressione". Questo processo è la scarica attraverso il dielettrico, che avviene se la tensione in ingresso supera l’isolamento. Questa tecnica è alla base del procedimento “charge cluster” che può fornire consistenti quantità di energia, proprio demolendo la barriera di contenimento dell’atomo, con dei procedimenti non invasivi come il bombardamento dell’ atomo ad alta temperatura  che propone la scienza oggi. (La scintilla, in pratica.)<br /><br /><strong class='bbcode bold'>Appendice 4, l’induttanza</strong><br /><br />Gli elementi conduttori in presenza di una carica elettrica reagiscono opponendo alla nuova "pressione" una contro "pressione" che si dispone all’esterno dell’atomo formando un campo elettrico tutto intorno. Questo meccanismo è simmetrico, un atomo conduttore immerso in un campo elettrico reagisce formando una carica elettrica al suo esterno che bilancia la pressione che è stata indotta. Di conseguenza se continuiamo ad immettere cariche elettriche nel conduttore, le cariche nuove spingono le precedenti verso gli atomi contigui, che a loro volta reagiscono con la formazione di nuovo campo elettrico che si va ad aggiungere al precedente. Il campo elettrico generato si espande rimbalzando da un atomo all’altro sino alla fine del conduttore, perciò in un solenoide, od in una placca del condensatore, il campo elettrico si forma attorno tutto il conduttore istantaneamente per ogni singola carica che viene immessa.<br /><br />Se continuiamo ad immettere cariche elettriche veniamo ad occupare tutti gli spazi disponibili nel metallo, al raggiungimento del massimo, che è il valore che definisce l'induttanza dell’avvolgimento, la nuova "pressione", causata dall’immissione di ulteriori cariche elettriche, provoca un indebolimento del guscio dell’atomo con la fuoriuscita di parti dell’energia interna, e quindi il metallo comincia a scaldarsi, cioè interviene l’effetto resistivo. Una immissione di grosse quantità di carica in determinati metalli può provocare la demolizione degli atomi stessi che si riorganizzano in equilibri più stabili, cioè il metallo trasmuta in un altro elemento, come esempio tungsteno verso neon.<br /><br />Vi sono elementi o composti che hanno la proprietà di concentrare al proprio interno il campo elettrico, come ad esempio il ferro e suoi composti. Questa azione di concentrazione permette al conduttore posto vicino di ospitare un maggior numero di cariche elettriche, perché mano a mano che si forma il campo elettrico di bilanciamento, questo viene assorbito dall’elemento che forma il nucleo, mantenendo l’equilibrio attorno agli atomi conduttori, che sarà perciò composto da tre componenti, carica elettrica, campo elettrico di bilanciamento dell’atomo e campo elettrico supplementare assorbito dal metallo adiacente, cioè il nucleo.<br /><br />Se continuiamo ad immettere nuove cariche, mano a mano veniamo ad utilizzare tutta la capacità di assorbimento del nucleo, e quindi si ripresenta il comportamento invasivo dell’equilibrio all’interno degli atomi del conduttore, e quindi viene generato del calore: si è raggiunta la saturazione del nucleo. Il processo descritto è l’aumento dell'induttanza di un avvolgimento causato dalla presenza di un nucleo di ferro (o altro materiale simile) all'interno. Il processo è simmetrico, agli inizi della radio si usava inserire all’interno di bobine antenna per onde medie e lunghe dei nuclei in ferrite ( piccoli cristalli di ferro immersi in ceramica) per ottenere un segnale più forte. Il campo di onde radio era sempre lo stesso, ma la ferrite ne concentrava le linee di flusso inducendo nel solenoide un quantità di cariche elettriche molto più alta: questo è un esempio di concentrazione di linee di campo elettrico.<br /><br />Ecco quindi come funziona un solenoide con nucleo in ferro: all'inizio viene immessa la corrente elettrica, questa riempie gli spazi disponibili nel conduttore, poi incomincia ad agire il nucleo assorbendo il campo elettrico generato, quindi la corrente può continuare a fluire sino alla massima carica possibile. Cessando di immettere corrente ed applicando un carico, la stessa comincerà a fluire nel senso inverso, scaricando man mano le linee di flusso accumulate nel nucleo esterno sino a completo stato di riposo delle "pressioni" all’interno degli atomi del conduttore e del campo elettrico circostante.<br /> <br /><em class='bbcode italic'>E’ evidente che tanta corrente elettrica immettiamo nel solenoide, tanta ne ricaviamo in uscita, perché il processo è lineare. </em>]]></content:encoded>
<category domain='http://altrogiornale.org/news.php?cat.8'>Messaggi</category>
<dc:creator>Richard</dc:creator>
<pubDate>Mon, 28 Jan 2013 10:09:32 +0100</pubDate>
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<title>Teorema di Pier Tulip</title>
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<description><![CDATA[<p align="center"><b>A favore dell’indagine mitografica nella ricerca del Gesù storico </b></p><p align="center"><b>Teorema di Pier Tulip</b></p><p align="center"><i>I vangeli sono racconti allegorici di una religione solare.</i></p>E’ possibile usare i criteri logico-matematici per analizzare i contenuti dei Vangeli cristiani? Ci prova Pier Tulip con questa provocazione volta a considerare i vangeli come un racconto allegorico.<br /><br />Un teorema, riporta Wikipedia.it, è “<i>una proposizione che, a partire da condizioni iniziali arbitrariamente stabilite, trae delle conclusioni, dandone una dimostrazione. I teoremi svolgono un'importantissima funzione nella matematica, nella fisica e in generale in tutte le materie scientifiche</i>”.<br /><br />Questa definizione sembrerebbe escludere la possibilità che si possa applicare anche nell’esegesi di un testo, ma vedremo che con una semplice ipotesi è possibile svelare l’allegoria con cui sono stati scritti, in parte, i vangeli. Se non si tratta di matematica, si tratta, pur sempre, di logica.<br /><br />La chiave di interpretazione, e quindi l’ipotesi da cui partire per una eventuale dimostrazione, è celata nel rapporto fra Gesù e Giovanni Battista.<br /><br />Vogliamo dimostrare che:<br /><br /><b>Teorema: Gesù nei seguenti passi dei vangeli:</b> <b>Gv 1,29</b>: "<i>Dopo di me viene un uomo che mi è passato avanti, perché era prima di me</i>".<br /><br /><b>Gv 3,30:</b> "<i>egli deve crescere, ma io devo diminuire</i>".<br /><br /><b>Mt 14,1-2</b>: "<i>... </i>(Erode)<i> disse ai suoi cortigiani: «Costui è Giovanni</i><i> il Battista</i><i> risuscitato dai morti»</i>".<br /><br /><b>Mt 4,12-17</b>: "<i>Avendo intanto saputo che Giovanni</i><i> era stato arrestato, Gesù si ritirò ... al di là del Giordano</i><i> ... Da allora Gesù cominciò a predicare</i>".<br /><br /><b>Lc 1,26</b>: "<i>Nel sesto mese</i>" dopo il concepimento di Giovanni Battista<i> "l'angelo Gabriele fu mandato da Dio...</i>" e viene concepito Gesù.<br /><br /> <p align="left"><b>... è un’allegoria del Sole.</b></p><br /> <br /><b>Dimostrazione:</b><br /><br />Per dimostrare il nostro assunto dobbiamo trasformare le frasi in modo che si possa svelare un diverso significato. Facciamo delle ipotesi apparentemente arbitrarie ma legate al ciclo astronomico solare e ricavate da una attento studio del mito solare:<br /><br /><div style='text-align:center'><img src='http://www.altrogiornale.org/images/newspost_images/pier_tulip_1.png' class='bbcode' alt=''  onload='NcodeImageResizer.createOn(this);' /></div><br /><br /><br /><p align="center"><b>Il grafico riporta l'elevazione massima del sole e il suo effetto irradiante nei vari periodi dell'anno.</b></p> <br />Assegniamo <b>Giovanni Battista</b><b>=Sole</b><b>-morente,</b> o calante, per indicare il semi-ciclo solare dal solstizio d'estate fino al solstizio d'inverno, quando la luce cede pian piano il posto alle tenebre, il sole comincia a perdere il suo potere irradiante e la durata del giorno diminuisce mentre aumenta la durata della notte, e parimenti assegniamo <b>Gesù=Sole</b><b>-nascente</b>, o crescente, per indicare il processo inverso fra il solstizio d'inverno e il solstizio d'estate.<br /><br />Applichiamo queste posizioni:.<br /><br /><b>Gv 1,29</b>: "<i>Dopo di me viene un uomo che mi è passato avanti, perché era prima di me</i>": dopo Giovanni Sole-morente viene Gesù Sole-nascente, che già prima lo aveva preceduto e così avviene ogni anno.<br /><br /><b>Gv 3,30</b>: "<i>egli deve crescere, ma io devo diminuire</i>": egli Gesù il Sole-nascente cresce, io Giovanni il Sole-morente diminuisco.<br /><br /><b>Mt 14,1-2</b>: "<i>«Costui è Giovanni</i><i> il Battista</i><i> risuscitato dai morti»</i>": Gesù Sole-nascente rappresenta la risurrezione di Giovanni Sole-morente. Antipa non ha nessuna ragione di temere un Gesù che complotti per scalzarlo dal trono.<br /><br /><b>Mt 4,12-17</b>: Alla fine del Sole-morente, fine della predicazione di Giovanni, inizia il Sole-nascente, inizio della predicazione di Gesù. Il passaggio del Giordano rappresenta il passaggio dei ruoli al Solstizio d'inverno.<br /><br /><b>Lc 1,26</b>: Giovanni è nato sei mesi prima di Gesù, infatti il Sole morente nasce nel solstizio d'estate e Gesù, il Sole nascente, nasce nel solstizio d'inverno.<br /><br />I passi analizzati assumono un significato perfettamente compiuto nell’ambito di una descrizione allegorica relativa al ciclo solare e il personaggio Gesù rappresenta il sole nella sua fase ascensionale. <b>CVD</b>E’ utile dire, a supporto di questa dimostrazione, che lo stesso ragionamento si può applicare per una decodifica del mito solare egizio e quindi postulare un’associazione logica fra Horus (Osiride, Serapide) e Gesù, anzi è proprio dall’analisi della mitologia egizia che scaturisce l’ipotesi utilizzata.<br /><br />La stessa interpretazione è applicabile ad un altro scambio che avviene fra due personaggi biblici narrato nel <i>Libro dei Re</i>: il passaggio del Giordano di Elia insieme al suo discepolo Elisha o Eliseo è la quasi completa sovrapposizione con il passaggio di consegne fra Giovanni Battista e Gesù. Quando raggiungono l’altra sponda, dopo aver aperto le acque del Giordano, come Mosè fece col mar Rosso, Elia dice a Eliseo: “<i>Chiedi quello che vuoi che io faccia per te, prima che io ti sia tolto</i>” e il giovane risponde: “<i>Ti prego, mi sia data una parte doppia del tuo spirito!</i>”, Eliseo infatti corrisponde al sole nascente che con il suo “<i>spirito</i>” avrà un potere generativo superiore al sole morente, mentre Elia, come sole morente, si ritira in cielo su un carro infuocato.<br /><br />L’alternarsi fra Elia e Eliseo come fra Giovanni Battista e Gesù, e quindi l’attesa di un ritorno di Elia, lo troviamo in <b>Mc 6,15</b>: “<i>Altri invece dicevano: “È Elia”</i>”,  in <b>Mc 8,27-28</b>: “<i>”Chi dice la gente che io sia?”. Ed essi gli risposero: “Giovanni il Battista</i><i>, altri poi Elia e altri uno dei profeti</i>”, in <b>Lc 9,7-8</b>: “<i>alcuni dicevano: “Giovanni è risuscitato dai morti”, altri: “È apparso Elia”</i>”.<br /><br />L’identificazione Gesu-Sole, con la relativa interpretazione, ha un valore altamente teologico in quanto racchiude le dicotomie luce-tenebre, bene-male riscontrabili in tutte le religioni antiche e principalmente nell’essenismo e nel mitraismo, religioni esistenti nel primo secolo, che hanno certamente avuto un influsso nella nascita di una nuova religione.<br /><br /><div style='text-align:center'><img src='http://www.altrogiornale.org/images/newspost_images/pier_tulip_2.png' class='bbcode' alt=''  onload='NcodeImageResizer.createOn(this);' /></div><br /><br />Chi vuole approfondire può leggere l’opera<b> <a href="http://krst.iuppiter.eu/">KRST, Il Cristianesimo come religione solare, Nuova ipotesi sul Gesù storico</a></b>, di Pier Tulip, in cui vengono analizzati in dettaglio tutti gli influssi pagani che sono rintracciabili nel cristianesimo, vengono ritrovati numerosi altri passi dei vangeli in cui si cela l’allegoria solare e viene formulata una precisa ipotesi sia sulla nuova religione che sul suo fondatore.<br /><br />Il libro è liberamente consultabile online ma è possibile acquistare una copia stampata o in formato eBook sul sito <a href="http://ilmiolibro.kataweb.it/schedalibro.asp?id=771357">ilmiolibro.it</a><hr><div class='indent'><span style='font-size:11px'>Pier Tulip si è laureato in Fisica a Napoli e ha insegnato questa materia nelle scuole superiori. Da diverso tempo si occupa di ricerche su argomenti di tipo esoterico. Dopo aver pubblicato il libro RUM MOLH, una biografia romanzata del Principe napoletano alchimista e massone Raimondo de' Sangro, ha rivolto la sua attenzione alla genesi del Cristianesimo, con il libro KRST, perché risultati ottenuti nella precedente ricerca indicavano una possibile commistione del cristianesimo con la religione egizia. Per contattare Pier Tulip: pier.tulip@gmail.com</span><br /></div>]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p align="center"><b>A favore dell’indagine mitografica nella ricerca del Gesù storico </b></p><p align="center"><b>Teorema di Pier Tulip</b></p><p align="center"><i>I vangeli sono racconti allegorici di una religione solare.</i></p>E’ possibile usare i criteri logico-matematici per analizzare i contenuti dei Vangeli cristiani? Ci prova Pier Tulip con questa provocazione volta a considerare i vangeli come un racconto allegorico.<br /><br />Un teorema, riporta Wikipedia.it, è “<i>una proposizione che, a partire da condizioni iniziali arbitrariamente stabilite, trae delle conclusioni, dandone una dimostrazione. I teoremi svolgono un'importantissima funzione nella matematica, nella fisica e in generale in tutte le materie scientifiche</i>”.<br /><br />Questa definizione sembrerebbe escludere la possibilità che si possa applicare anche nell’esegesi di un testo, ma vedremo che con una semplice ipotesi è possibile svelare l’allegoria con cui sono stati scritti, in parte, i vangeli. Se non si tratta di matematica, si tratta, pur sempre, di logica.<br /><br />La chiave di interpretazione, e quindi l’ipotesi da cui partire per una eventuale dimostrazione, è celata nel rapporto fra Gesù e Giovanni Battista.<br /><br />Vogliamo dimostrare che:<br /><br /><b>Teorema: Gesù nei seguenti passi dei vangeli:</b> <b>Gv 1,29</b>: "<i>Dopo di me viene un uomo che mi è passato avanti, perché era prima di me</i>".<br /><br /><b>Gv 3,30:</b> "<i>egli deve crescere, ma io devo diminuire</i>".<br /><br /><b>Mt 14,1-2</b>: "<i>... </i>(Erode)<i> disse ai suoi cortigiani: «Costui è Giovanni</i><i> il Battista</i><i> risuscitato dai morti»</i>".<br /><br /><b>Mt 4,12-17</b>: "<i>Avendo intanto saputo che Giovanni</i><i> era stato arrestato, Gesù si ritirò ... al di là del Giordano</i><i> ... Da allora Gesù cominciò a predicare</i>".<br /><br /><b>Lc 1,26</b>: "<i>Nel sesto mese</i>" dopo il concepimento di Giovanni Battista<i> "l'angelo Gabriele fu mandato da Dio...</i>" e viene concepito Gesù.<br /><br /> <p align="left"><b>... è un’allegoria del Sole.</b></p><br /> <br /><b>Dimostrazione:</b><br /><br />Per dimostrare il nostro assunto dobbiamo trasformare le frasi in modo che si possa svelare un diverso significato. Facciamo delle ipotesi apparentemente arbitrarie ma legate al ciclo astronomico solare e ricavate da una attento studio del mito solare:<br /><br /><div style='text-align:center'><img src='http://www.altrogiornale.org/images/newspost_images/pier_tulip_1.png' class='bbcode' alt=''  onload='NcodeImageResizer.createOn(this);' /></div><br /><br /><br /><p align="center"><b>Il grafico riporta l'elevazione massima del sole e il suo effetto irradiante nei vari periodi dell'anno.</b></p> <br />Assegniamo <b>Giovanni Battista</b><b>=Sole</b><b>-morente,</b> o calante, per indicare il semi-ciclo solare dal solstizio d'estate fino al solstizio d'inverno, quando la luce cede pian piano il posto alle tenebre, il sole comincia a perdere il suo potere irradiante e la durata del giorno diminuisce mentre aumenta la durata della notte, e parimenti assegniamo <b>Gesù=Sole</b><b>-nascente</b>, o crescente, per indicare il processo inverso fra il solstizio d'inverno e il solstizio d'estate.<br /><br />Applichiamo queste posizioni:.<br /><br /><b>Gv 1,29</b>: "<i>Dopo di me viene un uomo che mi è passato avanti, perché era prima di me</i>": dopo Giovanni Sole-morente viene Gesù Sole-nascente, che già prima lo aveva preceduto e così avviene ogni anno.<br /><br /><b>Gv 3,30</b>: "<i>egli deve crescere, ma io devo diminuire</i>": egli Gesù il Sole-nascente cresce, io Giovanni il Sole-morente diminuisco.<br /><br /><b>Mt 14,1-2</b>: "<i>«Costui è Giovanni</i><i> il Battista</i><i> risuscitato dai morti»</i>": Gesù Sole-nascente rappresenta la risurrezione di Giovanni Sole-morente. Antipa non ha nessuna ragione di temere un Gesù che complotti per scalzarlo dal trono.<br /><br /><b>Mt 4,12-17</b>: Alla fine del Sole-morente, fine della predicazione di Giovanni, inizia il Sole-nascente, inizio della predicazione di Gesù. Il passaggio del Giordano rappresenta il passaggio dei ruoli al Solstizio d'inverno.<br /><br /><b>Lc 1,26</b>: Giovanni è nato sei mesi prima di Gesù, infatti il Sole morente nasce nel solstizio d'estate e Gesù, il Sole nascente, nasce nel solstizio d'inverno.<br /><br />I passi analizzati assumono un significato perfettamente compiuto nell’ambito di una descrizione allegorica relativa al ciclo solare e il personaggio Gesù rappresenta il sole nella sua fase ascensionale. <b>CVD</b>E’ utile dire, a supporto di questa dimostrazione, che lo stesso ragionamento si può applicare per una decodifica del mito solare egizio e quindi postulare un’associazione logica fra Horus (Osiride, Serapide) e Gesù, anzi è proprio dall’analisi della mitologia egizia che scaturisce l’ipotesi utilizzata.<br /><br />La stessa interpretazione è applicabile ad un altro scambio che avviene fra due personaggi biblici narrato nel <i>Libro dei Re</i>: il passaggio del Giordano di Elia insieme al suo discepolo Elisha o Eliseo è la quasi completa sovrapposizione con il passaggio di consegne fra Giovanni Battista e Gesù. Quando raggiungono l’altra sponda, dopo aver aperto le acque del Giordano, come Mosè fece col mar Rosso, Elia dice a Eliseo: “<i>Chiedi quello che vuoi che io faccia per te, prima che io ti sia tolto</i>” e il giovane risponde: “<i>Ti prego, mi sia data una parte doppia del tuo spirito!</i>”, Eliseo infatti corrisponde al sole nascente che con il suo “<i>spirito</i>” avrà un potere generativo superiore al sole morente, mentre Elia, come sole morente, si ritira in cielo su un carro infuocato.<br /><br />L’alternarsi fra Elia e Eliseo come fra Giovanni Battista e Gesù, e quindi l’attesa di un ritorno di Elia, lo troviamo in <b>Mc 6,15</b>: “<i>Altri invece dicevano: “È Elia”</i>”,  in <b>Mc 8,27-28</b>: “<i>”Chi dice la gente che io sia?”. Ed essi gli risposero: “Giovanni il Battista</i><i>, altri poi Elia e altri uno dei profeti</i>”, in <b>Lc 9,7-8</b>: “<i>alcuni dicevano: “Giovanni è risuscitato dai morti”, altri: “È apparso Elia”</i>”.<br /><br />L’identificazione Gesu-Sole, con la relativa interpretazione, ha un valore altamente teologico in quanto racchiude le dicotomie luce-tenebre, bene-male riscontrabili in tutte le religioni antiche e principalmente nell’essenismo e nel mitraismo, religioni esistenti nel primo secolo, che hanno certamente avuto un influsso nella nascita di una nuova religione.<br /><br /><div style='text-align:center'><img src='http://www.altrogiornale.org/images/newspost_images/pier_tulip_2.png' class='bbcode' alt=''  onload='NcodeImageResizer.createOn(this);' /></div><br /><br />Chi vuole approfondire può leggere l’opera<b> <a href="http://krst.iuppiter.eu/">KRST, Il Cristianesimo come religione solare, Nuova ipotesi sul Gesù storico</a></b>, di Pier Tulip, in cui vengono analizzati in dettaglio tutti gli influssi pagani che sono rintracciabili nel cristianesimo, vengono ritrovati numerosi altri passi dei vangeli in cui si cela l’allegoria solare e viene formulata una precisa ipotesi sia sulla nuova religione che sul suo fondatore.<br /><br />Il libro è liberamente consultabile online ma è possibile acquistare una copia stampata o in formato eBook sul sito <a href="http://ilmiolibro.kataweb.it/schedalibro.asp?id=771357">ilmiolibro.it</a><hr><div class='indent'><span style='font-size:11px'>Pier Tulip si è laureato in Fisica a Napoli e ha insegnato questa materia nelle scuole superiori. Da diverso tempo si occupa di ricerche su argomenti di tipo esoterico. Dopo aver pubblicato il libro RUM MOLH, una biografia romanzata del Principe napoletano alchimista e massone Raimondo de' Sangro, ha rivolto la sua attenzione alla genesi del Cristianesimo, con il libro KRST, perché risultati ottenuti nella precedente ricerca indicavano una possibile commistione del cristianesimo con la religione egizia. Per contattare Pier Tulip: pier.tulip@gmail.com</span><br /></div>]]></content:encoded>
<category domain='http://altrogiornale.org/news.php?cat.8'>Messaggi</category>
<dc:creator>pasgal</dc:creator>
<pubDate>Sat, 05 Jan 2013 23:59:24 +0100</pubDate>
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